Attualità - 17 settembre 2026, 18:47

Nuovo Piano Regolatore Portuale di Genova: al centro sicurezza delle manovre e servizi alle merci

Tavoli di confronto tra l'AdSP, i servizi tecnico-nautici e le associazioni di categoria. Spediporto e Assagenti chiedono tutela per le rinfuse e un centro unico per i controlli frontalieri

Entra nel vivo il percorso di definizione del nuovo Piano Regolatore Portuale (PRP) di Genova. La giornata di oggi è stata caratterizzata da una doppia sessione di approfondimenti promossa dall’Autorità di Sistema Portuale per calibrare le future scelte urbanistico-infrastrutturali sulle reali esigenze operative dello scalo.

La mattinata è stata dedicata ai servizi tecnico-nautici, chiamati a valutare l'accessibilità e la compatibilità delle funzioni ipotizzate per i diversi bacini sulla base delle condizioni meteomarine e delle manovre reali. Al tavolo con l'AdSP hanno partecipato i rappresentanti di Piloti, Rimorchiatori e Ormeggiatori, nelle persone di David Manganiello, Silvio Bignone e Flavio Bertorello. L'analisi ha preso in esame innanzitutto l'area di Levante, dove la proposta punta a consolidare la vocazione legata a cantieristica, refitting e nautica, per poi concentrarsi sul bacino storico e a Sampierdarena, valutando la compresenza tra traffico passeggeri, rotabili e container. Infine, a Prà sono stati approfonditi gli accessi al bacino e le soluzioni per facilitare l'evoluzione delle navi di grandi dimensioni in sicurezza.

Nel pomeriggio il confronto si è spostato sulle esigenze dei traffici commerciali con i vertici di Assagenti (Gianluca Croce e Massimiliano Giglio) e Spediporto (Giampaolo Botta, Stefano Quaranta, Marcello Calamarà e Nicola Pitto). Pur accogliendo favorevolmente l'impostazione polifunzionale del Piano, le associazioni hanno sottolineato l'importanza di salvaguardare la movimentazione delle rinfuse da eventuali riempimenti delle calate. È stata inoltre richiamata l'esigenza di ampliare le aree per la gestione dei container vuoti, a fronte della quale l'AdSP ha prospettato la possibilità di utilizzare spazi sulla sponda destra del torrente Polcevera. Gli operatori hanno infine sollecitato la realizzazione di un centro unificato per i controlli frontalieri (PIF e PED) capace di snellire le verifiche sanitarie e veterinarie sulle merci provenienti da Paesi terzi

A margine degli incontri, il Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale, Matteo Paroli, ha riassunto le priorità del percorso intrapreso: "un Piano Regolatore Portuale deve saper guardare lontano, ma partire dalla realtà concreta di un porto: dalle manovre delle navi, dagli spazi necessari alle merci, dalle infrastrutture e dai servizi che rendono possibile ogni giorno l’attività degli scali. Il confronto con i servizi tecnico-nautici ci ha consentito di approfondire aspetti essenziali per l’accessibilità e la sicurezza dei bacini, mentre quello con Assagenti e Spediporto ha riportato al centro l’esigenza di preservare la polifunzionalità del sistema, garantendo spazio e prospettive di sviluppo a tutte le merceologie, dalle rinfuse ai container. È emersa anche la necessità di rendere più efficiente l’organizzazione dei controlli sulle merci, in vista dell’evoluzione dei traffici. Sono indicazioni che confermano quanto sia importante progettare il futuro dei porti partendo dalla conoscenza delle loro esigenze operative. La sfida è costruire un assetto capace di tenere insieme sicurezza, efficienza e sviluppo, valorizzando le specificità di Genova e Savona-Vado all’interno di una visione unitaria del sistema portuale".

Redazione