Di fronte alle ipotesi di riduzione dei servizi di Trasporto Pubblico Locale su gomma, evidenziato dal Piano di risanamento di AMT, ribadiamo con fermezza che nessun taglio è accettabile, oggi come domani. Il diritto alla mobilità è un servizio essenziale per cittadini, lavoratori, studenti, anziani e persone fragili e non può essere sacrificato per compensare errori e responsabilità accumulati negli ultimi decenni.
La situazione attuale del TPL è il risultato di responsabilità diffuse: alla progressiva riduzione delle risorse nazionali, a normative penalizzanti e a scelte politiche spesso miopi si è aggiunta una gestione locale che ha fortemente danneggiato il tpl, anteponendo logiche aziendali all’obiettivo di fornire un servizio adeguato ai bisogni dei cittadini, incentivando, così, la mobilità privata.
Lo stesso progetto dei 4 Assi di Forza, con il taglio di un milione di km all’anno, è stato realizzato nell’ottica del solito risparmio a danno del servizio offerto.
È inaccettabile che oggi siano cittadini e lavoratori a pagarne il prezzo. I cittadini contribuiscono già in misura significativa al finanziamento del Trasporto Pubblico Locale attraverso la fiscalità generale e l'acquisto di biglietti e abbonamenti. Non sono quindi disponibili ad accettare ulteriori sacrifici per rimediare a scelte sbagliate o a responsabilità che appartengono ad altri.
Per questo chiediamo una forte mobilitazione istituzionale e sociale affinché Governo e Parlamento garantiscano adeguati finanziamenti al Trasporto Pubblico Locale e intervengano per modificare quelle norme che, negli anni, hanno indebolito il servizio e limitato la capacità di investimento degli enti locali e delle aziende pubbliche.
Allo stesso tempo, le istituzioni territoriali devono quantificare con la massima trasparenza le risorse realmente necessarie per assicurare un sistema di trasporto efficace, efficiente, affidabile e adeguato alle esigenze delle comunità.
È inoltre necessario avviare un vero Piano Industriale di rilancio ed efficientamento del TPL, costruito attraverso il confronto e la partecipazione. Un piano che definisca obiettivi concreti di miglioramento del servizio, innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, valorizzazione del personale e ottimizzazione dell'organizzazione aziendale.
Tale percorso deve coinvolgere lavoratori, associazioni, comitati territoriali e rappresentanze degli utenti, affinché le scelte strategiche siano condivise e orientate all'interesse generale.
Il trasporto pubblico è un bene comune, pertanto riteniamo indispensabile l'istituzione di un Osservatorio Permanente sul Trasporto Pubblico Locale, composto da tutti i portatori di interesse, che devono poter partecipare alle scelte che ne determinano il futuro: istituzioni, azienda, lavoratori, associazioni, comitati e utenti. Un organismo dotato di reali funzioni propositive, di monitoraggio e di controllo, capace di verificare l'efficacia delle politiche adottate e di contribuire all'individuazione delle soluzioni necessarie.
Nessun taglio, più risorse, trasparenza e partecipazione per garantire un Trasporto Pubblico Locale all'altezza dei bisogni della collettività.
Chi ricopre ruoli istituzionali deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità: agli onori delle cariche pubbliche devono corrispondere anche gli oneri delle decisioni e delle conseguenze che ne derivano; chi ha mal gestito l’azienda deve essere rimosso.
La Rete Genovese dei Comitati e delle Associazioni chiede pertanto a Regione, Comune di Genova, Città Metropolitana, Comuni, che vengano stanziate, con la massima urgenza, tutte le risorse necessarie a garantire un Trasporto Pubblico Locale efficiente, capillare e accessibile, in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini e di sostenere lo sviluppo sociale, economico e ambientale del territorio, senza penalizzare altri diritti fondamentali dei cittadini, dalla sanità all’istruzione, dal sociale alla tutela del territorio perché il diritto alla mobilità non è negoziabile.
In assenza di segnali rapidi e positivi da parte delle istituzioni competenti e degli altri soggetti coinvolti, la Rete Genovese si riserva di promuovere e sostenere iniziative di mobilitazione e manifestazioni pubbliche di protesta.