Buone Azioni - 20 ottobre 2026, 08:02

Buone Azioni - Acquedotto storico, i volontari delle 23 associazioni che si prendono cura del percorso

Sfalci, raccolta dei rifiuti e visite con le scuole: il presidente della Federazione Salvatore Russo racconta il lavoro quotidiano lungo il tracciato della Val Bisagno

Ogni martedì uno spazio per raccontare l’impegno, le storie e i volti di chi, ogni giorno, si mette al servizio degli altri: con la nuova rubrica 'Buone Azioni', vogliamo dare voce alle associazioni, alle cooperative sociali, ai gruppi di volontari e a tutti coloro che costruiscono solidarietà sul territorio, spesso lontano dai riflettori ma con un impatto concreto nella vita delle persone. La rubrica sarà un viaggio settimanale nel cuore del Terzo Settore, per conoscere chi fa la differenza e capire come ciascuno può contribuire, anche con un piccolo gesto.

"Andiamo a fare un giro sull'Acquedotto?" è una proposta che ricorre spesso tra chi ama camminare, soprattutto nelle giornate di sole primaverili. Ma dietro una passeggiata lungo un percorso pulito e accessibile c'è il lavoro di chi taglia i rovi, raccoglie i rifiuti, svuota i cestini e risponde alle segnalazioni dei cittadini. Un impegno costante, spesso poco visibile, portato avanti da rete di 23 associazioni, riunite nella Federazione per la tutela e la valorizzazione dell'Acquedotto Storico della Val Bisagno: un lavoro che comprende manutenzione, sopralluoghi, ricerca e divulgazione.

"Siamo una federazione di associazioni che si prendono cura dell'Acquedotto storico di Genova in Val Bisagno", spiega Salvatore Russo, presidente della Federazione. Costituita nel dicembre del 2019 con tredici realtà, l'organizzazione si è progressivamente allargata, mettendo insieme gruppi che operano in diversi punti della vallata e associazioni impegnate nello studio e nella conoscenza del patrimonio cittadino.

Russo è presidente dal 28 aprile, dopo Gianni Zai, che aveva guidato prima il coordinamento e poi la Federazione. Tra le realtà aderenti ci sono la Pro Loco di Davagna, le diverse articolazioni della Gau e gli Amici di Ponte Carrega, con Fabrizio Spiniello, vicepresidente della Federazione. Una rete nella quale le singole associazioni mantengono il legame con il proprio tratto di percorso, ma si aiutano quando gli interventi richiedono più persone.

"I vari tratti dell'Acquedotto sono stati assegnati a diverse associazioni. Poi, ovviamente, se c'è bisogno si fa gruppo e si va a dare una mano tutti insieme". Il nucleo più assiduo è formato soprattutto da persone che abitano in zona, alle quali si aggiungono volontari rimasti legati alla vallata anche dopo essersi trasferiti.

L'attività più visibile è quella delle giornate di pulizia aperte alla cittadinanza, organizzate due volte l'anno, ma la manutenzione prosegue anche negli altri mesi, con uscite settimanali, quando il meteo lo permette, soprattutto lungo il tracciato seicentesco: si taglia la vegetazione, si liberano i passaggi e si controllano le condizioni del percorso.

La Federazione opera attraverso un patto di collaborazione con il Municipio IV Media Val Bisagno. Le richieste di intervento possono arrivare dai cittadini, dai contatti diretti con i volontari, dai social o dal sistema comunale SegnalaCi, a cui si aggiungono i sopralluoghi di chi frequenta abitualmente l'Acquedotto.

"Ci sono volontari che, proprio perché sono innamorati dell'Acquedotto, fanno giri di perlustrazione più volte alla settimana", spiega il presidente. Anche la preparazione di una passeggiata diventa un'occasione per verificare il camminamento e rimuovere piccoli ostacoli.

Tra i problemi ricorrenti ci sono i rifiuti abbandonati, a partire dai sacchetti con le deiezioni dei cani. In alcuni punti sono presenti cestini dei quali si occupano gli stessi volontari, ma capita che, una volta pieni, i sacchetti vengano lasciati a terra. "Anziché portarli via, li lasciano sotto il cestino. Poi ci sono plastica e cartacce, come purtroppo accade anche su altri sentieri", osserva Russo. Alla raccolta dei rifiuti si affianca il contenimento della vegetazione: rovi e rami possono invadere il passaggio e richiedono interventi frequenti.

Per chi vuole contribuire, il riferimento sono le associazioni della Federazione, anche per organizzare le necessarie coperture assicurative. Russo chiarisce che i volontari delle realtà aderenti sono assicurati durante le attività previste dal patto di collaborazione. Nelle giornate aperte a tutti vengono invece raccolti i dati dei partecipanti, poi trasmessi al Municipio e al Comune.

La tutela, però, passa anche dalla conoscenza. Secondo Russo, la pandemia ha segnato un momento di riscoperta del percorso, facilmente raggiungibile da diversi punti della vallata attraverso le creuze che salgono dai quartieri. "Con il Covid c'è stata una riscoperta dell'Acquedotto, ce ne siamo accorti un po' tutti", racconta. Alla frequentazione per le passeggiate si è affiancato l'interesse per la storia del manufatto, che i volontari ricostruiscono e raccontano durante le visite.

Russo si occupa da circa sei anni soprattutto della galleria della Rovinata, approfondendone le vicende anche attraverso ricerche nell'archivio storico. La galleria, progettata da Carlo Barabino negli anni Venti dell'Ottocento, fu realizzata per superare una zona danneggiata da una frana e garantire il passaggio dell'acqua verso Genova. L'interesse dei visitatori è emerso anche nelle occasioni più informali. "Un giorno mi sono ritrovato con dieci persone nel cortile: stavano passeggiando sull'Acquedotto, hanno visto il cancelletto aperto e si sono fermate a curiosare. Da lì ho iniziato a raccontare la storia del percorso medievale, di quello seicentesco e della galleria".

Un'attività che coinvolge anche le scuole. In occasione della Giornata mondiale dell'acqua, i volontari hanno accompagnato quasi quattrocento studenti in tre giorni, curando la preparazione dei percorsi, l'accompagnamento e il racconto dei luoghi. Un altro segnale dell'attenzione per l'Acquedotto è arrivato dalle prenotazioni per le quattro passeggiate proposte come evento collaterale dell'ultima edizione dei Rolli Days, tanto che i posti disponibili si sono esauriti nel giro di un'ora. Un interesse riscontrato anche nelle iniziative organizzate per la Settimana dei cimiteri storici e per gli Staglieno Days.

Il percorso è diventato inoltre soggetto di disegni e acquerelli. Negli ultimi due anni Russo ha accompagnato un gruppo di acquarellisti, osservando un altro modo di avvicinarsi ai luoghi: attraverso il tempo dedicato a guardarli e a rappresentarli. Tra questi lavori ci sono i quaderni di Elisa Monti, con disegni dell'Acquedotto sia in Val Bisagno sia in città.

Proprio il collegamento con il centro è uno degli aspetti sui quali la Federazione sta cercando di lavorare, anche attraverso il dialogo con il Municipio I Centro Est. "L'Acquedotto è anche in città", ricorda Russo. "Facendolo conoscere lì, forse possiamo incuriosire le persone e portarle a scoprire anche la valle".