Sveglie puntate, zaini di nuovo sulle spalle e vacanze definitivamente archiviate. Questa mattina, lunedì 14 settembre, suona la prima campanella dell’anno scolastico 2026-2027 anche a Genova e nel resto della Liguria.
Nel territorio metropolitano tornano sui banchi circa 85mila studenti, ai quali si aggiungono quasi 30mila bambini nella fascia tra nidi e scuole dell’infanzia, molti dei quali hanno già iniziato a frequentare nei giorni scorsi. Complessivamente si arriva quindi a sfiorare quota 115mila bambini e ragazzi.
Guardando alle diverse fasce d’età, gli alunni delle primarie sono circa 30mila, quelli delle scuole medie intorno ai 19mila, mentre alle superiori si arriva a circa 35mila. Numeri che fotografano anche un cambiamento demografico ormai evidente: mentre le fasce delle scuole superiori tengono, e in alcuni anni sono cresciute leggermente, sono sempre meno i bambini più piccoli. Nell’arco di un decennio la popolazione sotto i sei anni nella Città metropolitana è scesa di quasi un quarto.
A tenere banco nel primo giorno di scuola sarà però soprattutto il tema degli organici. In Liguria sono stati immessi in ruolo 865 docenti a fronte di 1.407 posti autorizzati, con 542 cattedre che dovranno quindi essere coperte attraverso le supplenze. A queste si aggiungono 61 assunzioni a tempo indeterminato di insegnanti di religione cattolica.
Gli uffici scolastici hanno lavorato fino agli ultimi giorni prima della riapertura. In provincia di Genova, dopo un primo turno da circa 1.800 nomine dalle Graduatorie provinciali per le supplenze, venerdì è arrivato un secondo giro di assegnazioni con altri 261 docenti. Le rinunce registrate durante le procedure hanno però costretto gli uffici a nuovi scorrimenti, mentre diversi istituti hanno già fatto ricorso agli interpelli, le chiamate dirette utilizzate quando le graduatorie non permettono di trovare personale disponibile.
“Gli uffici stanno lavorando per completare le nomine, ma i tempi sono strettissimi. Ogni posto ancora scoperto significa per le scuole dover riorganizzare orari, classi e attività didattiche”, ha spiegato Maria Guarino, presidente regionale di Anief Liguria.
Ancora più delicata la situazione del sostegno. In Liguria, a fronte di circa 10mila alunni con disabilità, i posti stabilmente inseriti nell’organico di diritto sono 2.951, ai quali si aggiungono oltre 2mila posti in deroga, assegnati di anno in anno. Per cercare di garantire almeno la continuità didattica sono stati confermati 1.566 docenti precari in tutta la regione, 843 dei quali nella provincia di Genova.
La novità degli istituti tecnici
Il 2026-2027 sarà anche il primo anno della riforma degli istituti tecnici, che debutta nelle classi prime e verrà poi estesa progressivamente a tutto il quinquennio.
Cambiano indirizzi, articolazioni, quadri orari e risultati di apprendimento, con una maggiore attenzione alle competenze scientifiche e tecnologiche, alla transizione digitale ed ecologica e al rapporto con il mondo produttivo. Per le scuole significa però anche rimettere mano all’organizzazione interna e alla distribuzione delle ore e degli insegnamenti. La riforma interesserà le seconde dal prossimo anno scolastico, per arrivare progressivamente alle quinte nel 2030-2031.
Il nuovo anno parte anche in diversi edifici interessati negli ultimi anni dai lavori finanziati attraverso il Pnrr, tra ristrutturazioni, adeguamenti e nuovi spazi scolastici, anche se non tutti i cantieri sono riusciti ad arrivare al traguardo in tempo per la prima campanella.
Vacanze, ponti e ultimo giorno: il calendario
Per gli studenti liguri saranno 206 i giorni di lezione previsti dal calendario regionale. L’ultima campanella suonerà martedì 8 giugno 2027, mentre per le scuole dell’infanzia le attività proseguiranno fino al 30 giugno.
La prima vera pausa arriverà a dicembre: lezioni sospese il 7 e 8 dicembre, prima delle vacanze di Natale previste dal 23 dicembre al 6 gennaio. Confermata anche la pausa di Carnevale l’8 e 9 febbraio, mentre per Pasqua le scuole resteranno chiuse dal 25 al 30 marzo.
Gli istituti potranno inoltre inserire fino a tre ulteriori giorni di sospensione delle lezioni, purché la scelta sia deliberata e comunicata alle famiglie. Poi, tra verifiche, interrogazioni, gite e pagelle, inizierà la lunga corsa verso giugno. Ma per quella, da oggi, ci sono ancora quasi nove mesi.