FIAB Genova torna a sollevare il problema della sicurezza stradale davanti agli istituti scolastici cittadini, denunciando la situazione di via Felice Cavallotti, nei pressi della scuola Govi. Nonostante la presenza, da alcuni mesi, della segnaletica che indica una strada scolastica, secondo l’associazione le condizioni della viabilità non avrebbero registrato miglioramenti significativi.
Le fotografie scattate dai volontari nella mattinata di oggi, giovedì 15 ottobre, documentano il passaggio di numerose automobili, episodi di sosta irregolare e veicoli che occupano la corsia ciclabile, anche negli orari di ingresso degli studenti.
«Sono anni che davanti alla scuola Govi si verificano questi problemi, ben prima che venisse tracciata la corsia ciclabile. Ma oggi c'è qualcosa di ancora più paradossale: abbiamo aggiunto un cartello che annuncia una strada scolastica senza che, almeno per quanto possiamo osservare, sia cambiato praticamente nulla. È la sicurezza stradale fatta con la vernice e con i cartelli», dichiara FIAB Genova.
L’associazione richiama la definizione di zona scolastica prevista dal Codice della strada, che individua un’area nella quale deve essere garantita una particolare protezione dei pedoni e dell’ambiente. La normativa consente ai Comuni di introdurre limitazioni alla circolazione, alla sosta e alla fermata dei veicoli, senza prevedere necessariamente una chiusura completa al traffico.
FIAB riconosce che via Cavallotti rappresenta un’importante arteria cittadina e che una sua chiusura al traffico non sarebbe realisticamente praticabile. Ritiene tuttavia necessari interventi mirati, a partire da controlli più efficaci contro la sosta irregolare, una maggiore protezione della corsia ciclabile, misure per moderare la velocità e attraversamenti pedonali più sicuri.
«Se non si può realizzare una vera strada scolastica, almeno si abbia il coraggio di non chiamarla così», sottolinea l’associazione, contestando il rischio che la sola presenza della segnaletica venga considerata sufficiente a garantire la sicurezza degli studenti.
La denuncia arriva nelle settimane in cui si svolge Streets for Kids, la mobilitazione europea promossa dalla Clean Cities Campaign che coinvolge genitori, insegnanti, bambini e associazioni per chiedere più strade scolastiche, una migliore qualità dell’aria e percorsi casa-scuola sicuri.
Secondo FIAB Genova, l’obiettivo di queste iniziative è dare priorità alla sicurezza, alla salute e all’autonomia dei bambini negli spazi antistanti gli istituti scolastici, senza contrapporre necessariamente le esigenze della mobilità sostenibile a quelle del traffico automobilistico.
La situazione di via Cavallotti sarà inoltre il punto di partenza di un’indagine più ampia. FIAB Genova annuncia infatti l’avvio di una ricognizione delle strade e delle zone scolastiche istituite sul territorio comunale.
I volontari effettueranno sopralluoghi per verificare le condizioni di sicurezza, il rispetto delle disposizioni previste e la corrispondenza tra gli interventi annunciati e quelli effettivamente realizzati. L’attività servirà anche a individuare esperienze positive e a elaborare proposte per migliorare la mobilità scolastica.
I risultati saranno raccolti in un dossier dedicato alla sicurezza e alla mobilità scolastica, che verrà allegato alla nuova edizione di Città2030, il documento attraverso il quale FIAB Genova analizza la mobilità cittadina e propone possibili interventi. La presentazione è prevista all’inizio del 2027.
L’associazione ha infine deciso di rivolgersi direttamente alla sindaca Silvia Salis, chiedendo chiarimenti sulle misure previste in via Cavallotti e sollecitando interventi concreti.
«Siamo i primi a sostenere le strade scolastiche. Proprio per questo non possiamo accettare che un provvedimento potenzialmente importante venga svuotato del suo significato. Una strada scolastica non deve essere una trovata di comunicazione: deve cambiare realmente la vita di chi va a scuola».
Per FIAB Genova, la credibilità delle politiche di mobilità sostenibile deve essere valutata sulla base dei risultati ottenuti e non del numero di cartelli installati. L’associazione ribadisce quindi la necessità di tradurre le misure annunciate in interventi capaci di garantire una maggiore sicurezza ai bambini e ai ragazzi che ogni giorno raggiungono la scuola.