Attualità - 15 settembre 2026, 12:21

Progettare la cultura con la tecnologia, a Genova si studia il futuro dei media con il corso di laurea in Digital Humanities

La magistrale dell’ateneo genovese da oltre dieci anni forma figure capaci di muoversi tra intelligenza artificiale, realtà aumentata e beni culturali. Torre: “Corso che si evolve per anticipare le trasformazioni della tecnologia e della cultura”. A settembre un doppio open day

Mettere insieme la cultura umanistica, la realtà virtuale, il design e i nuovi linguaggi digitali per costruire un percorso multidisciplinare e formare figure professionali capaci di muoversi tra intelligenza artificiale, beni culturali e comunicazione.

Questo è l’obiettivo del corso di Laurea Magistrale interateneo Digital Humanities - Interactive System and Digital Media, della scuola Politecnica, coordinato dal DIBRIS insieme ad altri tre dipartimenti.

Un corso di laurea che non rientra in una sola definizione: non è un corso di informatica anche se si programmano interfacce e si lavora con l’AI; non è un corso di Lettere, nonostante al centro ci siano cultura, narrazione e patrimonio.

Una commistione di discipline che, a un primo impatto, potrebbe sembrare caotica. Al contrario, identifica in maniera precisa come stanno cambiando le professioni culturali.

La professoressa Ilaria Torre, coordinatrice del corso, ne racconta la logica: “Nato oltre dieci anni fa come primo corso italiano in Digital Humanities orientato ai media digitali, questo corso continua a evolversi per anticipare le trasformazioni della tecnologia, della cultura e delle professioni creative, in costante dialogo con i rappresentanti delle imprese e delle istituzioni culturali”.

Sul valore trasversale della formazione insiste anche il professor Antonio Camurri, direttore di Casa Paganini . InfoMus, il centro di ricerca che ospita il track genovese: “La laurea magistrale in Digital Humanities di Unige fornisce competenze trans-disciplinari su arte, scienza e tecnologia, strategiche nei settori dell’industria culturale e creativa e nel welfare culturale”.

Il corso, della durata di due anni, si divide in due track, ossia due indirizzi, pensati per specializzare competenze diverse.

A Savona, in lingua italiana, c’è il track Internet e Produzione Digitale Creativa, per lavorare su comunicazione digitale, storytelling, social media, progettazione e applicazioni web e mobile, interfacce grafiche e ambienti di realtà virtuale e aumentata. Si tratta della parte più orientata alla produzione di contenuti e servizi digitali per le industrie creative.

Casa Paganini - InfoMus, a Genova e in lingua inglese, è la sede del track Affettive Computing, Arts and Cultural Welfare (ACW), un percorso che si occupa di sistemi multimediali e multisensoriale capaci di coinvolgere corporeità, movimento ed emozione, attraverso tecnologie come Motion Capture, sensori indossabili, audio 3D e affective computing. Il campo di applicazione privilegiato è quello del patrimonio culturale, dell’esperienza artistica e del benessere, in linea con i programmi europei Horizon Europe e New European Bauhaus.

Per allineare le competenze di chi sceglie di intraprendere il corso di laurea sono stati messi a punto dei percorsi iniziali: il primo percorso è pensato per chi arriva da una formazione informatica o ingegneristica; il secondo, invece, per chi proviene da studi umanistici, comunicativi, psicologici o legati al design.

Il piano di studi lavora su piani concreti: l’interazione uomo - macchina e user experience design, produzione e gestione di immagini e video anche immersivi, fondamenti e applicazioni di realtà virtuale e aumentata, scrittura per il web e digital storytelling, comunicazione sui social media.

Tutto si ‘appoggia’ su laboratori dedicati come il 3DLab per riprese e montaggio anche in mixed reality, un laboratorio di grafia e web design, un laboratorio di ricerca di Casa Paganini per le tecnologie interattive e il sound design, e WebRadio Campuswave per la scrittura giornalistica pensata per i nuovi media.

Un ambiente che studentesse e studenti definiscono “motivante e di confronto” perché permette loro di lavorare insieme.

Dopo la laurea in Storia, essendo appassionato di progettazione culturale, ho cercato un corso magistrale che potesse avvicinarmi a quello che già facevo nel tempo libero dandomi una formazione orizzontale” racconta Filippo Biamino, studente del corso. Percorso diverso ma obiettivo simile per Giorgiana Aioanei: “Ho scelto Digital Humanities dopo la laurea in Informatica perché volevo arricchire il mio percorso con nuove conoscenze nel campo umanistico e in quello del design”.

Al termine del corso di Laurea, i profili formati sono esperti di Human-Computer Interaction, UX designer, content e social media manager, professionisti della comunicazione culturale ma anche profili orientati alla ricerca in linguistica computazionale, digital art e realtà estesa.

Profili che, come fotografa Almalaurea della relazione di aprile 2025, a tre e cinque anni dal titolo, toccano il 100% di occupazione con livelli di soddisfazione superiori alla media nazionale; dati che, a oggi, riguardano un numero di laureati ancora contenuto.

Per far conoscere nel dettaglio il corso di laurea e ‘toccare con mano’ quanto viene realizzato nei laboratori, l’ateneo ha organizzato due open day,

Il primo sarà giovedì 17 settembre alle 16, in presenza nelle sedi di Genova e Savona e in contemporanea on line. A Casa Paganini sarà possibile provare demo e installazioni interattive sviluppate nei laboratori di ricerca del corso; a Savona, l’incontro sarà negli spazi del Campus.

Un secondo appuntamento, questa volta esclusivamente on line, è fissato per mercoledì 30 settembre alle 18. 

Entrambi gli appuntamenti sono pensati per un pubblico eterogeneo, proveniente da percorsi scientifici e umanistici a conferma dell’idea alla base di questo corso di laurea: usare il digitale per produrre, conservare comunicare la cultura, creando le professionalità del futuro.


 

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