La chiusura del voltino del Campasso è scattata ieri, 21 settembre, e nella stessa mattinata il quartiere si è riunito in assemblea per affrontare le conseguenze dei lavori. Il sottopasso resterà chiuso per circa quattro mesi: nei primi 30 giorni non potranno passare né veicoli né pedoni, mentre per il resto del cantiere resterà il divieto di transito veicolare. L’unico collegamento carrabile con il quartiere passa dal sottopasso di Brin, mentre la linea i06 è stata sostituita da una navetta.
Ed è proprio sulla gestione di questi mesi che si è concentrato il confronto nell’assemblea. Michele Colnaghi, presidente del Municipio II Centro Ovest, parte da una premessa che riguarda le scelte maturate negli anni e i tentativi del Municipio di proporre alternative all’intervento.
"La premessa è sempre quella: negli anni noi abbiamo proposto dei progetti alternativi a RFI che non ha mai recepito e quindi abbiamo dovuto cercare tutta una serie di compromessi per riuscire a digerire un lavoro che noi non volevamo. Abbiamo suggerito di far passare le merci sulla Sommergibile, abbiamo presentato un progetto alternativo, ma non siamo riusciti a ottenere l’approvazione. Ora che siamo a questo punto bisogna riuscire a mitigare i problemi che ci sono".
Il problema più immediato emerso ieri riguarda il trasporto pubblico. La navetta sostitutiva della linea i06 è stata organizzata con mezzi da otto posti, raddoppiati per mantenere una frequenza di circa dieci minuti. Il Municipio aveva invece chiesto mezzi più capienti, da 14 posti.
"Il problema è che il servizio navetta a nostro avviso non è assolutamente sufficiente. Va incrementato soprattutto negli orari della mattina, quando i ragazzi devono andare fuori dal Campasso per andare a scuola, quando devono rientrare e quando i familiari devono portare i bimbi ai due asili. Nelle ore calde c'è da incrementarlo assolutamente, anche perché noi avevamo chiesto navette di una certa dimensione, da 14 posti, un po' più grandi. Invece le navette che sono state presentate sono da otto, nove posti. Stamattina abbiamo potuto vedere proprio la coda che c'era anche semplicemente alle fermate e poi comincia anche la tensione tra la gente per chi deve salire per primo”.
Un altro interrogativo riguarda il sottopasso di Brin, destinato a diventare l’unico accesso carrabile al quartiere. Il tema è quello del rischio di allagamento, soprattutto con l’arrivo della stagione delle piogge. Il sottopasso era già stato oggetto di interventi e verifiche proprio per consentirne l’utilizzo come percorso alternativo durante la chiusura del Campasso. Colnaghi ricostruisce quanto fatto sul sistema di deflusso delle acque: "Quando RFI cercava di accelerare i lavori per riuscire ad andare più avanti possibile, facendo i suoi interessi, aveva anche ipotizzato di chiudere il Campasso quando ancora il piano era quello di fare i lavori in tutti e due i voltini. Qualcuno aveva addirittura pensato di fare su entrambi i lati i lavori contemporaneamente. In realtà hanno fatto prima i lavori su Brin e hanno trovato gli scarichi tappati: cemento, pietre. Si allagava perché era tutto completamente ostruito. Hanno fatto un lavoro molto puntuale e preciso, ispezionando dentro le tubature e sbloccando tutto quello che era il problema. Hanno fatto la prova di allagamento buttando una quantità d'acqua corrispondente a un'alluvione e non si è allagato. Poi ci sono state delle piogge abbastanza forti e ha superato la prova di allagamento".
Il sottopasso di Brin viene inoltre attenzionato dalla Polizia locale durante le allerte gialle e arancioni per temporali. Resta però il tema della gestione delle emergenze e, in particolare, del passaggio dei mezzi di soccorso in una situazione in cui il quartiere ha un solo principale accesso.
Su questo punto Colnaghi richiama anche una proposta avanzata dal Municipio e rimasta senza esito: mantenere aperto un corridoio lungo la massicciata ferroviaria tra via Fillak e via Campasso. "Avevamo chiesto che venisse fatto un corridoio tra via Fillak e il Campasso, perché c'è una salita, e che rimanesse aperto un corridoio di passaggio. Ci è sempre stato detto che è area di cantiere e quindi non si può, per i rischi. È chiaro che però, secondo me, in una situazione particolare si potrebbe usare, perché comunque c'è la strada di cantiere. Quella strada lì potrebbe essere utilizzata".
Il presidente del Municipio torna poi sul ritardo dell’avvio dei lavori, inizialmente previsto per giugno. Il nodo, secondo quanto riferito in assemblea, è stato l’accordo tra AMT e il gestore esterno incaricato del servizio navetta. Il confronto sul posto dovrebbe proseguire con un incontro tra l’assessore alla Mobilità Emilio Robotti, l’assessore Massimo Ferrante, Cociv e RFI, per affrontare gli aspetti ancora aperti.
"RFI ha comunque condotto i lavori dal lato di Brin e fatto le prove, quindi RFI è conscia di tutta la situazione: ha fatto il test e hanno certificato insieme che funzionava. Robotti stamattina si è impegnato a fare un incontro in loco anche con l'assessore Ferrante, con Cociv e con RFI per discutere di tutti gli altri aspetti della situazione".
Tra le preoccupazioni sollevate dal quartiere c’è anche quella per le persone più fragili. Mariano Passeri, consigliere municipale, chiede che il servizio venga potenziato e che particolare attenzione sia riservata ad anziani e persone con disabilità.
"La chiusura del voltino, che impedirà l'accesso sia ai mezzi a motore sia ai pedoni costringendoli a passare da Brin, rappresenta già di per sé un disservizio, un fastidio e una rinuncia alle proprie abitudini. Tuttavia, ciò che per molti è un disagio rischia di trasformarsi in una situazione estremamente grave e complessa per le persone anziane e per i cittadini con disabilità, che vedono la propria vita completamente stravolta dall'isolamento. Trattandosi di un'opera di rilevanza non solo rionale ma cittadina e nazionale, occorre la massima attenzione dalle istituzioni: serve un servizio pubblico di navette rinforzato, efficiente, capillare e completamente gratuito, studiato per non lasciare a terra nessuno".
Amedeo Lucia, consigliere municipale e residente del quartiere, ripercorre invece i tempi del cantiere e il rinvio dell’avvio dei lavori, sottolineando come la partenza a settembre abbia coinciso con la ripresa delle attività scolastiche e della vita ordinaria del quartiere. "I lavori al voltino avrebbero dovuto iniziare il 15 giugno; già il 28 maggio avevamo tenuto un'assemblea pubblica con il Presidente Colnaghi per informare la cittadinanza. Dopo un totale silenzio tra luglio e agosto, durante la cabina di regia del 7 settembre abbiamo appreso che la chiusura sarebbe scattata il 21 settembre. Lo slittamento è stato causato dalle dispute contrattuali tra Cociv e AMT sul finanziamento dei servizi navetta. Far partire il cantiere a settembre, a scuole già aperte e con le attività a pieno ritmo, ha creato criticità enormi rispetto al periodo estivo, quando la zona si svuota e gli unici disagi avrebbero riguardato i corsi estivi degli asili Govi, Bruco Pellegrino e Firpo".
E proprio la mattina del 21 settembre, racconta Lucia, i primi problemi si sono già manifestati. "Già dalle sei del mattino si sono formate lunghe code al sottopasso di Brin, peggiorate dal ritardo dei mezzi e dal guasto di un pulmino dopo appena mezz'ora. Con navette da soli otto posti alla volta è impossibile far defluire il volume di lavoratori e famiglie. All'assemblea di quartiere al campetto hanno partecipato oltre sessanta persone, molte delle quali hanno rinunciato a ore di lavoro pur di far sentire la propria voce".