Attualità - 16 ottobre 2026, 12:44

Sagome di Meloni e Valditara a testa in giù e lancio di uova al corteo, Balleari: "Basta intimidazioni"

Durante il "No Meloni Day" il gesto di un gruppo di studenti in via dei Santi Giacomo e Filippo. Il presidente del Consiglio regionale chiede agli organizzatori di prendere le distanze

Foto Osa Genova

Due sagome della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara sono state sistemate a testa in giù vicino ai bidoni della spazzatura e colpite con un lancio di uova durante il corteo studentesco di oggi a Genova. A compiere il gesto un gruppo di partecipanti allo sciopero nazionale della scuola promosso dal movimento Osa, Opposizione studentesca di alternativa, al grido di "Il maresciallo Tito ce l'ha insegnato, uccidere il fascista non è reato".

L'episodio è avvenuto in via dei Santi Giacomo e Filippo, nei pressi delle sedi della Prefettura, della Città metropolitana e dell'Ufficio scolastico regionale, con un richiamo all'esposizione del corpo di Benito Mussolini a piazzale Loreto, a Milano, il 29 aprile 1945.

Centinaia di manifestanti hanno partecipato al "No Meloni Day", attraversando il centro con bandiere e striscioni. La mobilitazione è stata indetta contro il decreto Valditara, il carovita, il carobenzina e la riforma degli istituti tecnici e professionali, con la richiesta di destinare finanziamenti alla scuola pubblica anziché alla guerra. Davanti alla sede di Confindustria Genova è stato bruciato un carro armato di cartone. Al momento non risultano particolari tensioni, mentre il corteo ha provocato disagi al traffico in centro.

Sul gesto contro le sagome dei due esponenti del Governo è intervenuto il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari, che ha chiesto agli organizzatori di assumersi le proprie responsabilità e di prendere le distanze dai comportamenti intimidatori.

"La libertà di manifestare e di esprimere il proprio dissenso è un principio fondamentale della nostra democrazia, che deve sempre esercitarsi nel rispetto delle persone e delle istituzioni", ha dichiarato Balleari.

Il presidente del Consiglio regionale ha richiamato anche altri episodi: "Quanto accaduto oggi a Genova richiama episodi già verificatisi in passato, dall'occupazione del Rettorato dell'Università ai fatti del 4 aprile 2025 in piazza Corvetto, quando le immagini di rappresentanti del Governo furono utilizzate come bersagli".

"Gli organizzatori delle manifestazioni, a partire dai collettivi studenteschi coinvolti, hanno una precisa responsabilità nel promuovere un confronto civile e nel prendere le distanze da comportamenti intimidatori", ha aggiunto. "Non basta rivendicare il diritto di manifestare: occorre esercitarlo nel rispetto delle regole democratiche. La condanna di ogni forma di violenza deve essere unanime, indipendentemente dalle appartenenze politiche".

Berrino (FdI): "Una vergogna. Si inneggia a Tito e si evocano gli anni di piombo ignorando la storia"

"Le sagome di Giorgia Meloni e Giuseppe Valditara a testa in giù, bersagliate con uova mentre si inneggia a Tito e si grida 'uccidere il fascista non è reato', sono una vergogna. Una rappresentazione di odio che rivela una profonda ignoranza della storia". Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Berrino, commentando l’episodio avvenuto durante la manifestazione studentesca a Genova.

"Questi ragazzi scelgono come riferimento Tito, un dittatore comunista il cui regime porta la responsabilità delle persecuzioni, delle foibe e delle sofferenze inflitte agli italiani del confine orientale. Prima di scandire certi slogan dovrebbero studiare la storia e conoscere le tragedie che evocano con tanta leggerezza. Si attribuisce l’etichetta di fascista a chiunque non la pensi come loro, pretendendo così di legittimare l’intimidazione dell’avversario. Scimmiottano le forme più cupe della lotta politica degli anni Settanta, senza conoscere né comprendere i danni che quella stagione ha procurato: ragazzi assassinati, famiglie distrutte, un Paese attraversato dall’odio e dalla paura. La tragedia di Sergio Ramelli dovrebbe insegnare quanto possano essere devastanti la demonizzazione politica e la violenza. Esprimo piena solidarietà a Giorgia Meloni e Giuseppe Valditara. Da tutte le forze politiche, a partire dalla sinistra, mi aspetto una condanna netta, senza alibi e senza minimizzazioni. Chi manifesta per la scuola dovrebbe rivendicare anzitutto conoscenza, rispetto e capacità di confronto. Evocare l’uccisione di chi ha idee diverse significa calpestare quei valori democratici che si pretende di difendere", conclude Berrino. “A questi ragazzi dico una cosa semplice: tornate tra i banchi di scuola e studiate la storia! Perché inneggiare alla morte di chi la pensa diversamente non è antifascismo, è odio e ignoranza. La storia non si usa a convenienza e la violenza non diventa accettabile soltanto perché colpisce l’avversario politico".

Bianchi: "Slogan violenti e richiami al passato: a Genova una deriva che non può essere normalizzata" 

“La manifestazione studentesca di oggi contro Governo, Presidente del Consiglio e Ministro dell’Istruzione ha mostrato una radicalizzazione che supera il normale dissenso - dicono Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale unitamente ai consiglieri Nicholas Gandolfo e Valeriano Vacalebre -. A Genova si è visto un corteo senza la bandiera italiana, mentre comparivano bandiere palestinesi e simboli di schieramento politico: un segnale di contrapposizione identitaria. Ancora più grave è l’esposizione di sagome del Presidente del Consiglio e del Ministro dell’Istruzione a testa in giù, accompagnate da slogan violenti e richiami espliciti a episodi drammatici della storia italiana. Gesti del genere non appartengono alla dialettica democratica: sono intimidazioni politiche che non possono essere normalizzate. Preoccupa inoltre che slogan riconducibili a un estremismo di sinistra trovino spazio tra gli studenti, trasformando luoghi di formazione in ambienti di pressione ideologica. È legittimo interrogarsi su come certe dinamiche riescano a radicarsi, anche alla luce delle notizie circolate in passato su forme di incentivazione economica legate ad alcune mobilitazioni. La scuola deve restare un presidio di crescita, non un terreno di condizionamento. Fratelli d’Italia difenderà sempre i valori della nostra comunità, della democrazia e delle istituzioni repubblicane senza arretrare di un passo”.



 

C.O.


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