Il Tar della Liguria ha respinto il ricorso di armatori e operatori contro l'addizionale comunale sui diritti d'imbarco portuale, il contributo di 3 euro per passeggero introdotto dal Comune di Genova su proposta del Vice Sindaco Alessandro Terrile. Per il Partito Democratico genovese è una conferma importante della linea seguita dall'amministrazione.
"Il Tar conferma che la strada indicata dall'Amministrazione comunale guidata dalla Sindaca Salis era quella giusta", dichiara Francesco Tognoni, segretario del PD Genova. "Chiedere un contributo a chi può permetterselo è una scelta di equità, non un aggravio per i cittadini". "Chi sceglie di imbarcarsi dal nostro porto utilizza i servizi della città e contribuisce a generare costi, dalla viabilità alla pulizia urbana: è quindi giusto che partecipi anche al loro sostegno, senza scaricare ulteriori oneri sui cittadini genovesi. La sentenza del Tar conferma la legittimità e la fondatezza della strada indicata dalla giunta guidata da Silvia Salis. Li ringraziamo per aver avuto la determinazione di portare avanti questa scelta".
Soddisfazione anche dal Gruppo consiliare, con la capogruppo Martina Caputo che dichiara: "Il porto è una risorsa strategica e deve continuare a crescere, ma crescita e interesse della città non sono concetti alternativi. La sfida è costruire un equilibrio in cui lo sviluppo portuale produca valore anche per la comunità che lo ospita. La decisione del Tar rafforza la posizione del Comune e ci dà maggiore chiarezza: la tassa d'imbarco è legittima e il percorso per la sua applicazione può proseguire".
Il cuore della sentenza è che il prelievo non è una tariffa per i servizi portuali, ma un tributo comunale autonomo, previsto dalla legge nazionale nell'ambito del percorso di riequilibrio finanziario concordato tra Genova e lo Stato nel 2022. Questo significa che il Comune non deve dimostrare un rapporto diretto tra i 3 euro e una prestazione del porto, e che non si applica la disciplina europea pensata per i corrispettivi dei servizi portuali.
"La pronuncia del Tar conferma che avevamo ragione su tutta la linea, certificando la totale legittimità del nostro operato - commentano la sindaca Silvia Salis e il vicesindaco e assessore al Bilancio, Alessandro Terrile - l’aumento dell’Irpef e l’addizionale sui diritti di imbarco sono richieste portate avanti dalla precedente amministrazione. L'imposta d'imbarco sarebbe dovuta entrare in vigore già nel 2023, ma chi ci ha preceduto ha scelto di disattendere il patto con lo Stato, causando un'indebita sofferenza alle casse comunali. Di fronte all'intimazione del Governo a procedere, e per scongiurare il rischio di perdere 25 milioni di euro di contributi vitali per la città, ci siamo assunti la responsabilità di onorare gli impegni istituzionali dell'Ente. Questa scelta, tuttavia, non è solo un atto dovuto. È una misura che risponde a un profondo principio di equità: rappresenta un ristoro giusto e necessario per compensare la città, il territorio e i genovesi per l'impatto ambientale, organizzativo e i servizi garantiti ogni giorno a chi transita dal nostro porto. Ribadiamo l’invito a tutti gli attori coinvolti a sedersi assieme a un tavolo per concordare le modalità di applicazione e riscossione".