“Libera e predestinata”. Mai un titolo di libro fu più azzeccato per descrivere un personaggio come Luisa Maragliano: genovese, una delle cantanti liriche viventi più conosciute. Un soprano che ha avuto una grandiosa carriera operistica, che si è sviluppata principalmente tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Ottanta. Maragliano ha appena compiuto 95 anni e SoCrem for Life ha voluto incontrarla e dedicarle una targa, che le è stata consegnata dal presidente Ivano Malcotti. Giovedì prossimo, 15 ottobre, il libro sarà al centro del nuovo appuntamento dei “Giovedì Letterari e Culturali” organizzati al Centro Studi Edoardo Vitale di Genova. La rassegna prevede una parte di ascolto, spesso sottolineato da una parte musicale, che si conclude sempre con un momento conviviale con aperitivo. L’incontro si svolgerà a Genova in via Lanfranconi 1/7 scala A, nella sala convegni del Centro Studi Vitale. “Libera e predestinata” è appunto il titolo del libro edito da Castelvecchi Editore, scritto da Francesca Gobello, anche lei presente all’incontro.
Luisa Maragliano è una soprano che ha avuto una grandiosa carriera operistica, che si è sviluppata principalmente tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Ottanta. Dopo essersi conquistata consensi, come una delle voci più promettenti della sua generazione, nel corso degli anni Sessanta, Luisa Maragliano ha avuto modo di familiarizzare con il panorama internazionale, andando in scena in prestigiosi teatri quali: la Scala di Milano, il San Carlo di Napoli, il Teatro dell’Opera di Roma, la Staatsoper di Vienna, il Metropolitan Opera di New York, l’Opera di Chicago, il Teatro Colón di Buenos Aires ed altri ancora. Il suo repertorio le ha permesso di destreggiarsi con dei ruoli centrali dell’opera, diventando un’icona dei ruoli verdiani. Un dato acclarato dal numero impressionate delle sue interpretazioni di Aida (più di 500 recite).
L’incontro di dopodomani sarà anche l’occasione per lanciare l’iniziativa, promossa da Socrem, di dedicare il giardino che si trova davanti alla fiumara a Tristano Illsberg, compagno di Luida Maragliano, che è stato uno dei più noti direttori d’orchestra del suo tempo. Figlio di Antonio Illersberg, figura di spicco nella musica degli anni Venti e Carmen Miazzi, Tristano debuttò come direttore d’orchestra a Trieste nel 1942, in un’edizione di Tosca rimasta famosa. Fra le sue interpretazioni, grande quella di Traviata a Filadelfia con l’Orchestra Filarmonica e Luisa Maragliano come cantante. Nato il 15 Novembre 1915 a Trieste, allattato a suon di note musicali cominciò la sua carriera ed i suoi studi come concertista per pianoforte. La Seconda guerra mondiale portò in casa Illersberg una prova dura e inattesa: “Certificato di detenzione: Tristano Illersberg va a trovarsi dal primo novembre 1943 nello stabilimento a disposizione delle SS Germaniche e Tribunale Militare Tedesco. In data 7 marzo 1944 consegnato alle predette SS. Nel racconto della moglie la motivazione da lei scoperta in tarda età: “Aveva nascosto una famiglia di Ebrei, padre, madre e bambini. Smascherato era stato destinato ad Auschwitz, ma per un errore salì su un vagone destinato altrove. Gli furono rotti entrambe i polsi. Riuscendo a fuggire passò molto tempo a spostarsi di città in città per non essere preso dai cercatori di taglie, fino a quando a guerra finita fu libero. Non poté più avere notti serene: “Voleva far finta di nulla, ma aveva ripetutamente incubi e non sopportava che gli venissero messe le mani addosso”. Per partecipare all’incontro ci si può iscrivere alla seguente mail: iscrizionecorsisocrem@gmail.com.