Attualità - 19 ottobre 2026, 15:26

Ex Ilva, gli operai occupano l’aeroporto e sfidano il Governo: “Ci dormiamo qua, non si chiude”

Dopo il vertice in Prefettura, la Fiom denuncia le contraddizioni dei commissari sulla cassa integrazione e chiede al Governo garanzie scritte per fermare la procedura almeno fino al 27 ottobre. Grondona: “Il governo non può far finta di niente”

Continua la mobilitazione delle tute blu dell’ex Ilva che da questa mattina hanno occupato l’aeroporto Cristoforo Colombo dopo l’annuncio della cassa integrazione per i dipendenti dello stabilimento di Cornigliano, arrivata all’indomani della garanzia di approvvigionamento di coils della settimana scorsa.

Dopo un vertice in Prefettura con una delegazione di operai, Armando Palombo, rappresentante della Fiom, ha riferito quanto accaduto al resto dei colleghi in presidio nello scalo genovese. “Una riunione virtuale - ha esordito Palombo - Abbiamo ribadito ai commissari, che sono offesi per i titoli che gli abbiamo dato, abbiamo spiegato cos'è la città di Genova, che probabilmente non hanno capito”.

Palombo ha puntato l'indice contro la contraddittorietà degli atti inviati dalla struttura commissariale, definendo inaccettabile il ribaltamento delle garanzie stabilite precedentemente. “Quella lettera, da schizofrenici è quanto meno discutibile. Vi evito tutti i discorsi, cavilli, lettere, la procedura".

Il sindacalista ha rimarcato come l'ipotesi degli ammortizzatori sociali fosse nota da tempo, ma sia sempre stata respinta con fermezza per il sito ligure: “Questo approccio della cassa era nell'aria, in effetti lo sappiamo da giugno che era nell'aria. E da giugno abbiamo sempre detto che non andava bene che ci fosse una cassa integrazione per tutti a nord e che non ci fosse una cassa integrazione a Genova. E invece quella lettera apre una procedura per cui c'è una cassa integrazione per tutti a Genova. E non va bene, gliel'abbiamo detto in tutti i modi. L'hanno capito? Non lo so”.

Per uscire dall'impasse, Palombo chiama in causa direttamente i vertici dell'esecutivo nazionale, ricordando i confronti già avvenuti a Palazzo Chigi: “Abbiamo chiesto una cosa semplice: un impegno politico, cioè scrivere quattro righe, visto che questi commissari insieme a noi hanno un tavolo aperto a Palazzo Chigi. Io è già quattro volte che vado giù con il sottosegretario della Presidenza del Consiglio, l'onorevole Mantovano, cioè la Meloni, siamo a questo livello qua di importanza per difendere l'industria siderurgica di interesse strategico nazionale. Gli abbiamo detto di scrivere quattro righe, semplicissime, di impegno politico, in cui si scrive che fino al 27 ottobre bocce ferme per quanto riguarda Genova”.

Rivolgendosi ai cronisti e alla cittadinanza, Palombo ha ribadito che la vertenza ligure ha caratteristiche produttive ben distinte da quelle degli altri impianti del gruppo. 

“Ora, tutti i mestieranti di questo mondo capiscono che è un impegno politico, ci stanno pensando, quindi noi rimaniamo qua! Ci dormiamo qua! Per prendere questo impegno politico: noi come lavoratori siamo uguali a Genova, a Taranto, a Novi, a Milano, nel Bangladesh, siamo tutti uguali, ma la situazione di Taranto, dispositivo giudiziario, non è Genova. Genova non può fare cassa integrazione quando c'è lavoro, non ci muoviamo!".

Altrettanto perentorio l'intervento dello storico sindacalista Franco Grondona, che ha motivato l'occupazione dell'aeroporto denunciando la chiusura totale incontrata durante il confronto. “Tre parole. Noi abbiamo letto due libri, ‘Guida alla saggezza’ di Seneca e 'L'arte della guerra’ di Sun Tzu. Gli abbiamo offerto ‘Guida alla saggezza’, hanno detto di no, allora noi adesso apriamo ‘L'arte della guerra’ di Sun Tzu, e qua ci dormiamo! Ci dormiamo, l'aeroporto è occupato, si vive qui. Andiamo avanti”.

Grondona ha stigmatizzato la condotta dei commissari ed evinto le responsabilità dirette del Governo centrale: “Hanno risposto con arroganza e protervia. E noi qua ci passiamo la notte e andiamo avanti, e vogliamo un intervento del governo, perché questi signori sono pagati dal governo, sono dei gestori pagati dal governo”.

La chiusura di Grondona consacra il blocco ad oltranza dello scalo fino all'ottenimento di garanzie scritte: "Il governo non può far finta di niente, ci dispiace per tutti, ma blocchiamo l’aeroporto di Genova. Avanti, compagni! Viva Genova, non si chiude!".

EX ILVA GENOVA, POLI (FILCAMS CGIL GENOVA): “GLI APPALTI NON RESTINOINVISIBILI NELLA CRISI. A RISCHIO OLTRE CENTO DIPENDENTI, IN GRAN PARTE DONNE"
 

Sono un centinaio i lavoratori e le lavoratrici dell'indotto ex Ilva impiegati nella ristorazione e nelle pulizie civili e industriali  che rischiano il posto di lavoro. "Solo a Genova superiamo ampiamente il centinaio di lavoratori coinvolti negli appalti - dichiara Nicola Poli Segretario Generale della Filcams CGIL di Genova "solo tra  mensa e pulizie contiamo una cinquantina di lavoratrici, prevalentemente a part-time,  cui si aggiungono la manutenzione industriale e altri servizi".
È una situazione drammatica che mette a rischio lavoro e reddito "Il decreto per la Cassa Integrazione Straordinaria che riguarda l'ex Ilva parrebbe escludere queste lavoratrici dagli ammortizzatori sociali. Se ciò dovesse accadere, sarebbe un fatto di una gravità inaudita in un contesto che è già un oceano di rabbia e disperazione e anche per questo oggi sono scese in manifestazione insieme ai dipendenti dell'acciaieria" conclude Poli.

Federico Antonopulo - Isabella Rizzitano