Attualità - 06 ottobre 2026, 08:00

Ex Ilva, Appice (Fim Cisl): “A Genova materiale ancora per un mese, poi il vuoto cosmico”

Dopo la conferma dello stop agli altiforni da parte della Corte d’Appello di Milano, cresce l’allarme anche a Cornigliano. Il sindacalista: “Situazione allucinante, senza un piano immediato del Governo dopo il 20 ottobre la reazione sarà durissima”

La conferma dello stop agli altiforni dell’ex Ilva da parte della Corte d’Appello di Milano riaccende l’allarme anche nello stabilimento di Cornigliano, dove le scorte da lavorare potrebbero garantire attività ancora soltanto per poche settimane.

A lanciare l’allarme è Nicola Appice della Fim Cisl, dopo la decisione con cui i giudici milanesi hanno respinto anche la seconda richiesta di sospensiva presentata da Ilva e Acciaierie d’Italia. "Era una notizia prevedibile, nessuno si aspettava un ribaltamento da parte della stessa Corte d’Appello - spiega Appice -. Adesso siamo tutti in attesa del 20 ottobre, con una speranza che, sinceramente, è quasi inesistente". 

Il riferimento è al passaggio davanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, chiamate a pronunciarsi sul provvedimento che impone lo spegnimento dell’area a caldo di Taranto. Ma per il sindacato gli effetti della crisi sono già visibili in tutti gli stabilimenti e nell’indotto. "La cosa più sconvolgente è guardare quello che sta succedendo intorno - prosegue Appice -: dalle ditte d’appalto alla lettera arrivata a Salerno per il pagamento diretto della cassa integrazione da parte dell’Inps, fino agli altri siti, come Racconigi, che potrebbero lavorare ma non hanno materiale e quindi sono tutti in cassa integrazione". 

Ed è proprio la mancanza di materiale a preoccupare maggiormente Genova. "Qui abbiamo ancora rotoli da lavorare forse per un mese, un mese e mezzo - sottolinea il rappresentante Fim Cisl -. Dopodiché abbiamo davanti il vuoto cosmico. Non sappiamo che fine faremo, non sappiamo quali saranno gli scenari". 

Parole che fotografano una situazione sempre più incerta per il futuro dello stabilimento genovese, già interessato nelle scorse settimane dall’ipotesi di nuovi esuberi e da una prospettiva di ulteriore ricorso agli ammortizzatori sociali. "Siamo davvero esterrefatti perché quello che si sta compiendo è un delitto industriale - attacca Appice -. Purtroppo vedremo cosa accadrà dopo il 20 ottobre e quale sarà la decisione della Cassazione". 

La data resta quindi lo spartiacque principale per l’intera vertenza, ma dal sindacato arriva già un avvertimento al Governo. "Se dovesse andare male e il Governo non mettesse subito in campo un piano chiaro per tutti i siti, compreso quello di Genova, è evidente che ci sarà una reazione fortissima - conclude Appice -. Parliamo di tante famiglie. Siamo in attesa, ma la situazione è davvero allucinante".