Attualità - 28 settembre 2026, 18:43

Pegli, l’Anpi celebra gli ottant’anni dal voto alle donne con l’edizione 2026 di ‘Partigiana’

Appuntamento venerdì dalle ore 17,30 in poi presso il Circolo I.N.F.R.A. di via Cialli 35 rosso. In programma un incontro con dibattito su ‘Gli spazi dei giovani genovesi’ e, a seguire, la musica dal vivo degli Scariolanti. Farinata per tutti e ingresso libero

Gli Scariolanti, gruppo musicale nato in seno all'Anpi di Sampierdarena

Saranno gli ottant’anni dal voto alle donne il tema di fondo dell’edizione 2026 di ‘Partigiana’, l’iniziativa organizzata come sempre dall’Anpi di Pegli - Sezione Mario e Nicolò Dagnino.

Appuntamento venerdì dalle ore 17,30 in poi presso il Circolo I.N.F.R.A. di via Cialli 35 rosso. Si inizia con il dibattito intitolato ‘Gli spazi dei giovani genovesi’, moderato da Davide Avenoso e con la partecipazione di Aron Aboukhaili, compositore genovese della Caretta Big Band. 

Seguirà un dibattito e, quindi, cena a base di farinata e musica dal vivo con il gruppo Gli Scariolanti e la loro opera dedicata al voto alle donne. L’evento è a ingresso libero. “Il gruppo - spiega il direttivo dell’Anpi di Pegli - proporrà uno spettacolo a tema dedicato agli ottant’anni dal voto alle donne, diritto riconosciuto per la prima volta nel 1946 in occasione del Referendum istituzionale tra Monarchia e Repubblica e per l’elezione dell’Assemblea Costituente”.

Gli Scariolanti sono un laboratorio di canzoni di testimonianza, opposizione, resistenza composto da iscritti alla Sezione Anpi Cioncolini-Musso di Sampierdarena. Un gruppo di quindici persone che, prendendo nome dai braccianti che, verso la fine dell’Ottocento, erano addetti ai lavori di bonifica delle paludi costiere della Romagna e della provincia di Ferrara, cerca di recuperare e proporre, anche in nuove versioni e con nuovi arrangiamenti, canti della tradizione popolare e di significato sociale, che altrimenti verrebbero probabilmente dimenticati. La caratteristica del gruppo è quella di proporre ‘spettacoli a tema’ durante i quali, con l’aiuto di brani recitati, immagini e naturalmente canzoni, si cerca di raccontare una storia seguendo un preciso filo conduttore.

Ad oggi Gli Scariolanti hanno realizzato sei spettacoli: ‘Un Secolo di Resistenza’, ‘L’altra metà del cielo’, ‘Canti Resistenti’, ‘Ribeltà’, ‘Dove siamo andati Partigiani?’, incentrato sui canti della ‘Nuova Resistenza’, cioè sulle canzoni di tema partigiano e antifascista scritte dalla fine della Guerra di Liberazione sino ai giorni nostri, e ‘Tra fiaba e realtà: le canzoni di Italo Calvino’ una rivisitazione delle sette canzoni scritte, negli anni Sessanta, dal grande scrittore. 

La formazione attuale comprende Annalisa, Carla, Cristina, Fiorina, Francesca, Mariella, Paty, Silvia (voci), Guido (voce, chitarra), Alessandro (voce, chitarra, ukulele), Salva (voce, chitarra), Maurizio (voce, chitarra), Mauro (voce, elaborazione immagini, computer), Luciana (fisarmonica, voce), Davide (voce, percussioni, fiati, musiche e arrangiamenti).

Il voto del 1946 portò anche all’elezione delle prime donne nelle istituzioni. Furono ventuno le donne elette all’Assemblea Costituente su un totale di 556 deputati. Provenienti da storie e schieramenti politici opposti - dalle file del Partito Comunista alla Democrazia Cristiana, fino al Partito Socialista - queste donne seppero fare fronte comune sui diritti fondamentali. 

A loro dobbiamo la formulazione, ad esempio, dell’Articolo 3 della Costituzione, che sancisce l’uguaglianza dei cittadini senza distinzione di sesso, e la tutela della maternità, del lavoro femminile e della parità nel matrimonio. Nomi come Nilde Iotti, Teresa Noce, Lina Merlin e Maria Federici hanno gettato le basi giuridiche dell’Italia contemporanea. 

Celebrare gli ottant’anni dal voto alle donne nel 2026 non è un semplice esercizio di retorica della memoria. In un’epoca in cui l’astensionismo cresce e i diritti conquistati non sono mai da considerarsi scontati per sempre, ricordare la fatica, la determinazione e l’entusiasmo con cui le cittadine del 1946 conquistarono la cabina elettorale è un monito per le nuove generazioni. La scheda elettorale fu la chiave per aprire la porta dei diritti civili; la sfida odierna, a ottant’anni di distanza, resta quella di una piena e reale parità nelle retribuzioni, nei ruoli di leadership e nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.