Portare la storia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata nelle scuole, coinvolgendo sempre di più le nuove generazioni e trasformando la memoria in conoscenza. È l’obiettivo del seminario regionale dedicato ai docenti che si è svolto oggi, mercoledì 23 settembre, nella sede della Regione Liguria, promosso nell’ambito delle attività del tavolo di lavoro tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, con la collaborazione di Regione e Consiglio regionale.
Al centro dell’incontro la storia del confine orientale nel secondo dopoguerra, l’esodo delle popolazioni italiane di Fiume, Istria e Dalmazia e gli strumenti didattici attraverso cui affrontare questi temi nelle scuole. Il programma ha riunito storici, studiosi e rappresentanti istituzionali, con approfondimenti anche sull’accoglienza e sul reinserimento dei profughi giuliano-dalmati in Italia e in Liguria.
"La memoria è un dovere verso il passato, ma soprattutto una responsabilità verso il futuro – sottolinea il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari –. Oggi, insieme a FederEsuli, al Ministero dell’Istruzione e del Merito e alla Regione Liguria, abbiamo parlato di foibe ed esodo giuliano-dalmata, con un obiettivo preciso: portare questa pagina della nostra storia nelle scuole e renderla sempre più conosciuta dalle nuove generazioni".
"Perché dietro le date e i numeri – prosegue – ci sono persone, famiglie e comunità segnate dal drammatico sradicamento dalle terre d’origine. Il Consiglio regionale della Liguria rinnova questo impegno anche attraverso il concorso regionale, giunto alla XXVI edizione, che coinvolge ogni anno gli studenti delle scuole superiori e li accompagna alla scoperta di questa memoria anche attraverso la conoscenza diretta dei luoghi".
Un percorso che l’Assemblea legislativa ligure porta avanti da anni attraverso il concorso dedicato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e i successivi viaggi nei territori legati alle vicende del confine orientale. "Conoscere la storia significa costruire consapevolezza – conclude Balleari –. E custodire la memoria significa guardare al futuro con maggiore responsabilità".














