Attualità - 20 ottobre 2026, 08:00

Rotonda di Carignano, da vista mare a vista muro. Scatta la protesta delle associazioni

A pochi giorni dall’apertura di un nuovo punto vendita della grande distribuzione, Italia Nostra, Circolo Nuova Ecologia contestano le condizioni dell’area: “Un patrimonio paesaggistico umiliato”. Chiesti collaudi, interventi sulle criticità e il ripristino delle parti danneggiate

L’apertura del nuovo supermercato a marchio Conad alla Rotonda di Carignano, prevista per il prossimo 22 ottobre, torna a portare al centro dell’attenzione il progetto di riqualificazione dell’area di corso Aurelio Saffi.

A contestare lo stato dei luoghi sono i rappresentanti della petizione “Era vista mare, ora vista muro”, che ha raccolto 1.900 firme, insieme a Italia Nostra, sezione di Genova, e al Circolo Nuova Ecologia. Al centro della protesta ci sono le condizioni delle aree pubbliche, l’impatto paesaggistico degli interventi e le criticità che, secondo i promotori, non sarebbero ancora state risolte.

“Non vogliamo che si apra una struttura commerciale lasciando la cittadinanza con un cantiere incompiuto, materiali scadenti e le macerie del nostro panorama”, dichiarano i rappresentanti della mobilitazione, che chiedono di subordinare l’apertura al completamento dei lavori, ai collaudi e alla risoluzione dei problemi segnalati al soggetto attuatore. Nel mirino anche la realizzazione delle aree verdi previste dal Puc: per le associazioni, il partenariato con i privati non può tradursi in un ulteriore consumo di suolo pubblico.

La prima richiesta riguarda la sicurezza e la fruibilità degli spazi. I promotori chiedono il completamento e il collaudo statico e impiantistico di tutti e tre i lotti, oltre al via libera definitivo per le aree destinate all’uso pubblico. Sul fronte commerciale, domandano inoltre chiarimenti sull’eventuale trasferimento della licenza da un’altra struttura e sul futuro degli spazi che resteranno liberi in via Corsica.

Particolarmente contestato è il lotto est, sul lato di levante. Secondo quanto riferito dalle associazioni, è trascorso un anno dagli impegni assunti da Comune e impresa per mitigare l’impatto del lotto 3, attraverso l’abbassamento di 30-40 centimetri del muro verso via Fiodor e delle sporgenze sul lato mare, con l’obiettivo di recuperare la vista sul promontorio di Portofino. Era stata inoltre prospettata la rimozione delle lamiere stirate dalle pareti. “A oggi lo stallo è totale”, denunciano i promotori, che segnalano anche la capitozzatura di una delle due palme sopravvissute ai lavori e temono che lo stesso intervento possa riguardare l’altra. Viene contestato, infine, lo stato di abbandono dell’area destinata al circolo dei tassisti, per la quale, secondo il comunicato, la collettività ha sostenuto una spesa complessiva di 2,5 milioni di euro, oltre agli oneri di urbanizzazione.

Critiche anche per il lotto ovest, dove viene richiesto un sopralluogo urgente dei tecnici comunali e della Soprintendenza per verificare le criticità esecutive. Le associazioni giudicano insufficiente il verde realizzato, descritto come una copertura a giardino di dimensioni ridotte, con piantine esili, poca terra e nessuna zona d’ombra. Tra le contestazioni più pesanti figurano la morte di una sughera monumentale e le condizioni di un altro albero, che sarebbe stato danneggiato dal calcestruzzo. Anche i reperti ottocenteschi della Batteria della Cava, secondo i promotori, sarebbero stati marginalizzati e inglobati tra le rampe. Nel comunicato vengono inoltre segnalate finiture giudicate approssimative, rivestimenti e copertine in alluminio deformate e locali tecnici e controsoffitti non completamente rifiniti.

La protesta investe anche piazzale San Francesco e la Rotonda vera e propria. I lavori, sostengono i firmatari, avrebbero provocato fessurazioni e cedimenti sulle mura monumentali tutelate, sulla superficie della Rotonda e in via Gavotti. La sistemazione avrebbe riguardato soltanto la pavimentazione centrale, mentre il marciapiede perimetrale resterebbe dissestato e le mura, il parapetto verso mare e le aiuole presenterebbero danni. Segnalata anche la morte di diversi pitosfori e la sostituzione di alcune piante con palmizi ritenuti inadatti a garantire ombra sulle panchine.

Da qui la richiesta al Comune di imporre il ripristino delle parti danneggiate e di ottenere una certificazione che escluda il rischio di nuovi cedimenti, a tutela della sicurezza pubblica: “esigiamo di sapere subito quali collaudi verranno fatti per le aree private a uso pubblico, quale regolamento d'uso intenda attivare il Comune e quali misure di sicurezza saranno previste nei parcheggi e nei giardini. Infine, si sollecitano Comune e Soprintendenza ad imporre all’impresa il restauro del muro monumentale della Rotonda, il cui degrado oggi è ancora più marcato ed evidente.

Le proteste proseguiranno fino ad altre iniziative in tutte le sedi competenti se non verrano chiariti immediatamente tutti i punti”.


 

I.R.