La cordata italiana interessata all’ex Ilva entra oggi nello stabilimento di Cornigliano. È in programma questa mattina il sopralluogo della delegazione guidata da Antonio Gozzi, presidente di Federacciai e vicepresidente di Confindustria, chiamata a verificare direttamente lo stato degli impianti genovesi e il loro possibile ruolo nel futuro industriale del gruppo.
Una visita che rappresenta un nuovo passaggio concreto nel percorso avviato dalla cordata, dopo i due giorni trascorsi negli stabilimenti di Taranto. A Cornigliano arriveranno manager e tecnici con l’obiettivo di approfondire in particolare la situazione delle linee di produzione a freddo, tra gli asset sui quali si concentra l’interesse del gruppo di imprese italiane.
Era stato lo stesso Gozzi, intervenendo nei giorni scorsi ai Portofino Talks, ad annunciare il sopralluogo. “La cordata sta facendo tutto quello che deve fare - aveva spiegato -. Siamo stati tutti due giorni a Taranto, lunedì mattina saremo a Cornigliano e stiamo cercando di fare tutto quello che si deve fare per capire se si può presentare un piano industriale e un piano ambientale sostenibile, perché l’offerta deve contenere questo”.
La manifestazione di interesse guidata da Federacciai era stata presentata ad agosto ed è sostenuta da 14 imprese siderurgiche italiane: ABS Acciaierie Bertoli Safau, Acciaieria Arvedi, Acciaierie Venete, Advanced Steel Solutions del gruppo Asonext, AFV Acciaierie Beltrame, Alfa Acciai, Compagnia Siderurgica Italiana, Duferco Travi e Profilati, Feralpi Siderurgica, Ferriera Valsabbia, Lucchini RS Holding, Marcegaglia Carbon Steel, O.R.I. Martin e Rubiera Special Steel.
Il sopralluogo di oggi servirà quindi a raccogliere gli elementi tecnici necessari per capire se esistano le condizioni per trasformare quella manifestazione di interesse in una proposta strutturata. Gozzi ha chiarito che l’attenzione della cordata non è rivolta all’area a caldo di Taranto, ma alle attività di laminazione a caldo e a freddo, sulle quali ogni eventuale operazione dovrà essere valutata dopo le verifiche sugli impianti.
La visita cade in una fase particolarmente delicata per il futuro dell’ex Ilva. Nei giorni scorsi la Corte d’Appello di Milano ha confermato il percorso verso lo spegnimento dell’area a caldo di Taranto, mentre la Cassazione ha fissato al 20 ottobre l’udienza sul ricorso straordinario presentato contro il provvedimento. Un quadro che rende ancora più complessa la definizione di un nuovo assetto industriale del gruppo.
Proprio Gozzi, commentando la situazione, aveva definito “estremamente difficile” il lavoro della cordata alla luce dell’incertezza sul futuro degli impianti, confermando però che il gruppo di imprese resta unito e sta proseguendo con le verifiche necessarie.