Attualità - 28 settembre 2026, 15:23

La proposta di Software Libero Liguria per la Pubblica Amministrazione a Genova

Dopo le giornate di formazione organizzate dal Comune al Palazzo Ducale con la partecipazione del Ministro Zangrillo e la collaborazione con Meta, l'associazione propone un cambio di rotta verso la sovranità digitale e l'open source

Si sono concluse al Palazzo Ducale le due giornate di approfondimento dal titolo “Una pubblica amministrazione che genera sviluppo e diviene volano dell’economia”, organizzate dal Comune di Genova alla presenza del Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo.

Nel corso dei lavori, la sindaca Silvia Salis ha annunciato due nuove misure operative: una giornata di formazione rivolta alle imprese locali promossa dall'Amministrazione in collaborazione con il gruppo Meta, la Camera di Commercio e Confindustria per ottimizzare i processi di digitalizzazione, unitamente a un programma gratuito di alfabetizzazione digitale destinato alla popolazione over 65 della città.

Se l'iniziativa rivolta alla terza età ha raccolto pieno favore, la partnership stabilita con il colosso tecnologico statunitense Meta ha sollevato riserve da parte degli osservatori del settore e della rete locale per l'open source.

La rete Software Libero Liguria è intervenuta nel dibattito istituzionale contestando la dipendenza delle pubbliche amministrazioni dai colossi aziendali dell'IT — come Microsoft, Google e la stessa Meta — ed evidenziando la necessità di un cambio di paradigma orientato alla sovranità tecnologica europea.

Secondo i dati del rapporto Asterès, commissionato dalla confederazione francese Cigref, i ventisette Paesi membri dell'Unione Europea destinano ogni anno circa 265 miliardi di euro all'acquisto di servizi offerti da piattaforme proprietarie estere. Un modello che comporta rischi di gestione diretta dei dati e vincoli di accesso, oltre a generare ingenti costi fissi di licenza. A titolo esemplificativo, viene citato il rinnovo triennale delle licenze Microsoft perfezionato dal Comune di Genova all'inizio del 2026 per un importo superiore a 5 milioni di euro.

In linea con gli indirizzi del pacchetto per la sovranità tecnologica formulato dalla Commissione Europea, l'adozione progressiva di soluzioni libere e open source (quali sistemi Linux, suite LibreOffice e piattaforme di collaborazione Nextcloud) permetterebbe agli enti pubblici di trattenere sul territorio le risorse economiche, indirizzandole verso aziende informatiche e professionisti locali per lo sviluppo di componenti software riutilizzabili.

Le proiezioni del rapporto Asterès stimano che qualora il 15% della spesa pubblica europea per i servizi informatici venisse riallocato all'interno dell'economia continentale entro il 2035, si collegherebbe a tale dinamica la creazione di circa 500.000 posti di lavoro complessivi nell'Unione Europea.

Per promuovere questo modello, già adottato da diverse amministrazioni in Francia, Germania (come nel land dello Schleswig-Holstein) e Italia (nella Provincia Autonoma di Bolzano), la rete Software Libero Liguria ha avviato la “Campagna per la libertà e la sovranità digitale europea”. L'iniziativa ha aperto un tavolo di confronto istituzionale con il Comune di Genova e la Regione Liguria, accompagnato da una serie di webinar informativi sulle buone pratiche di migrazione ai sistemi operativi e applicativi trasparenti.

Redazione