Mettere insieme la cultura umanistica, la realtà virtuale, il design e i nuovi linguaggi digitali per costruire un percorso multidisciplinare e formare figure professionali capaci di muoversi tra intelligenza artificiale, beni culturali e comunicazione.
Questo è l’obiettivo del corso di Laurea Magistrale interateneo Digital Humanities - Interactive System and Digital Media, della scuola Politecnica, coordinato dal DIBRIS insieme ad altri tre dipartimenti.
Un corso di laurea che non rientra in una sola definizione: non è un corso di informatica anche se si programmano interfacce e si lavora con l’AI; non è un corso di Lettere, nonostante al centro ci siano cultura, narrazione e patrimonio.
Una commistione di discipline che, a un primo impatto, potrebbe sembrare caotica. Al contrario, identifica in maniera precisa come stanno cambiando le professioni culturali.
La professoressa Ilaria Torre, coordinatrice del corso, ne racconta la logica: “Nato oltre dieci anni fa come primo corso italiano in Digital Humanities orientato ai media digitali, questo corso continua a evolversi per anticipare le trasformazioni della tecnologia, della cultura e delle professioni creative, in costante dialogo con i rappresentanti delle imprese e delle istituzioni culturali”.
Sul valore trasversale della formazione insiste anche il professor Antonio Camurri, direttore di Casa Paganini . InfoMus, il centro di ricerca che ospita il track genovese: “La laurea magistrale in Digital Humanities di Unige fornisce competenze trans-disciplinari su arte, scienza e tecnologia, strategiche nei settori dell’industria culturale e creativa e nel welfare culturale”.
Il corso, della durata di due anni, si divide in due track, ossia due indirizzi, pensati per specializzare competenze diverse.
A Savona, in lingua italiana, c’è il track Internet e Produzione Digitale Creativa, per lavorare su comunicazione digitale, storytelling, social media, progettazione e applicazioni web e mobile, interfacce grafiche e ambienti di realtà virtuale e aumentata. Si tratta della parte più orientata alla produzione di contenuti e servizi digitali per le industrie creative.
Casa Paganini - InfoMus, a Genova e in lingua inglese, è la sede del track Affettive Computing, Arts and Cultural Welfare (ACW), un percorso che si occupa di sistemi multimediali e multisensoriale capaci di coinvolgere corporeità, movimento ed emozione, attraverso tecnologie come Motion Capture, sensori indossabili, audio 3D e affective computing. Il campo di applicazione privilegiato è quello del patrimonio culturale, dell’esperienza artistica e del benessere, in linea con i programmi europei Horizon Europe e New European Bauhaus.
Per allineare le competenze di chi sceglie di intraprendere il corso di laurea sono stati messi a punto dei percorsi iniziali: il primo percorso è pensato per chi arriva da una formazione informatica o ingegneristica; il secondo, invece, per chi proviene da studi umanistici, comunicativi, psicologici o legati al design.
Il piano di studi lavora su piani concreti: l’interazione uomo - macchina e user experience design, produzione e gestione di immagini e video anche immersivi, fondamenti e applicazioni di realtà virtuale e aumentata, scrittura per il web e digital storytelling, comunicazione sui social media.
Tutto si ‘appoggia’ su laboratori dedicati come il 3DLab per riprese e montaggio anche in mixed reality, un laboratorio di grafia e web design, un laboratorio di ricerca di Casa Paganini per le tecnologie interattive e il sound design, e WebRadio Campuswave per la scrittura giornalistica pensata per i nuovi media.
Un ambiente che studentesse e studenti definiscono “motivante e di confronto” perché permette loro di lavorare insieme.
“Dopo la laurea in Storia, essendo appassionato di progettazione culturale, ho cercato un corso magistrale che potesse avvicinarmi a quello che già facevo nel tempo libero dandomi una formazione orizzontale” racconta Filippo Biamino, studente del corso. Percorso diverso ma obiettivo simile per Giorgiana Aioanei: “Ho scelto Digital Humanities dopo la laurea in Informatica perché volevo arricchire il mio percorso con nuove conoscenze nel campo umanistico e in quello del design”.
Al termine del corso di Laurea, i profili formati sono esperti di Human-Computer Interaction, UX designer, content e social media manager, professionisti della comunicazione culturale ma anche profili orientati alla ricerca in linguistica computazionale, digital art e realtà estesa.
Profili che, come fotografa Almalaurea della relazione di aprile 2025, a tre e cinque anni dal titolo, toccano il 100% di occupazione con livelli di soddisfazione superiori alla media nazionale; dati che, a oggi, riguardano un numero di laureati ancora contenuto.
Per far conoscere nel dettaglio il corso di laurea e ‘toccare con mano’ quanto viene realizzato nei laboratori, l’ateneo ha organizzato due open day,
Il primo sarà giovedì 17 settembre alle 16, in presenza nelle sedi di Genova e Savona e in contemporanea on line. A Casa Paganini sarà possibile provare demo e installazioni interattive sviluppate nei laboratori di ricerca del corso; a Savona, l’incontro sarà negli spazi del Campus.
Un secondo appuntamento, questa volta esclusivamente on line, è fissato per mercoledì 30 settembre alle 18.
Entrambi gli appuntamenti sono pensati per un pubblico eterogeneo, proveniente da percorsi scientifici e umanistici a conferma dell’idea alla base di questo corso di laurea: usare il digitale per produrre, conservare comunicare la cultura, creando le professionalità del futuro.