Attualità - 02 ottobre 2026, 16:49

Roberto Semino saluta i Vigili del Fuoco, il “vikingo” che ha fatto della generosità uno stile di vita: "Onorato di aver indossato la nostra divisa"

Dopo quasi trent’anni in servizio, tra Genova, Como e Alessandria, per anni a Multedo e infine nella sede centrale, il caposquadra ha chiuso il suo ultimo turno. Cavaliere dello Sport, maestro di arti marziali e anima della Gold&Blue di Sestri Ponente, lascia il Comando. I colleghi: “Una persona che ha sempre aiutato chi aveva bisogno, senza tornaconti personali”

Alto, biondo, lunghi capelli, occhi azzurri e una corporatura che difficilmente passa inosservata. Al Comando dei Vigili del Fuoco lo chiamano “il vikingo”. Ma per raccontare Roberto Semino, arrivato al suo ultimo turno dopo quasi trent’anni trascorsi in divisa, la forza fisica è probabilmente l'aspetto "meno" importante.

La scorsa sera Semino ha montato in servizio per l’ultima volta. Alla mezzanotte si è chiusa una carriera cominciata alla fine degli anni Novanta e trascorsa tra interventi, caserme, squadre e colleghi, passando dai Comandi di Alessandria, Como e Genova, dove per anni ha lavorato al distaccamento di Multedo e, nell’ultimo periodo, nella sede centrale.

Nei ruoli del Corpo il suo ingresso risale al 29 dicembre 1997, mentre dal 2020 compare con la qualifica di capo squadra. Una vita professionale che, però, nei saluti dei colleghi viene raccontata soprattutto attraverso ciò che non può essere scritto in un fascicolo personale: i rapporti costruiti negli anni, la disponibilità verso gli altri e quella capacità di tenere insieme le persone che lo hanno accompagnato durante il servizio.

“Il Comando perde un personaggio che ha fatto della generosità uno stile di vita - scrive sui social la pagina del Comando dei Vigili del Fuoco - non solo per quanto riguarda le iniziative portate avanti negli anni con l’uniforme addosso, ma aiutando chi ha avuto bisogno, senza tornaconti personali. Una persona che crede nell’amicizia e nei rapporti umani e che, con il suo carattere coinvolgente, ha fatto da collante nei turni e nelle squadre in cui ha prestato servizio”.

Una descrizione che restituisce bene il contrasto sottolineato dagli stessi Vigili del Fuoco nel loro saluto. Perché Semino, con la sua stazza e una vita trascorsa ad allenarsi, avrebbe potuto fare della forza un tratto dominante del proprio carattere. È accaduto, raccontano invece i colleghi, esattamente il contrario: disciplina, disponibilità e attenzione verso gli altri sono diventate la sua cifra.

E la risposta di Semino, alla vigilia dell’ultima notte in caserma, parte proprio da qui. “Sono onorato di aver indossato la nostra divisa per trent’anni - scrive -. Mi sento un privilegiato ad aver avuto la possibilità di esprimermi come meglio potevo verso i miei concittadini e sono lusingato da tutte le belle parole che ho ascoltato in questi giorni, da parte di tutti, e da tutto ciò che sto leggendo. Ringrazio i Comandi di Genova, Como e Alessandria per avermi accolto e insegnato tanto”.

Ma c’è un’altra vita di Roberto Semino che corre parallelamente a quella trascorsa nelle caserme. Ed è difficile dire dove finisca l’una e cominci l’altra, perché anche lì tornano sempre le stesse parole: disciplina, fatica, formazione e attenzione verso gli altri.

A Sestri Ponente è un volto parecchio conosciuto. È il fondatore e titolare della Gold&Blue, palestra nata nel 2009 da un suo progetto, ed è da decenni impegnato nel mondo dello sport come preparatore atletico, personal trainer e istruttore. È presidente dell’Associazione Sport Liguria, cintura nera secondo dan di krav maga e maestro di ju jitsu metodo israeliano. Nel 2017 gli è stato conferito il titolo di Cavaliere dello Sport dall’Ordine Nazionale dei Cavalieri dello Sport.

Il suo curriculum sportivo racconta, del resto, una continuità quasi naturale con il lavoro nei Vigili del Fuoco. Ha fatto parte del gruppo sportivo del Comando provinciale di Genova e ha collezionato negli anni numerose partecipazioni ai Campionati italiani dei Vigili del Fuoco. Nel suo profilo figurano inoltre la Medaglia di bronzo di benemerenza, conferita dal Ministero dell’Interno nel 2000, e la Croce di bronzo per lodevole servizio del 2012.

Sport inteso, però, non semplicemente come ricerca della prestazione. Intervistato nel 2023 sul bodybuilding e sull’allenamento, Semino aveva riassunto la propria filosofia in tre parole: “Sudore, fatica e tanta pazienza”. Un approccio costruito sulla costanza e sul rispetto del corpo, con un punto fermo: la salute deve venire prima del risultato sportivo.

Ed è proprio dallo sport che negli anni sono nate anche iniziative di solidarietà. Nel 2024 la Gold&Blue di Sestri Ponente partecipò per il terzo anno consecutivo alla challenge internazionale “Let’s Move for a Better World”. Il risultato ottenuto dalla palestra, quarta in Italia e quarantunesima nel mondo, venne trasformato in un aiuto concreto per i bambini: attraverso la Fondazione Gaslininsieme fu donato al centro di riabilitazione dell’ospedale pediatrico Gaslini un kit di attrezzature per la ginnastica propriocettiva.

“È il frutto di tanta generosità e impegno che io e i miei iscritti abbiamo messo a disposizione della comunità, in particolare dei bambini”, aveva spiegato Semino in quell’occasione.

A distanza di due anni, è curioso che sia proprio la generosità la parola scelta anche dai suoi colleghi per salutarlo. Forse, allora, il filo che unisce davvero le tante vite di Roberto Semino è tutto qui. Il vigile del fuoco e il capo squadra, il “vikingo”, l’atleta, l’istruttore, il Cavaliere dello Sport, il volto conosciuto della palestra di Sestri e l’uomo che negli anni ha cercato di mettere ciò che sapeva fare a disposizione degli altri.

E così, dopo quasi trent’anni, per Roberto Semino l'altra sera è stato il momento di togliere la divisa dei Vigili del Fuoco. Ma ascoltando chi lo ha conosciuto in caserma e guardando tutto quello che ha costruito fuori, immaginarlo davvero fermo sembra decisamente più difficile.

Il Comando saluta il suo “vikingo”. E lo fa con una frase che, alla fine, vale più di "qualunque" curriculum: “Ha fatto della generosità uno stile di vita”.