Sanità - 05 ottobre 2026, 11:20

Ottobre Rosa, 65 iniziative in Liguria per la prevenzione: screening gratuiti anche nelle Case di comunità

Visite senologiche e open week per tutto ottobre. Calamai: "Vogliamo rendere più facile l'accesso alla prevenzione, anche per le donne che lavorano e hanno difficoltà a trovare il tempo durante la settimana"

Sessantacinque iniziative in tutta la Liguria per tutto il mese di ottobre, tra mammografie, screening ginecologici, consulenze ostetrico-ginecologiche, attività informative e open week. È il programma di Ottobre Rosa, la campagna dedicata alla prevenzione delle patologie femminili, che quest'anno coinvolge anche le 32 Case di comunità liguri e il terzo settore.

 "Il mese di ottobre è dedicato alla prevenzione per tutto ciò che riguarda le malattie delle donne. Ci saranno 65 iniziative in tutta la Regione Liguria, alcune gestite da ATS Liguria e altre dall'Azienda ospedaliera metropolitana, dedicate a mammografie, screening ginecologici, consulenze ostetrico-ginecologiche e a tutto ciò che riguarda la sfera femminile" spiega Massimo Nicolò, assessore regionale alla Sanità.

L'Azienda ospedaliera metropolitana partecipa con 35 iniziative, tra open week, eventi culturali, incontri informativi e video rivolti alla popolazione. Gli open week prevedono accessi gratuiti per le donne, con visite senologiche ed esami di diagnostica per immagini.

 "L'open week è fatto di accessi gratuiti, in questo caso per le donne, e sono fatti di visite senologiche e anche di esami di diagnostica per immagini, in modo che le donne possano avere garantita la prevenzione. Stiamo lavorando anche per mettere a disposizione una serie di ambulatori più ampi, in modo da limitare le attese delle donne, perché sappiamo che si presentano in numeri molto importanti" aggiunge Monica Calamai, direttrice generale dell'AOM Liguria.

Il programma punta anche a rendere più semplice l'accesso agli screening attraverso le Case di comunità. L'obiettivo è intercettare anche le donne che ricevono l'invito alla mammografia gratuita ma non riescono a effettuare l'esame nei normali giorni e orari.

"Il sistema sanitario regionale sta facendo molto con le lettere che invia periodicamente alle donne per invitarle a eseguire la mammografia gratuita. Ma capita che tantissime donne ricevano questa lettera e, un po' per indolenza e un po' perché nei giorni feriali molte lavorano, la mettano in un cassetto e non vadano a fare lo screening" aggiunge Nicolò. "Le Case di comunità ci vengono molto d'aiuto perché possiamo organizzare in queste grandi piastre ambulatoriali, dove c'è la diagnostica, screening anche nei giorni festivi".

Sono 32 le Case di comunità liguri coinvolte nell'Ottobre Rosa. In queste strutture saranno disponibili prestazioni gratuite e, in alcuni casi, sarà possibile prenotare gli esami. Sono inoltre previsti incontri con professionisti e associazioni per parlare di prevenzione e informare la popolazione.

"Le 32 Case di comunità liguri vogliono partecipare all'Ottobre Rosa, vogliono far sì che una cosa importante, quale la prevenzione, sia fondamentale per evitare poi di andare in ospedale o di farsi curare - sottolinea Marco Damonte Prioli, direttore generale di ATS Liguria - . La prevenzione apre le porte delle Case di comunità e dà la possibilità di fare esami gratuiti, in particolare test, mammografie e quant'altro".

La campagna non si limita però al solo mese di ottobre: "Vorrei allargare il concetto di prevenzione in modo più ampio, perché l'idea e la programmazione non sono solo quelle di prendere un mese, ma di impostare durante tutto l'anno delle campagne di prevenzione che consentano di sensibilizzare la popolazione" aggiunge  Calamai. "È molto importante capire che, all'interno di un concetto di salute, il 40-45% è dato dagli stili di vita e dalla prevenzione. Solo il 10-15% è dato dalla sanità e il resto si ripartisce fra genetica, ambiente e contesto sociale. Quindi capire che la prevenzione è fondamentale e che è fatta di tante componenti è importante".

Sul tumore alla mammella, Nicolò sottolinea il ruolo della diagnosi precoce e della rete oncologica regionale: "Il tumore alla mammella in Liguria ha un tasso di guarigione veramente molto alto. È chiaro che le malattie oncologiche in generale, e la mammella è tra queste, hanno trasformato le persone che purtroppo hanno questa malattia da malati acuti, fino a 10, 15, 20 anni fa, a malati cronici. Un'altissima percentuale dei casi raggiunge la guarigione, ma questo prevede anche continui controlli. Questi pazienti rientrano a pieno titolo nell'ambito dei pazienti cronici, che devono essere gestiti e seguiti a cadenza periodica".

Anche la LILT Genova partecipa alla campagna. Sabato 17 ottobre alle 18, nella Sala Montale del Teatro Carlo Felice, è in programma una serata dedicata alla prevenzione del tumore al seno. Laura Marziali porterà in scena la propria esperienza di malattia, trasformandola in un messaggio di speranza e in un invito alla prevenzione. L'ingresso sarà gratuito, con offerta libera.

Paolo Sala, presidente di LILT Genova e dirigente medico dell'AOM Liguria spiega: "La prevenzione per il tumore al seno fa tantissimo. Ormai, fortunatamente, a cinque anni arrivano nove donne su dieci e questo sicuramente è merito dei trattamenti, che sono sempre più precisi e sempre più efficaci, ma anche della prevenzione e della diagnosi precoce, che riesce ad aumentare la sopravvivenza, ma anche a minimizzare la morbidità e il disagio fisico, psicologico e sociale causato da questa patologia".

La LILT affianca alla prevenzione anche attività rivolte alle donne che hanno già affrontato la malattia, dal trasporto verso le cure alla banca della parrucca, dall'estetica oncologica alla dermopigmentazione, fino alle attività di ginnastica e socialità.

"Come terzo settore cerchiamo sempre di integrarci al meglio con il servizio pubblico e, se necessario, di completarlo anche dal punto di vista della cosiddetta prevenzione terziaria, cioè cercare di prevenire tutte quelle disabilità che la patologia può determinare. Ogni occasione è buona per non far sentire le donne che hanno incontrato la patologia sole, ma cercare di mantenerle il più possibile in un contesto sociale".