Si apre un possibile nuovo passaggio nella vertenza dei lavoratori dell'Istituto Italiano di Tecnologia. Dopo nove mesi di trattativa senza un accordo sugli aumenti contrattuali e con ancora aperto il tema della stabilizzazione dei lavoratori precari, oggi una delegazione dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali ha incontrato in Regione l'assessore Alessio Piana.
Al termine del confronto, la Regione si è impegnata a favorire un tavolo con la Fondazione IIT, con l'obiettivo di mettere nuovamente a confronto le parti e provare a sbloccare la trattativa. I sindacati hanno accolto l'impegno come un possibile passo avanti, pur mantenendo ferma la loro posizione sulla proposta economica avanzata dalla Fondazione, che viene giudicata insufficiente.
"Le organizzazioni sindacali hanno illustrato le motivazioni della protesta, ripercorrendo tutte le ragioni che ci hanno portato in piazza e, soprattutto, quelle che in questi nove mesi di trattativa non hanno permesso di raggiungere un accordo. Sono state messe sul tavolo, insieme alle questioni contrattuali, anche quelle che riguardano il precariato e, più in generale, il mondo della ricerca", ha detto Stefano Boero, rappresentante sindacale della Cgil.
Secondo i sindacati, il Comitato Esecutivo della Fondazione non ha accolto la richiesta avanzata nell'ultimo incontro di raddoppiare lo stanziamento destinato agli aumenti contrattuali in paga base. La proposta attualmente sul tavolo viene definita "assolutamente inaccettabile" da Boero, che contesta anche le modalità con cui vengono presentate le diverse componenti economiche.
"Naturalmente la mediazione messa in campo dalla Regione è importante, ma il lavoro poi spetta a noi", ha detto Maurizio Rimassa, rappresentante sindacale USB. Tra gli elementi portati all'attenzione dell'assessore c'è anche la composizione della proposta economica della Fondazione. "Mette insieme elementi fissi con elementi variabili, che possono essere revocati e che non sono neppure certi: è stato ripetuto più volte al tavolo, infatti, che il buono pasto non è scontato".
Per i sindacati, oltre alla parte economica resta centrale la situazione dei lavoratori precari e l'incertezza sul loro futuro. Rimassa ha inoltre ricordato la richiesta di un intervento a livello nazionale in vista della discussione sulla legge di bilancio, per ripristinare o aumentare il contributo destinato alla Fondazione.
Il confronto in Regione arriva nel giorno dello sciopero proclamato da RSU, FLC-CGIL e USB Lavoro Privato su mandato dell'assemblea dei dipendenti. I lavoratori si sono concentrati alle 11 in Largo Pertini, davanti al Teatro Carlo Felice, per poi raggiungere la sede della Regione.
"Stiamo portando avanti una richiesta ragionevole e assolutamente dignitosa, perché la ricerca si fa con le persone, non con le macchine, non solo e non soltanto", ha detto Eva Bertini, RSU. "Credo che già oggi il coinvolgimento della Regione all'interno del nostro tavolo di trattativa e il suo sostegno rappresentino un buon risultato".
La mobilitazione nasce dalla distanza tra le richieste dei lavoratori e la proposta economica della Fondazione, che secondo i sindacati prevede aumenti di poche decine di euro, considerati insufficienti anche rispetto al recupero dell'inflazione. Alla questione salariale si aggiunge quella della stabilizzazione dei lavoratori con contratti precari.