Attualità - 09 ottobre 2026, 15:02

Fine vita, suicidio assistito per una donna di 47 anni: è il secondo caso a Genova nel 2026

Affetta da sclerosi multipla, aveva presentato la richiesta all'Asl nel giugno 2025. La Procura ha aperto un fascicolo, ma per i medici coinvolti si va verso la richiesta di archiviazione. È il terzo caso in Liguria

È morta nella giornata di ieri, nella propria abitazione, una donna genovese di 47 anni affetta da sclerosi multipla che aveva scelto di ricorrere al suicidio medicalmente assistito. Si tratta del secondo caso registrato a Genova dall'inizio del 2026 e del terzo in Liguria. La donna aveva avviato il percorso nel giugno 2025, presentando la richiesta alla propria Asl, e aveva ottenuto il via libera lo scorso settembre.

La 47enne ha assunto autonomamente il farmaco messo a disposizione dal Servizio sanitario nazionale, nell'ambito della procedura prevista dalla Corte costituzionale. Prima dell'autorizzazione erano stati verificati i quattro requisiti stabiliti dalla Consulta: la presenza di una patologia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili, la dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e la piena capacità di assumere decisioni libere e consapevoli.

Sulla vicenda la Procura di Genova ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di istigazione al suicidio. La pubblico ministero Francesca Rombolà, secondo quanto riferito, dovrebbe tuttavia chiedere l'archiviazione per i medici coinvolti nella procedura, seguendo quanto già avvenuto nel precedente caso genovese, del quale si era occupata la pm Eugenia Menichetti.

Prima di morire, la donna ha lasciato un messaggio nel quale ha chiesto che la propria scelta venga rispettata, esprimendo allo stesso tempo l'auspicio che per le persone nelle sue condizioni possa essere garantito “un percorso più chiaro, rapido e rispettoso”.

Secondo i dati diffusi dall'Associazione Luca Coscioni, la 47enne è la diciannovesima persona in Italia ad aver portato a termine la procedura di suicidio medicalmente assistito prevista dalla Consulta con il supporto diretto del Servizio sanitario nazionale.

Salgono così a tre i casi seguiti dall'associazione in Liguria. Il primo aveva riguardato Silvano, genovese di 56 anni, morto lo scorso febbraio dopo aver atteso circa un anno dalla presentazione della richiesta. Il secondo era stato quello di “Stefano”, ligure di 66 anni, deceduto il 28 aprile dopo un percorso durato dieci mesi.

La vicenda riporta al centro dell'attenzione il dibattito sulla regolamentazione del fine vita. In Liguria è infatti in corso l'iter della proposta di legge regionale “Liberi Subito”, promossa dall'Associazione Luca Coscioni con l'obiettivo di definire tempi e modalità di accesso al suicidio medicalmente assistito per le persone che possiedono i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale.

La proposta è attualmente all'esame del Consiglio regionale ligure, mentre il tema continua a essere al centro del confronto politico e istituzionale, soprattutto per quanto riguarda la necessità di garantire procedure uniformi e tempi certi a chi presenta la richiesta.

Redazione