La Liguria vuole portare l'assistenza sanitaria ancora più vicino alle persone, fino all'interno dei grandi complessi residenziali. È la novità annunciata nella seconda giornata dei Portofino Talks – Una piazzetta sul mondo dall'assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, che ha presentato il progetto per sperimentare in Liguria la figura dell'"infermiere di condominio".
L'idea è utilizzare ex portinerie o altri locali inutilizzati all'interno dei grandi condomini per realizzare piccoli ambulatori di prossimità, nei quali potranno operare gli infermieri di famiglia e di comunità. Un presidio sanitario direttamente nel complesso residenziale, pensato in particolare per raggiungere la numerosa popolazione anziana e rendere più semplice l'accesso all'assistenza.
Gli infermieri potranno infatti intervenire direttamente negli appartamenti, per l'assistenza domiciliare, oppure accogliere i residenti nel piccolo ambulatorio ricavato all'interno del condominio. L'obiettivo è quindi avvicinare ulteriormente i servizi alle persone, soprattutto a chi ha maggiori difficoltà negli spostamenti.
La sperimentazione partirà da Genova e, nelle intenzioni della Regione, sarà successivamente estesa con almeno un condominio per ciascuna provincia ligure. Nicolò ha indicato anche una prima scadenza: l'obiettivo è riuscire ad attivare entro la fine dell'anno il primo progetto in un grande condominio genovese, con un bacino di qualche centinaio di residenti.
A occuparsi dell'attività saranno gli infermieri di famiglia e di comunità che già operano nell'assistenza domiciliare. Nel caso in cui il personale disponibile non fosse sufficiente a sostenere la nuova sperimentazione, la Regione prevede la possibilità di procedere con nuove assunzioni.
Il progetto punta così a trasformare spazi condominiali oggi inutilizzati in piccoli punti di assistenza, integrando il lavoro domiciliare con un presidio facilmente raggiungibile dagli abitanti dello stesso complesso.