Meraviglie e leggende di Genova - 11 ottobre 2026, 08:00

Meraviglie e leggende di Genova - La bella di Torriglia, chi è colei che tutti vogliono e nessuno piglia?

Dietro uno dei detti più amati dai genovesi si celano tre possibili donne: l'amante di un Fieschi, la "Regina" di un giornale ottocentesco e una signora dipinta sotto un portico

“A l'è a bella de Torriggia: tutti a vêuan e nisciûn s'a piggia”. 

Qual è quella persona di Genova che non ha mai sentito dire questa frase, magari a proposito di un progetto di cui tutti parlano ma che nessuno porta a termine, o di un incarico ambito ma che, in fondo, nessuno vuole davvero.

Così, una locuzione dialettale è diventata un modo comune per indicare qualcosa di molto ambito solo in apparenza.

I detti, si sa, hanno però origini particolari e accade lo stesso anche per questo. L’attenzione dunque non può che andare sulla protagonista: la bella di Torriglia.

Ma chi era questa ‘bella di Torriglia’?.

Rispondere a questa domanda con assoluta certezza è impossibile. Scartabellando tra le fonti, si possono incontrare tre diverse figure adatte al ruolo, ciascuna con la sua storia.

La prima e più antica è Clementina, probabilmente l’amante di Sinibaldo Fieschi. Il calendario in questo caso va indietro fino ai primi del Cinquecento. Clementina, amante di un uomo potente, non era ‘ambita’ da nessuno perché nessuno osava toccare la donna del signore. Dalla relazione sarebbe nato un figlio illegittimo, Cornelio, che prese parte alla fallita congiura del 1547.

Nata a Torriglia e morta nel 1868, Rosa Garaventa, detta la ‘Regina’ è una figura ben più documentata. Ritratta sul periodico umoristico ‘Farfalla’ con un mazzolino di fiori e il titolo ‘Regina di Torriglia’ secondo alcuni sarebbe la più accreditata per essere lei la ‘madre’ del proverbio come si legge anche nel volume edito da Sagep I proverbi dei genovesi di Nelio e Ivana Ferrando.

C’è poi Maria Traverso, sorella di un noto avvocato genovese e figura legata alla storia di Torriglia. Traverso trascorreva le estati nel paese al civico 5 di piazza Fieschi. Proprio qui oggi si trova il quadro, un grande olio su lino del pittore Pietro Lumachi, realizzato nel 1995 su richiesta dell’allora sindaco Giuseppe Cevasco. Un ritratto di fantasia che sarebbe stato posizionato proprio vicino alla casa della Bella.

La leggenda è finita anche in pasticceria. La "Bella di Torriglia" infatti è anche una torta di pasta frolla e mandorle inventata dal pasticcere Giuseppe Guano, quando il sindaco gli chiese un dolce in onore del dipinto di Lumachi.

Come spesso accade con le leggende popolari, la Bella di Torriglia forse non è mai stata una persona sola. Clementina, Rosa e Maria sono tre possibili volti di una storia che si sovrappone a quella del paese.

E forse è proprio questo il segreto della sua fortuna: dopo tanti secoli, tutti continuano a cercare la vera Bella di Torriglia, ma nessuno è ancora riuscito a prendersela davvero.