Le oltre 10mila firme raccolte con la petizione per chiedere la chiusura delle sedi riconducibili a movimenti neofascisti e la non concessione di spazi pubblici e privati a queste organizzazioni saranno consegnate nei prossimi giorni alle istituzioni cittadine.
Il primo appuntamento comunicato da Antifascisti e Antifasciste Genovesi è fissato per martedì 22 settembre alle ore 14 davanti a Palazzo Tursi. Al termine del presidio è prevista la consegna delle firme alla Presidenza del Consiglio comunale. Il secondo si terrà giovedì 24 settembre alle 17.30 davanti alla Prefettura: durante il presidio verrà comunicata alla stampa l'avvenuta consegna delle firme alla prefetta.
La petizione era stata lanciata il 6 aprile 2026 e, spiegano i promotori, le firme sono state raccolte "nelle proprie sedi, nelle piazze, nei cortei e nei mercati cittadini".
La raccolta, si legge nella nota, è nata "dall’esigenza di difendere la Costituzione e la XII Disposizione Transitoria che “vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista” e nel rispetto delle leggi 20/1952 (legge Scelba) e 205/1993 (legge Mancino) come previsto dalla nostra Costituzione, figlia della Lotta di Liberazione".
La petizione riguarda la presenza in città di sedi che il movimento riconduce a organizzazioni di matrice neofascista, citando CasaPound e Lealtà e Azione. L'obiettivo è chiedere la chiusura degli spazi e la non concessione di ulteriori sedi pubbliche o private.
Nella nota viene inoltre richiamato il significato storico della città: la richiesta nasce, spiegano gli organizzatori, "Per Genova, città Medaglia d’Oro al Valore Militare, caposaldo della Resistenza e dell’Antifascismo; Per tutti i partigiani e partigiane che lottarono e sacrificarono la vita per riportare l’Italia ad essere un paese democratico; Per tutte le vittime innocenti della barbarie nazifascista".
I promotori sostengono che alla petizione abbiano aderito "Migliaia di persone, giovani, studenti, lavoratori, pensionati, anche fuori provincia e regione" e definiscono le sedi oggetto della richiesta "non luoghi di democratica aggregazione, bensì fucine dove si elaborano iniziative di stampo neofascista". Nel comunicato il movimento parla inoltre di una narrazione che, a suo giudizio, "facendo leva su xenofobia, omofobia, patriarcato, elogio dell’ignoranza, diffondono una narrazione totalitarista, autoritaria e nostalgica con l'obiettivo di incrementare la tensione sociale".
Il risultato della raccolta era stato illustrato il 6 agosto ai Giardini Luzzati, durante una conferenza stampa nella quale erano stati annunciati anche i due presidi per la consegna alle istituzioni.
Le firme saranno consegnate su supporto informatico, attraverso una chiavetta USB. Una scelta motivata, spiegano gli organizzatori, "considerando l'impatto ambientale che si sarebbe prodotto con la duplicazione di tutti i moduli contenenti le firme". I moduli saranno conservati "in idonea sede, consultabili".