Gli sconti temporanei sul gasolio applicati da Eni e Ip in una parte delle rispettive reti non si traducono automaticamente in un risparmio per le imprese di autotrasporto. A sottolinearlo è Fai Liguria, che invita a non utilizzare i prezzi promozionali praticati presso i distributori come riferimento per definire le tariffe del settore o gli adeguamenti legati al costo del carburante.
A intervenire sono il segretario generale regionale della Federazione Autotrasportatori Italiani, Gianfranco Tiezzi, e il vicepresidente Claudio Sensi, che spiegano come il sistema di approvvigionamento delle aziende sia profondamente diverso rispetto a quello dei normali automobilisti.
Le imprese utilizzano infatti carte carburante, accordi commerciali e contratti specifici, spesso collegati agli indici di mercato e ai prezzi del canale extrarete. Di conseguenza, sottolinea Fai, il prezzo visibile sui tabelloni dei distributori non corrisponde necessariamente a quello successivamente fatturato alle aziende.
Un discorso analogo riguarda le imprese che dispongono di cisterne interne. In questi casi incidono le condizioni fissate nei contratti di fornitura, i costi di stoccaggio e il prezzo del carburante acquistato in precedenza. Per questo, secondo la federazione, una promozione applicata in alcuni impianti stradali può non avere alcun effetto immediato sui costi sostenuti dall'azienda.
Per i mezzi pesanti esiste inoltre un problema operativo. Non tutti gli impianti sono facilmente raggiungibili o dispongono degli spazi necessari per accogliere camion e autoarticolati. Modificare il percorso per raggiungere una stazione che applica lo sconto può quindi significare maggiori consumi, ritardi nelle consegne e ripercussioni sui tempi di guida e di riposo degli autisti.
Fai Liguria evidenzia poi come gli sconti siano limitati nel tempo e soltanto a una parte delle reti. Il prezzo promozionale è inoltre un valore lordo, mentre il costo effettivo per le imprese deve tenere conto anche di Iva, commissioni, recupero delle accise e condizioni previste dai singoli contratti.
Per la federazione, dunque, gli adeguamenti della componente carburante devono continuare a essere calcolati prendendo come riferimento i costi realmente sostenuti dalle aziende, gli indici previsti negli accordi e le rilevazioni ufficiali del settore.
La situazione, avverte infine Fai Liguria, potrebbe rendere più complesso anche il lavoro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella rilevazione trimestrale dei costi minimi utilizzati come riferimento per le tariffe dell'autotrasporto, proprio perché gli sconti non vengono applicati in maniera uniforme da tutte le compagnie e da tutti i gestori.