Economia - 15 ottobre 2026, 16:05

Forum del Commercio Internazionale, la genovese Sara Armella alla direzione scientifica della quarta edizione

Il 23 ottobre a Milano istituzioni e imprese a confronto su dazi, tensioni geopolitiche e nuove regole doganali europee. Presentato oggi alla Camera il programma: previsti anche i risultati dell’indagine Noto Sondaggi su 200 aziende esportatrici italiane

Dazi statunitensi, tensioni geopolitiche, nuove regole doganali europee e competitività delle imprese. Sono le grandi sfide che stanno ridisegnando gli equilibri del commercio mondiale e che saranno al centro della quarta edizione del Forum del Commercio Internazionale, in programma venerdì 23 ottobre all’Hotel Excelsior Gallia di Milano, dal titolo "Nuove rotte del commercio globale. Come le imprese si adattano al cambiamento e anticipano le sfide".

L’appuntamento, promosso da ARcom Formazione, è stato presentato oggi alla Camera dei deputati nel corso di una conferenza stampa dedicata ai temi e ai protagonisti della nuova edizione. Tra i momenti più attesi del Forum anche la presentazione dei risultati di un’indagine realizzata da Noto Sondaggi su 200 imprese esportatrici italiane, dedicata agli effetti dei dazi statunitensi, delle tensioni geopolitiche e delle nuove regole doganali europee sulle aziende e alle strategie adottate per affrontare un contesto economico internazionale sempre più complesso.

Il Forum riunirà a Milano rappresentanti del Governo, delle istituzioni europee, del mondo industriale, della logistica e delle dogane, insieme a economisti, giuristi ed esperti di geopolitica, con l’obiettivo di individuare risposte concrete alle trasformazioni in atto negli scambi internazionali.

Ad aprire i lavori, coordinati dalla giornalista Mariangela Pira e dalla genovese Sara Armella, direttrice scientifica del Forum, saranno i contributi istituzionali della sindaca di Genova Silvia Salis, della sottosegretaria di Stato Matilde Siracusano e della deputata Ilaria Cavo. Prevista anche la lettura di un contributo della direttrice generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, Ngozi Okonjo-Iweala.

Il confronto entrerà nel vivo con l’intervento dell’analista geopolitico Dario Fabbri, dedicato ai nuovi equilibri economici a un anno dall’introduzione dei dazi statunitensi, e con una prima tavola rotonda sulla nuova geografia della competizione globale. Al dibattito parteciperanno, tra gli altri, gli eurodeputati Brando Benifei e Carlo Fidanza, il professor Giorgio Sacerdoti e rappresentanti di Confindustria, ICE e del mondo delle imprese.

Antonio Noto, fondatore e direttore di Noto Sondaggi, presenterà i risultati dell’indagine dedicata alle strategie delle aziende esportatrici italiane, offrendo un quadro degli effetti delle politiche commerciali internazionali e delle risposte messe in campo dal sistema produttivo nazionale. Lo studio analizzerà in particolare l’impatto delle barriere commerciali sulla competitività, la diversificazione dei mercati e la riorganizzazione delle catene di fornitura.

Ampio spazio sarà dedicato alla trasformazione del sistema doganale europeo, con l’intervento di Matthias Petschke, direttore della Direzione Dogane della DG TAXUD della Commissione europea, e il confronto tra rappresentanti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, della logistica internazionale e delle imprese. Al centro del dibattito la riforma doganale europea, la nuova autorità doganale dell’Unione e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei controlli.

Nel pomeriggio interverranno Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, e, attraverso un videomessaggio, Maroš Šefčovič, commissario europeo per il Commercio e la Sicurezza economica. Tra i momenti centrali della giornata anche un approfondimento sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul commercio internazionale con Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera.

Il programma prevede inoltre la presentazione del white paper ARGO – Osservatorio sul Commercio Internazionale e di una nuova rivista trimestrale dedicata alle principali trasformazioni degli scambi globali, progetto editoriale realizzato in collaborazione tra ARcom e Studio Armella & Associati.

Spazio anche alle nuove generazioni, con la consegna del Premio Alfiere del Commercio Internazionale, riconoscimento dedicato ai professionisti under 35 che si sono distinti per competenze, visione e contributo allo sviluppo del settore.

Nel corso della giornata si alterneranno quattro panel tematici e tavoli operativi di approfondimento dedicati alla competitività internazionale, alla riforma delle dogane, alla gestione dei rischi e alle opportunità per il Made in Italy.

L’obiettivo del Forum è trasformare l’analisi delle criticità in proposte concrete, favorendo il dialogo tra istituzioni e imprese per rafforzare la competitività italiana ed europea in uno scenario internazionale caratterizzato da profondi cambiamenti geopolitici, economici e commerciali.

Alla conferenza stampa sono intervenuti Massimo Dell’Utri, sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ilaria Cavo, vicepresidente della X Commissione della Camera dei deputati, Raffaella Paita, senatrice della Repubblica, Sara Armella, direttore scientifico di ARcom Formazione, e Andrea Cappa, direttore generale di Confetra.

Sul rapporto tra istituzioni e mondo produttivo si è soffermata Armella: "Oggi più che mai è necessario rafforzare il dialogo tra pubblico e privato, superando quella distanza che troppo spesso separa chi prende le decisioni da chi ne affronta quotidianamente le conseguenze. Le imprese hanno bisogno di istituzioni capaci di ascoltare e comprendere le sfide dei mercati, così come le istituzioni devono poter contare sull’esperienza e sulle competenze del mondo produttivo".

Un’esigenza alla base dell’appuntamento: "Il Forum nasce proprio con questa ambizione: costruire un ponte concreto tra imprese, istituzioni e protagonisti del commercio internazionale, favorendo il confronto e individuando soluzioni condivise", ha proseguito la direttrice scientifica.

Lo sguardo si allarga quindi al ruolo europeo: "In uno scenario segnato da dazi, tensioni geopolitiche e nuove sfide economiche, l’Europa deve ritrovare una visione comune, capace di coniugare competitività e sicurezza economica, apertura dei mercati e tutela delle imprese. Perché il futuro del commercio internazionale non si aspetta e non si subisce: si costruisce. Insieme".

Per Ilaria Cavo, deputata di Noi Moderati e vicepresidente della Commissione Attività Produttive della Camera, "In questo contesto geopolitico internazionale il Forum del Commercio Internazionale si conferma un’importante occasione di confronto tra istituzioni, imprese, professionisti ed esperti sulle grandi sfide dell’economia globale. Al centro della quarta edizione, in programma a Milano, ci saranno i dazi, le tensioni geopolitiche, le nuove barriere commerciali e la riforma del Codice doganale europeo".

La deputata ha richiamato anche le prime indicazioni dell’indagine: "Da quanto già è emerso, dalle anticipazioni di un sondaggio che sarà diffuso, la maggior parte delle aziende chiede un’Europa più forte e che parli con una voce sola: istanza e obiettivo più che condivisibile. Deve essere però sempre di più una voce che tolga vincoli, flessibile, che aiuti le imprese e sostenga la loro capacità produttiva, che diventi volano e non argine agli sforzi. I dati registrano un aumento dell’export. È importante ascoltare le esigenze soprattutto delle piccole medie imprese e fare in modo che il nuovo codice doganale sia fattore di semplificazione".

Sul peso delle regole europee è intervenuta Raffaella Paita, senatrice di Italia Viva e capogruppo al Senato: "In un mondo in cui avvengono cambiamenti rapidi, ed emergono elementi di instabilità, basti pensare ai dazi americani, di un’Europa meno burocratica ci sarebbe un enorme bisogno per le nostre imprese. Pensiamo agli Ets: un conto è difendere l’ambiente, un conto è permettere che regole dispari condizionino le nostre aziende, e non quelle di altri paesi".

Paita ha quindi citato il settore siderurgico: "Basti guardare al dramma dell’acciaieria italiana e dell’ex Ilva. Atteggiamenti di carattere ideologico e burocratico, insieme alla totale insipienza e incapacità del ministro Urso, hanno prodotto una significativa riduzione del potenziale produttivo del nostro siderurgico, mentre la situazione nel resto del mondo è molto diversa. Anche la politica, quando formula le leggi, dovrebbe pensare alla capacità per le nostre imprese di competere a livello globale".

Andrea Cappa ha invece illustrato i principali cambiamenti previsti sul fronte doganale: "Le modifiche introdotte dal nuovo Codice doganale europeo rappresentano una trasformazione profonda e pongono sfide importanti per le imprese. Trust and Check, Data Hub europeo ed EUCA, la nuova Autorità doganale europea, sono i tre pilastri della riforma con cui gli operatori dovranno confrontarsi".

Per il direttore generale di Confetra, il tema riguarda la competitività dell’intero sistema produttivo: "Diventa quindi fondamentale per le aziende rafforzare la propria compliance doganale e puntare sulla competitività dell’intero sistema. La sfida riguarda anche i sistemi Paese: in una realtà come quella italiana, storicamente caratterizzata da un tessuto produttivo composto prevalentemente da piccole e medie imprese, l’efficienza e la rapidità delle operazioni doganali saranno fattori decisivi per competere sui mercati internazionali".

Redazione