Serviva una svolta, qualcosa che potesse invertire la china. Arriva in un quarto d'ora e porta la firma di Osmajic e Messias, ma anche di un'intera squadra che conserva con le unghie e con i denti tre punti fondamentali, quasi vitali per il Genoa che batte la Fiorentina 2-1 e raggiunge proprio i viola a quota 4 punti in classifica, smuovendo la classifica da quel fastidioso “1” alla voce punti fatti portandosi nel pieno del trenino per la salvezza.
Un successo non banale, nemmeno nei numeri delle statistiche. Il Vecchio Balordo da anni non vinceva al rientro dalla pausa nazionali, da sette anni non batteva la squadra toscana tra le mura amiche e, soprattutto, da sei mesi non vinceva in campionato.
Cambio di schieramento, nuovi concetti e meccanismi che girano nonostante un'emergenza infortuni che toglie sì qualche alternativa al tecnico ma gli regala anche soluzioni funzionanti. E' il caso di Traoré a giostrare i ritmi del centrocampo, titolare anche forse complice l'indisponibilità di Sow affianco a Frendrup. Ma anche di Osmajic, unica punta al posto di Colombo.
E proprio il montenegrino si dimostra, davanti, la vera certezza in questo complesso avvio di stagione. Ci mette appena 7' l'ex Preston ad avviare e chiudere l'azione che sblocca il risultato mettendo in rete un tap-in sbagliato da Ellertsson. Ed è sempre lui, al 15', a trasformarsi in assist man per Messias, che manda letteralmente “al bar” Ranieri e raddoppia su di una Fiorentina abulica.
La squadra di Vanoli dà segnali di vita solo al 19', ma la rete di Gnonto viene annullata per fuorigioco dell'esterno viola, ed è De Gea a evitare per i toscani un passivo più pesante al 23' togliendo dalla porta la palla calciata da El Shaarawy su punizione e dalla gola degli oltre 30mila del “Ferraris” il grido del gol. Cosa che tocca fare anche a Bijlow al 45', quando Mastantuono ha troppo spazio per l'unica giocata che sembra in grado di fare, ossia rientrare sul mancino e calciare in porta.
Dall'uscita dagli spogliatoi cambia però lo spartito della gara, col Grifone che ha oggettivamente poco interesse ad alzare il ritmo, mentre gli ospiti ci provano ma di situazioni realmente pericolose faticano a crearne, oltre a tenere maggiormente il possesso del pallone. Ci vuole una bella dose di buona sorte ai fiorentini per accorciare, quando la deviazione di Vasquez sul cross di Jimenez al 72' è decisiva per sorprendere Bijlow.
La Fiorentina così sceglie di spingere ancora dalla sua corsia destra, da dove arriva a Ndour un ottimo assist che lui, al 77' spara altissimo divorandosi il pareggio. Ed è sugli esterni che De Rossi sceglie di intervenire nuovamente dopo l'ingresso di Vitinha al posto di El Shaarawy, con Puczka e Sabelli a dare nuova linfa. Il finale è però tutto di sofferenza, con Ndour che stavolta viene fermato dal palo (83'), con tutto il “Ferraris” a spingere il Grifone per conservare tre punti fondamentali e dai quali ripartire.
IL TABELLINO
GENOA-FIORENTINA 2-1
Reti: 7' Osmajic (G), 15' Messias (G), 72' aut. Vasquez (F)
Genoa (4-4-2): Bijlow; Ehizibue (81' Puczka), Otoa (66' Marcandalli), Østigård, Vasquez; Ellertsson (80' Sabelli), Frendrup, Traoré, El Shaarawy (57' Wiafe); Messias (56' Vitinha), Osmajic.
A disposizione: Sommariva, Stolz; Mitaj, Baldanzi, Klisys, Drameh, Robinho Jr, Lafont.
Allenatore: D. De Rossi
Fiorentina (4-3-3): De Gea; Jimenez (80' Dodo), Dragusin, Ranieri (46' Viery), Valdepenas; Ndour, Fagioli, Oulai (46' Njie); Mastantuono, Beto (65' Pellegrino), Gnonto (80' P. Goncalves).
A disposizione: Lezzerini, Christensen; Brescianini, Pongracic, Joao Mario, Mazzeo.
Allenatore: P. Vanoli
Arbitro: Maresca di Napoli