"La denuncia di ANAAO Assomed conferma, numeri alla mano, tutti i timori che da tempo stiamo sollevando sulla tenuta della sanità ligure. In Liguria dal 2015 al 2025 abbiamo assistito a un netto calo di medici dirigenti, pari a 233 professionisti in meno che operano nella sanità ligure, passati da 3693 a 3420 a cui aggiungere 40 assunzioni nel 2025. La Liguria con questi numeri è fanalino di coda di tutte le regioni del Nord che rispetto al 2015 hanno un numero di medici superiore. La Liguria fa meglio solo di Basilicata, Calabria, Molise e dimostra una totale incapacità di investire sulle risorse professionali, puntando su contratti a tempo determinato, con percentuali che nessun’altra Regione d’Italia ha. A fronte di altre regioni che attuano una contrazione delle assunzioni a tempo determinato, in Liguria l’incremento del tempo determinato è del 128 per cento rispetto al 2015. Un disastro. Sono dati che raccontano dove questa destra sta portando la sanità ligure", così il segretario del PD Liguria Davide Natale e la responsabile sanità del PD Liguria Katia Piccardo commentando i numeri del rapporto del Centro studi Anaao Assomed sui dati 2015-2025.
"Mentre la Regione continua a parlare di riorganizzazione, negli ospedali mancano professionisti, aumentano i carichi di lavoro e cresce il numero di medici che decidono di andarsene. La riforma della sanità è ferma al palo, come purtroppo avevamo tristemente previsto, un fallimento oggi bocciato anche da medici, sindacati e tutti i lavoratori del settore. Non si può pensare di riformare la sanità senza avere prima le persone necessarie per farla funzionare e senza una visione più ampia che non guardi solo alla governance. La Regione deve raccogliere le richieste del comparto sanitario e trasformarlo in un piano concreto: un piano straordinario di assunzioni, un intervento sulle condizioni di lavoro, una vera valorizzazione economica e professionale dei medici e una programmazione seria del fabbisogno di personale. La carenza di medici ricade sui cittadini, sulle liste d’attesa e su servizi e prestazioni, garantite solo grazie all’impegno e all’abnegazione del personale in servizio tutti i giorni. La Regione smetta di rinviare e provveda subito a integrare gli organici, mettere a terra misure in grado di attrarre professionisti e non di farli scappare. Oggi questo ragionamento vale per i medici, ma lo stesso deve essere per infermieri, tecnici, OSS e personale amministrativo, su cui la Regione non investe. Se non si interviene subito il rischio è un ulteriore indebolimento del nostro sistema sanitario regionale, cosa che non possiamo accettare", concludono.