L'amministrazione comunale di Genova intende affrontare in maniera strutturata e sinergica la prevenzione e la sensibilizzazione sull'infezione da HIV. Lo hanno reso noto le assessore al Welfare Cristina Lodi e alle Pari opportunità Rita Bruzzone a margine della riunione congiunta delle commissioni consiliari 2ª e 7ª svolta oggi a Palazzo Tursi.
L'iniziativa nasce a fronte dei dati epidemiologici regionali, che negli ultimi anni registrano un tasso di crescita delle nuove infezioni tra i più elevati a livello nazionale, con un numero significativo di diagnosi tardive o molto tardive e un incremento di casi tra la popolazione adulta eterosessuale. In vista della prossima Giornata mondiale contro l’AIDS, il Comune sta definendo un pacchetto di interventi volti ad ampliare la consapevolezza e a contrastare lo stigma sociale che colpisce i pazienti.
Le linee guida e gli obiettivi programmatici dell'azione comunale sono stati illustrati congiuntamente dalle due assessore: «L’infezione da HIV è un tema che come Amministrazione è nostra ferma intenzione affrontare in maniera organica e sinergica con ATS Liguria e le realtà del Terzo settore da decenni impegnate generosamente su questo fronte. Negli ultimi anni la nostra regione ha fatto registrare tasso di crescita dei nuovi casi di HIV tra i più alti d’Italia, con numerose diagnosi tardive e molto tardive, e molti casi tra uomini adulti eterosessuali. Entro i limiti delle nostre competenze sanitarie, anche in vista della prossima Giornata mondiale contro l’AIDS, stiamo pensando ad alcune iniziative mirate per aumentare la consapevolezza su questa patologia e aiutare chi ne è affetto a combattere lo stigma».
Lodi e Bruzzone hanno infine ribadito l'indirizzo delle misure da adottare sul territorio cittadino: «Educazione sessuale, campagne di informazione e test gratuiti sono le principali ricette su cui lavorare per contribuire a raggiungere, entro il 2030, gli obiettivi sanciti dalla Dichiarazione di Parigi. Vogliamo lanciare con grande chiarezza due messaggi: il primo, che l’HIV si previene e si cura; il secondo, che non ci sono soggetti immuni a questa patologia, come dimostrano le più recenti diagnosi che ci parlano di una recrudescenza del fenomeno tra uomini e donne adulte, e non solo tra le persone più giovani. Di qui la necessità di avviare progetti specifici sul nostro territorio per promuovere comportamenti più consapevoli e tutelare la salute di cittadine e cittadini».