Non si placano le polemiche circa l’episodio del manifesto-messaggio di inclusione rimosso poi riposizionato all’ingresso della scuola primaria Daneo, nel centro di Genova.
Il tema è arrivato anche in Sala Rossa nel corso delle interrogazioni a risposta immediata in apertura di Consiglio Comunale odierno.
Interrogata dal consigliere di minoranza di Vince Genova Pietro Piciocchi circa i fatti dei giorni scorsi, l’assessora alle Pari Opportunità e Politiche Educative del Comune di Genova Rita Bruzzone ha chiarito quanto accaduto.
L'assessora ha voluto innanzitutto chiarire il contesto e la genesi dell’iniziativa: “Abbiamo bisogno tutti di molta chiarezza. Io non solo sono stata chiamata, io ero lì, sono arrivata pochi minuti dopo. Il motivo per cui c'era quello striscione fuori da scuola dalla sera prima è perché stavamo aspettando la Marcia della Pace, la fiaccola della pace che la sera prima era stata portata in questo luogo a Palazzo Tursi dal sindaco di Sant'Anna di Stazzema”.
Proseguendo nella sua risposta, Bruzzone ha sottolineato il valore simbolico e sociale scelto per l’evento, occasione per discutere con bambini e bambine del tema della pace, “scegliendo una scuola che ha oggettivamente un valore universale che è quello di essere una scuola dove si parla di pace, dove convivono bambine e bambini che arrivano da tutte le realtà non solo europee ma del mondo. Ed è il motivo per cui lì c'era quello striscione”.
Entrando nel merito del blitz e dello spavento provocato tra gli alunni presenti, l'assessora ha riportato direttamente le parole raccolte all'interno del plesso: “Naturalmente la versione che io ho immediatamente cercato di capire e che mi è stata testimoniata non solo dai genitori, ma soprattutto dai bambini e dalle bambine - perché io sono entrata a scuola, perché a scuola mi stavano aspettando - è che quei bambini e quelle bambine si sono spaventati. Ed è il motivo per cui abbiamo chiesto chiarimenti anche noi alla questura, perché si sono presentati due agenti in borghese e, mentre i bambini e le bambine erano lì, hanno strappato questo striscione”.
In merito al ripristino del manifesto e alle responsabilità dell'amministrazione, la Bruzzone ha rivendicato con fermezza la propria scelta: “Io ho chiesto che venisse rimesso al proprio posto, quindi mi assumo una totale responsabilità di questo gesto, l'ho già fatto e l'avrete letto da tutte le parti”.
Infine, respingendo le accuse di strumentalizzazione dei minori sollevate dall'opposizione, l'assessora ha concluso riaffermando i principi cardine della scuola pubblica: "Anch'io credo che la politica non debba strumentalizzare i bambini e le bambine, su questo siamo assolutamente d'accordo. Credo però che non ci sia bisogno di strumentalizzare i bambini e le bambine, non lo fa nessuno. Quello che ho ribadito è che sono le scelte politiche che incidono sulle vite dei bambini. Ed è giusto da parte dei genitori e della politica di chi amministra questa città di ribadire quello che ho detto ieri: che la scuola è una scuola pubblica, laica, democratica, ma soprattutto inclusiva”.