In questi giorni, le studentesse e gli studenti dell’Istituto Italo Calvino hanno occupato la scuola. Lo hanno fatto per denunciare la necessità di riportare l’istruzione al centro del dibattito pubblico nazionale, rivendicando maggiori investimenti per la scuola a discapito delle spese militari, in aperta solidarietà con i loro coetanei in Francia e Spagna.
"Già nelle scorse settimane, all'interno del nostro Istituto", scrivono i docenti dell'istituto in una nota, "si era discusso approfonditamente delle ragioni che animano le proteste giovanili in Europa, dei recenti episodi di violenza in ambito scolastico e dell'urgenza di prendere una posizione. Per questo motivo, il corpo docente dell’Istituto Calvino esprime la propria solidarietà nei confronti della protesta e delle sue legittime rivendicazioni".
"Tuttavia", proseguono gli insegnanti della scuola, "non possiamo esimerci dallo stigmatizzare il modo in cui la notizia dell’occupazione è stata trattata dai media locali. Si è scelto di porre l’accento su vicende del tutto marginali, ingigantendo in modo sensazionalistico episodi di disagio circoscritti che la scuola aveva già puntualmente preso in carico e gestito. Ignoriamo se tale distorsione sia frutto di un difetto di comunicazione da parte delle organizzazioni studentesche o di precise scelte giornalistiche. Ma se la prima ipotesi può essere facilmente ricondotta all'inesperienza, nei confronti della seconda sentiamo il dovere di essere più critici. Teniamo a ricordare a chi fa informazione che il personale dell’Istituto è sempre a disposizione di chiunque necessiti di chiarimenti o riscontri oggettivi sulla vita scolastica. Non è infatti la prima volta che si scrive del nostro Istituto senza interpellare minimamente docenti o personale: una prassi che, a nostro avviso, è ben lontana dall'offrire un buon servizio informativo alla comunità".