Attualità - 16 ottobre 2026, 08:31

Doppia mobilitazione degli studenti: in piazza per il "No Meloni Day" e per il clima

Alle 9.30 appuntamento in piazza De Ferrari contro le politiche del governo e la "scuola caserma". Dalle 17.30 presidio di Fridays for Future davanti alla Prefettura

Una delle manifestazioni degli scorsi anni

Sciopero studentesco oggi, 16 ottobre, anche a Genova per il "No Meloni Day", la giornata di mobilitazione nazionale promossa da Opposizione Studentesca d'Alternativa (Osa). L'appuntamento per gli studenti è alle 9.30 in piazza De Ferrari, mentre manifestazioni sono previste in diverse città italiane.

Al centro della protesta ci sono il carovita, la guerra, il razzismo e la repressione, insieme alla contestazione delle politiche scolastiche del governo e del ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Nel messaggio diffuso sui social, Osa denuncia un modello definito "scuola caserma", criticando le condizioni degli edifici scolastici, la mancanza di personale e un sistema che il collettivo considera repressivo e selettivo su base sociale.

Lo sciopero del 16 ottobre rappresenta, nelle intenzioni degli organizzatori, un momento di mobilitazione comune per portare queste rivendicazioni nelle piazze. "Tutti gli occhi sono su quella prima data di sciopero studentesco nazionale, che porterà in piazza i motivi delle rivendicazioni studentesche, contro carovita, guerra, razzismo, repressione", scrive Osa.

Il corteo partirà da piazza De Ferrari e attraverserà via XX Settembre, via Fiume, via De Amicis, via Serra, piazza Corvetto e via Martin Piaggio, con arrivo previsto in via Grenchen, sede della Città metropolitana.

Nel pomeriggio il presidio di Fridays for Future per il clima

La mobilitazione prosegue nel pomeriggio con lo sciopero per il clima di Fridays for Future: a Genova l'appuntamento è alle 17.30 in largo Eros Lanfranco, davanti alla Prefettura, per un presidio inserito nella giornata nazionale di protesta. Al centro delle rivendicazioni ci sono il contrasto alla crisi climatica, le responsabilità dei governi e delle industrie fossili e la richiesta di città più vivibili, con maggiore spazio pubblico e attenzione alla giustizia sociale. 

Redazione