Trasformare radicalmente la macchina pubblica da ostacolo estenuante a motore trainante dello sviluppo nazionale. È questa la sfida lanciata dal grande vertice istituzionale svoltosi a Genova, una due giorni ad alto impatto organizzata per ridefinire i contorni della Pubblica Amministrazione del futuro. A tracciare la nuova mappa delle riforme sono stati i principali protagonisti del mondo politico e amministrativo: il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, la sindaca di Genova Silvia Salis e il segretario e direttore generale del Comune Pasquale Criscuolo.
Il ministro per la Pubblica Amministrazione Zangrillo lancia la sfida: “Abbiamo un obiettivo pressante: trasformare la burocrazia da ostacolo a motore di sviluppo. La vera Pubblica Amministrazione non è quella dei ministeri romani, ma quella che dialoga con i suoi utenti sui territori regioni, province e comuni. Con il percorso ‘Facciamo Semplice l’Italia' abbiamo fatto sentire tutte le regioni protagoniste e oggi raccogliamo i frutti”.
Rispondendo al nodo cruciale dell'innovazione e del ricambio generazionale, Zangrillo rivendica con orgoglio i numeri del piano di reclutamento straordinario gestito dal dicastero: “Nei quattro anni 2023-2026 stiamo assumendo 800.000 persone, e di queste oltre il 60% ha meno di 40 anni. I giovani li abbiamo trovati, la PA torna a essere attrattiva. La virtù di ogni organizzazione è far dialogare le generazioni: chi ha esperienza con i giovani, che guardano le cose con meno filtri e più coraggio nel proporre soluzioni innovative”.
L'attenzione del ministro si sposta poi sull'inclusione digitale, tema caldissimo per una regione dall'età media elevata come la Liguria: “Non dobbiamo riempirci la bocca di parole come digitalizzazione o intelligenza artificiale senza aver fatto i compiti a casa. Fare i compiti a casa significa fare formazione: dare ai dipendenti pubblici le competenze necessarie e insegnare loro a trasferire queste capacita ai cittadini meno avvezzi, come chi ha 60 o 70 anni, affinché nessuno sia escluso”.
Infine, Zangrillo annuncia una svolta imminente nei diritti civili e digitali: l'arrivo della tessera elettorale digitale direttamente sugli smartphone. “È una semplificazione fondamentale: basta portarsi dietro lo smartphone per andare a votare tranquilli, senza rischiare di smarrire la tessera cartacea o dover correre in comune a chiederne un duplicato”.
Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, raccoglie il testimone della semplificazione chiedendo un cambio di mentalità radicale nei confronti dell'azione amministrativa: “La digitalizzazione e l'intelligenza artificiale sono mezzi per ottenere un risultato: la qualità della vita dei cittadini e l'efficienza. Un processo amministrativo che non ottiene un risultato serve a poco. Al cittadino servono i fatti: se devo fare un garage o un tetto, è vero che ci vuole la licenza edilizia, ma poi devo poterlo fare davvero. Avere la licenza senza riuscire a costruire il garage è un problema grosso”.
Bucci richiama la rivoluzione gestionale avviata a Genova negli ultimi otto anni, proponendone il consolidamento a livello regionale: “Dobbiamo concentrare funzionari e dirigenti non soltanto sul processo burocratico, ma sul risultato finale. L'amministrazione pubblica lavora per i cittadini, non per l'autosostenimento. Il passo avanti decisivo avverrà quando il cittadino non percepirà più la PA come un problema o un ostacolo, ma come un aiuto e un vantaggio per raggiungere prima i propri obiettivi”.
La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha voluto declinare la modernizzazione in due iniziative concrete ad alto impatto sociale ed economico per la città metropolitana: “Organizzeremo con Meta una grande giornata d'approfondimento per la digitalizzazione delle imprese del territorio, affinché i nostri imprenditori imparino a usare gli strumenti digitali per farsi conoscere e portare i prodotti genovesi lontano da qui. Accanto a questo, presenteremo un corso di alfabetizzazione digitale per gli over 65 in tutti i municipi”.
Per Salis, la sburocratizzazione non può prescindere dall'accessibilità universale: “In una città con un'età media alta come Genova, l'alfabetizzazione digitale deve essere stimolata con forza. Poiché ai servizi si accederà sempre di più in modalità telematica, è indispensabile che nessuno rimanga indietro o escluso. Avvicinare la Pubblica Amministrazione alle persone passa attraverso strumenti digitali resi davvero fruibili per tutti i nostri senior”.
A tirare le somme operative del vertice è il segretario e direttore generale del Comune di Genova, Pasquale Criscuolo, ideatore della proposta d'azione inoltrata direttamente al ministro Zangrillo per farne una priorità dell'agenda di governo: “Parte da Genova una proposta di riorganizzazione complessiva dei vari livelli della Pubblica Amministrazione. Gli interventi legislativi sulla semplificazione non sono bastati: oggi per realizzare un'opera pubblica o un'iniziativa privata occorre più tempo nell'azione amministrativa che nella progettazione ed esecuzione. Proponiamo di andare al cuore dell'organizzazione con un'integrazione dei processi operativi su scala nazionale tra ministeri, regioni, province e comuni”.
Criscuolo quantifica il valore economico straordinario di questa riforma strutturale immateriale: “Lavorare sull'interoperabilità dei dati e sulla reingegnerizzazione dei flussi operativi è la più grande misura economica a favore del Paese. Parliamo di 80 miliardi di euro che ogni anno vengono sottratti all'economia a causa dell'eccessiva burocrazia e di 200 miliardi complessivi persi nel sistema Paese. Se attuata, questa riorganizzazione diventerà la più imponente infrastruttura immateriale per rilanciare la spesa pubblica, la trasparenza e gli investimenti privati in Italia”.