Economia - 01 ottobre 2026, 09:47

Nuovo Piano Regolatore Portuale, confronto con l'autotrasporto: "Più spazi e soste per sostenere la crescita dei traffici"

L'Autorità Portuale incontra le associazioni di categoria per pianificare lo sviluppo terrestre dei prossimi vent'anni. Al centro della discussione aree d'accumulo e gestione dei flussi dei mezzi pesanti

La crescita dei traffici portuali deve essere accompagnata da una capacità adeguata di movimentare le merci anche a terra. È questo uno dei temi centrali emersi nel confronto del nuovo Piano Regolatore Portuale con le associazioni dell’autotrasporto A.Li.A.I./ALIA - CLAAI, CNA FITA, Confartigianato Trasporto, FAI Liguria, Federlogistica, FIAP Autotrasporti, Legacoop Liguria, Osservatorio trasporti, Trasportounito.

Nel confronto è stato sottolineato come la crescita dei porti debba essere accompagnata da una pianificazione complessiva della componente terrestre, in modo da garantire la fluidità dei collegamenti, governare i tempi di attesa e di accesso dei mezzi pesanti e assicurare che l’aumento delle movimentazioni non si traduca in nuove pressioni sulla viabilità urbana. In questo quadro, uno degli elementi caratterizzanti del nuovo Piano è rappresentato dalla scelta di puntare prioritariamente sull’ottimizzazione e sull’efficientamento degli spazi esistenti. Le ipotesi di sviluppo prevedono un incremento delle superfici portuali contenuto, nell’ordine dell’8%, ma in grado di produrre un effetto significativo sulla capacità complessiva del sistema attraverso una diversa organizzazione degli spazi e delle funzioni. Una crescita quindi costruita sulla capacità di utilizzare meglio le aree disponibili, con opere che dovranno risultare sostenibili sotto il profilo tecnico ed economico e compatibili con le esigenze di sicurezza e tutela ambientale.

Particolare attenzione è stata dedicata alle aree destinate all’accumulo e alla sosta dei mezzi pesanti. Per il bacino di Sampierdarena, il Piano considera la possibilità di realizzare un polo di accumulo nell’area di San Benigno/Sanità, con la funzione di governare i flussi dei camion diretti verso il porto, evitando che le attese si trasferiscano sulla viabilità urbana e rendendo più ordinato e prevedibile l’accesso alle aree operative. In un sistema portuale fortemente inserito nel tessuto cittadino, la disponibilità e l’organizzazione degli spazi rappresentano infatti una componente essenziale per garantire l’efficienza della catena logistica.

Nella stessa logica si inserisce la prospettiva di un nuovo autoparco nell’area in sponda destra del Polcevera, mentre le aree interessate dai processi di riconversione di Cornigliano sono considerate negli scenari del Piano per possibili funzioni portuali, logistiche e industriali, comprese quelle connesse all’autotrasporto e alla movimentazione delle rinfuse solide.

Un tema specifico ha riguardato il bacino di Pra’, dove le associazioni hanno sottolineato l’esigenza che tutti gli scenari di sviluppo – anche quelli caratterizzati da un diverso grado di ampliamento degli spazi portuali – mantengano un’adeguata disponibilità di aree per la sosta e l’accumulo dei mezzi pesanti, approfondendo soluzioni capaci di agevolare l’afflusso e il deflusso dei camion e di ottimizzare gli spazi già disponibili, indipendentemente dalla realizzazione delle nuove opere previste nelle diverse configurazioni del Piano. Il confronto ha inoltre richiamato il tema della dimensione territoriale della logistica, sottolineando l’esigenza di considerare, nella pianificazione degli spazi, il necessario equilibrio tra organizzazione della filiera su scala di macroarea e ricadute sul territorio.

«Quando i porti crescono, deve crescere anche la capacità dell’intero sistema di movimentare le merci in entrata e in uscita. È un principio che il Piano deve assumere con un orizzonte di almeno vent’anni, considerando non soltanto la capacità delle banchine e dei terminal, ma anche gli spazi a terra, la viabilità, le connessioni e le aree necessarie alla sosta e all’accumulo dei mezzi pesanti. – ha dichiarato il Presidente Matteo Paroli - In un sistema portuale fortemente inserito nel tessuto urbano e in un territorio, come quello ligure, caratterizzato da una particolare conformazione geografica e dalla limitata disponibilità di spazi, lo spazio è una risorsa particolarmente preziosa e deve essere utilizzato con la massima attenzione. Per questo abbiamo scelto di puntare soprattutto sull’efficientamento dell’esistente, utilizzando un’espansione contenuta come leva per aumentare la capacità complessiva del sistema. La sfida del Piano è far crescere i porti organizzando meglio gli spazi e integrando infrastrutture, viabilità e ferro, con soluzioni sostenibili sotto il profilo tecnico ed economico e compatibili con le esigenze di sicurezza e tutela ambientale. In questo disegno rientrano anche le aree destinate all’autotrasporto e alla gestione dei flussi dei mezzi pesanti, che non possono essere considerate separatamente dal resto della catena logistica. Il confronto di oggi è quindi utile per verificare che questa visione di lungo periodo tenga conto delle esigenze concrete di tutto il sistema e consenta di accompagnare la crescita dei traffici con un’organizzazione sempre più efficiente». 

Il confronto con le associazioni dell’autotrasporto si inserisce nel percorso di interlocuzione avviato dall’AdSP sul nuovo Piano Regolatore Portuale, che proseguirà nelle prossime settimane con gli altri soggetti del cluster e dei territori.

Redazione