Una lettura critica dei numeri e il rifiuto di ogni trionfalismo sulla situazione del sistema sanitario regionale. I rappresentanti del Partito Democratico ligure, attraverso il segretario regionale Davide Natale e la responsabile Sanità Katia Piccardo, intervengono nel dibattito sulle recenti rilevazioni diffuse dalla Fondazione Gimbe, contestando la ricostruzione fornita dai vertici di Piazza De Ferrari.
Secondo gli esponenti dem, la narrazione promossa dall'amministrazione regionale tratterebbe soltanto una parte dei parametri, omettendo criticità strutturali che impattano sulle famiglie e sull'accesso alle prestazioni sul territorio.
I dati del rapporto Gimbe citati dal PD
I referenti del Partito Democratico evidenziano diversi indicatori considerati sintomatici di un progressivo impoverimento del Servizio Sanitario Regionale:
Rinuncia alle cure: Circa 150mila residenti in Liguria avrebbero rinunciato nell'ultimo anno a sottoporsi a visite ed esami diagnostici per impossibilità economiche o per l'eccessiva dilatazione dei tempi d'attesa nel canale pubblico.
Valutazione della rete ospedaliera: La Liguria sarebbe scivolata al quattordicesimo posto della graduatoria nazionale complessiva (rispetto all'undicesima posizione del 2024), collocandosi all'ultimo posto tra le regioni dell'Italia settentrionale.
Mobilità sanitaria passiva: Il saldo economico generato dai cittadini liguri che scelgono di curarsi al di fuori dei confini regionali presenta un passivo superiore ai 75 milioni di euro.
In un intervento congiunto, Davide Natale e Katia Piccardo pongono l'accento sulle conseguenze sociali ed economiche del sistema delle liste d'attesa: «Il rapporto Gimbe va letto da tutte le sue prospettive, non soltanto attraverso i numeri che fanno comodo alla Regione. La narrazione trionfalistica si scontra con una realtà che continua a essere molto preoccupante: 150mila liguri hanno rinunciato a curarsi, perché non potevano permettersi di rivolgersi alla sanità privata o perché non sono riusciti ad accedere alle prestazioni nei tempi necessari».
I due esponenti di opposizione concludono sottolineando l'esigenza di un cambio di rotta programmatico: «Sempre più cittadini si trovano davanti a liste d’attesa, servizi insufficienti e alla necessità di mettere mano al portafoglio per curarsi. E quella sanitaria è una delle tasse più ingiuste che una persona possa essere costretta a pagare perché non si basa sulle capacità di reddito ma sulla necessità di cura. Dopo undici anni di governo della destra questa è la fotografia che emerge dal rapporto Gimbe. Invece di festeggiare, si dovrebbe chiedere scusa ai liguri che hanno rinunciato a curarsi e a quelli che per curarsi sono costretti a pagare di tasca propria. Basta proclami e propaganda, si lavori per il futuro dei liguri».