Ancora criticità nel carcere di Marassi dove, quest'oggi, un detenuto si è arrampicato sul tetto dei cortili passeggi della terza sezione per motivi di protesta non ancora chiariti. L'episodio sta impegnando il personale di Polizia Penitenziaria nelle complesse operazioni di gestione dell'emergenza e di messa in sicurezza dell'area.
Sull'accaduto è intervenuto duramente Guido Pregnolato, segretario regionale dell'USPP (Unione Sindacati Polizia Penitenziaria), esprimendo profonda amarezza per una criticità da tempo annunciata e segnalata agli organi competenti.
"Siamo profondamente amareggiati per quanto sta accadendo ancora una volta a Marassi. Al momento non sono noti i motivi che hanno spinto il detenuto a mettere in atto questa forma di protesta, ma ciò che è certo è che ancora una volta i colleghi sono chiamati a gestire una situazione critica in un settore che da tempo chiediamo venga messo in sicurezza".
Secondo quanto evidenziato dal sindacato, le problematiche legate ai cortili passeggi della terza sezione sono note da tempo: l'assenza di adeguate barriere fisiche non solo agevola iniziative di protesta come quella in corso, ma incrementa anche il rischio di introduzione di sostanze o oggetti illeciti dall'esterno.
"Abbiamo chiesto interventi concreti, tra cui l’installazione di sistemi antiscavalcamento e di reti anti-getto. Non stiamo parlando di richieste nuove: sono problematiche che abbiamo rappresentato da tempo. Il riscontro ricevuto dalla Direzione, tuttavia, continua a essere caratterizzato da riferimenti a futuri progetti e interventi programmati. Ma nel frattempo gli eventi critici continuano a verificarsi e sono gli agenti a doverne gestire le conseguenze".
Per l'USPP è ormai indispensabile accelerare il passaggio dalle interlocuzioni formali ai cantieri operativi, poiché il ritardo negli adeguamenti strutturali finisce per scaricarsi interamente sul personale in servizio.
"Non possiamo continuare ad aspettare. Quando viene evidenziata una criticità strutturale che può favorire eventi di questo tipo, occorre intervenire con tempestività. Servono sistemi di protezione adeguati, antiscavalcamento e reti anti-getto, così da rendere quel settore più sicuro sia per il personale sia per l’intera struttura penitenziaria".
Il segretario regionale ha inoltre ampliato il quadro analitico sulle condizioni complessive del penitenziario genovese, definendolo il punto più critico dell'intera regione sotto il profilo della tenuta della sicurezza.
"Marassi è diventato ormai l’istituto penitenziario più problematico della Liguria e non possiamo pensare di affrontare una situazione di questa portata soltanto attraverso la capacità di sacrificio e professionalità degli agenti. Il personale sta facendo il proprio dovere, anche oggi, ma non può essere lasciato solo a gestire criticità che richiedono interventi strutturali".
La richiesta inviata alla Direzione e agli organi superiori si chiude quindi con un appello a risposte immediate per azzerare i rischi nell'area dei passeggi.
"Non servono altre promesse o progetti da realizzare in futuro. Servono interventi concreti, in tempi rapidi. La sicurezza del personale di Polizia Penitenziaria e la sicurezza dell’istituto non possono più aspettare".