Sport - 18 settembre 2026, 18:17

Grifone a Parma per provare a uscire dal guado. De Rossi: “Ci tengo a tenermi il Genoa”

Non nega il momento complicato: “Non lo vivo tranquillo, ho dispiacere per i punti persi. Ma c'è fiducia dalla società; i mugugni sono un'altra cosa”. Non si scarta la difesa a quattro: “Possibilità che però va allenata”

Ultima gara prima della sosta per il Grifone, impegnato domenica alle 15 al “Tardini” contro il Parma, dove entrambe le compagini puntano sostanzialmente al medesimo obbiettivo: conquistare la prima vittoria stagionale in campionato. Perché si sa, non giocare non aiuta certo a lavare il peso dei risultati che non arrivano. E se solitamente, in tal senso, è pesante una settimana di sosta, figuriamoci due.

Sceglie così di affrontare l'argomento senza girarci troppo intorno, nella conferenza dell'antivigilia, mister Daniele De Rossi. E lo fa senza sconti a nessuno, a partire da se stesso: “Non affronto il momento tranquillo o scanzonato, sarei bugiardo dicessi così. Il mio lavoro per me è importantissimo, il Genoa per me è importantissimo. Ci tengo a fare bene, a tenermi il Genoa e a restare il più a lungo possibile. Sono meno importanti i mugugni. Quando giro per strada la gente mi dimostra affetto. Qualche manifestazione di insoddisfazione ci può stare, ma c'è affetto da parte della gente nei miei confronti e nei confronti dei giocatori”.

Non certo un clima “ostile”, che il tecnico ribadisce ancora una volta di non percepire realmente attorno alla squadra nonostante i fischi non siano mancati, in particolare nelle ultime uscite con Frosinone e Sudtirol, semmai il malumore legato ai risultati. Ci tiene però a fare un distinguo: “Vivo col dispiacere di non aver fatto abbastanza punti, con la responsabilità nei confronti dei tifosi, che sono meravigliosi con me, dei giocatori e della società che continua a dimostrarmi fiducia tutti i giorni. Dopo il Frosinone ho avuto una telefonata con Blazquez super positiva. Lopez è tutti i giorni qui come il resto della società. Siamo sempre sotto esame, sotto osservazione e un po' in bilico. So di esserlo e che qualche collega è caduto presto, forse troppo, ma son cose che non mi riguardano”.

Anzi. Il tecnico romano prova a prendere il buono dalle ultime uscite: “Ho visto sia errori che segnali positivi - ha detto - Col Frosinone lo spirito è stato giusto, siamo stati aggrappati con le unghie a quel pareggio; l'atteggiamento in campo è stato positivo. Col Sudtirol, cambiando tanti interpreti, ho visto gente che voleva vincere la partita e che c'è rimasta aggrappata concedendo forse qualche contropiede di troppo. Finora abbiamo raccolto meno di quello che abbiamo seminato, e così finisci per sentirsi il brutto anatroccolo. Vincere una partita può essere l'inizio di una nuova serie”.

Guardando alla gara di domenica, De Rossi si aspetta invece una sfida equilibrata, sulla falsariga di quella dello scorso anno: “Ci sono i presupposti perché sia una partita un po' simile - sottolinea – Sarà molto importante per entrambe le squadre, che si equivalgono anche se sono diverse come caratteristiche”. Buone notizie, invece, sul fronte Amorim (uscito anzitempo dolorante dalla sfida di Coppa Italia) ma che dovrebbe essere della sfida, così come Ostigard che “era un po' disidratato, ma sta bene”.

Sul modulo, il tecnico non chiude alla difesa a quattro, ma frena sugli entusiasmi, spiegando che la scelta dipende dalle caratteristiche dei singoli difensori più che da un principio numerico. “La possibilità di fare la difesa a quattro va lavorata più in profondità ma ci sono le possibilità. on è soltanto un discorso di quante persone difendono ma una scelta in base alle caratteristiche di ogni difensore che abbiamo. Alcuni nostri difensori hanno fatto le loro migliori prestazioni con la difesa a tre ma questo si può cambiare, ci si può lavorare”.

Attenzione anche a Puczka, che De Rossi descrive come un giocatore in crescita ma ancora da gestire con cura, viste le assenze sulle corsie: “Non abbiamo braccetti di riserva e così dobbiamo fare di necessità virtù”. Diverso il discorso per El Shaarawy, che difficilmente vedrà il campo da quinto in questo momento: “Non è nella sua condizione fisica migliore. Con me fece il suo miglior campionato a Roma da quinto - ha detto il mister - In questo momento non è al massimo della sua forma gli riduciamo il raggio d’azione, ma è quasi una forzatura perché il ruolo suo è fare la fascia”.

Sul tema della sosta e su un possibile “nuovo Genoa” che possa emergere al rientro, il tecnico ha preferito sfumare la domanda più che assecondarla: “Il vero Genoa lo abbiamo visto in diverse circostanze, per me è una definizione riduttiva. Qual è il vero Genoa e qual è quello finto? Quello vero è anche quello dell'anno scorso dove abbiamo vinto qualche partita salvandoci con cinque giornate d'anticipo ma senza fare un grande calcio. Il vero Genoa a volte viene giudicato in base al risultato finale”. L'unica certezza, semmai, riguarda le condizioni fisiche: “Vedremo un Genoa più pronto fisicamente”. 


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