Occupazione al Gobetti, sciopero al Klee e nuove mobilitazioni già annunciate per le prossime settimane. La protesta studentesca arriva anche a Genova, con gli studenti che contestano le condizioni degli edifici scolastici e le scelte del Governo in materia di istruzione, spese militari e politiche scolastiche.
Questa mattina il collettivo del Gobetti ha occupato la sede di largo Gozzano e bloccato il plesso di via Ronco, descritto dagli studenti come caratterizzato da condizioni strutturali ‘indecenti’. Il collettivo Klee ha invece proclamato uno sciopero studentesco per l’intera giornata.
La mobilitazione, secondo quanto comunicato dai promotori, si inserisce in una fase di proteste che ha coinvolto anche studenti in Francia e Spagna e che, in Italia, ha visto occupazioni a Roma e Torino la settimana scorsa.
Le rivendicazioni partono dai problemi quotidiani vissuti nelle scuole e dalla richiesta di maggiori investimenti nell’istruzione pubblica. “Risolvere i problemi reali che viviamo ogni giorno! Soldi alla scuola non alla guerra! Continueremo a bloccare tutto!”, è il messaggio lanciato dagli studenti, che annunciano nuove iniziative per le prossime settimane.
Il 16 ottobre è previsto uno sciopero studentesco nazionale, mentre per il 30 ottobre viene annunciata una mobilitazione insieme ai lavoratori in occasione dello sciopero generale.
Al passaggio del corteo dei lavoratori ex Ilva che da questa mattina sono in sciopero, sono stati esposti striscioni di solidarietà e i due gruppi si sono incontrati. Studenti e studentesse hanno teso un telo bianco su cui è stato scritto: “Al fianco dei lavoratori ex Ilva”.
A esprimere sostegno alle mobilitazioni è anche OSA, Organizzazione Studentesca d’Alternativa), che si schiera al fianco degli studenti del Gobetti e del Klee, contestando le politiche del Governo e denunciando il divario tra le risorse destinate al riarmo e quelle disponibili per la scuola pubblica.
“Non ci stiamo più a un governo che finanzia la guerra e il riarmo, lasciando le strutture scolastiche fatiscenti e costruendo una scuola-caserma che reprime, esclude e fa propaganda”, spiegano dall’organizzazione, che critica anche il recente decreto definito “razzista” e accusa l’esecutivo di cercare un capro espiatorio invece di affrontare i problemi del sistema scolastico.
Studenti e studentesse chiedono che vengano destinate alla scuola le risorse necessarie per migliorare gli edifici, garantire le condizioni adeguate e intervenire sulle criticità che caratterizzano la vita quotidiana negli istituti.
Quella di questa mattina è una prima mobilitazione che segna l’inizio di un percorso che punta a coinvolgere un numero crescente di studenti. L’obiettivo dichiarato dai promotori è arrivare allo sciopero del 16 ottobre e alla giornata del 30 ottobre, portando le rivendicazioni scolastiche all’interno di una protesta più ampia contro le scelte economiche e politiche del Governo.