Un immobile confiscato alla mafia che torna a vivere nel centro storico grazie all’impegno di associazioni e cittadini.
È stato inaugurato ieri pomeriggio il via della Maddalena 25R “ApriMaddalena, un Mosaico Urbano”, il nuovo presidio permanente di legalità, partecipazione e cittadinanza attiva nato dall'iniziativa del Municipio I Centro Est attraverso un Patto di collaborazione condiviso.
Il locale ospiterà un'ampia rete di associazioni e realtà territoriali che animeranno lo spazio con servizi gratuiti per la comunità: sportelli di ascolto psicologico, orientamento burocratico e amministrativo, mediazione interculturale ed educazione alla legalità. A questi si affiancheranno laboratori dedicati al fumetto e all'illustrazione e iniziative di sensibilizzazione ambientale, coordinati attraverso un calendario condiviso.
All'importante cerimonia di taglio del nastro e restituzione del bene ha preso parte anche l'assessore comunale al Patrimonio, Davide Patrone, che ha voluto sottolineare il profondo valore simbolico e concreto della riapertura di uno spazio sottratto alle mafie.
Nel suo intervento, Patrone ha evidenziato come la presenza costante di una luce accesa e di una serranda alzata nel tessuto urbano costituisca uno strumento fondamentale ed insostituibile nella lotta alla criminalità organizzata: “Un bene confiscato che torna alla collettività vuol dire che noi ci siamo, che le istituzioni e la politica ci sono”. La riattivazione di via della Maddalena 25R dimostra così la volontà concreta delle amministrazioni di presidiare il territorio e di trasformare gli immobili sottratti ai clan in fari di legalità e punti di riferimento per l'intero quartiere.
Accanto a lui anche l’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi.
L'inaugurazione segna il completamento di un articolato percorso di co-progettazione e avviso pubblico durato diversi mesi. "Un bene confiscato non può essere soltanto un simbolo: deve essere un luogo vivo, aperto e a disposizione della cittadinanza”, ha dichiarato la presidente del Municipio I Centro Est, Simona Cosso, rimarcando come la sicurezza integrata e la riqualificazione si costruiscano tenendo aperti gli spazi ogni giorno.
Sulla stessa linea l'assessore municipale all'Antimafia, Andrea Visentin, che ha ricordato come “dove c'era la mafia, ora si insegnerà ai ragazzi a disegnare fumetti e si aiuterà chi è appena arrivato ad orientarsi nella burocrazia. Un bene conta quando viene restituito con servizi veri”.
Simbolo tangibile di questo cambiamento è anche l'opera d'arte realizzata sulla saracinesca esterna del locale, promossa da Libera Genova e disegnata dagli studenti dell'Istituto Comprensivo di Quarto. Francesca Vablais, referente provinciale di Libera, ha ribadito il senso profondo dell'uso sociale dei beni confiscati, citando Don Luigi Ciotti e ricordando come la restituzione trasformi "una 'proprietà esclusiva' in uno 'strumento di inclusione' e un simbolo di potere in un'opportunità condivisa”.
Tra i soggetti firmatari del Patto, sostenuto dal Municipio con la concessione gratuita dello spazio e la copertura delle utenze per un anno, vi sono l'associazione AMA Maddalena e la Genoa Comics Academy. Andrea Piccardo ha concluso evidenziando il ruolo guida delle giovani generazioni: “Sono soprattutto i giovani a dovere costruire nuovi anticorpi contro le mafie. Porteremo qui autori e illustratori per raccontare la realtà e sconfiggere la paura”.