Genova avvia un piano straordinario contro la presenza dei ratti, con interventi coordinati nelle aree più critiche della città. La Task Force voluta dalla sindaca Silvia Salis e dall’assessora all’Ambiente Silvia Pericu riunisce Comune, Amiu, Aster e Cooperativa sociale Il Rastrello, con l’obiettivo di affiancare alla derattizzazione azioni mirate sulle condizioni urbane che favoriscono la presenza dei roditori.
"Le esche da sole non bastano", sottolinea la sindaca Silvia Salis, spiegando la scelta di mettere insieme competenze diverse e intervenire anche sulle cause del problema. "Partiamo dalle aree individuate grazie alle segnalazioni dei cittadini e al lavoro dei Municipi, con un'attenzione particolare al centro storico, dove è previsto un presidio dedicato e continuativo".
Il piano, in programma da ottobre 2026 a marzo 2027, prevede una prima serie di interventi tra via San Vincenzo e il Mercato Orientale, piazzetta Brignole, via del Colle e via San Martino. Le attività saranno poi estese secondo una programmazione coordinata, con monitoraggi successivi per verificare l’efficacia delle operazioni.
Il Centro Storico sarà uno dei punti centrali dell’intervento: qui si concentra circa il 45% delle segnalazioni raccolte in città. La conformazione del territorio, la densità edilizia e abitativa, la rete dei sottoservizi e la presenza di cunicoli e spazi difficili da raggiungere rendono più complessa l’individuazione dei rifugi e dei punti di accesso dei roditori. Per questo è previsto un presidio operativo continuativo, che si occuperà anche della chiusura di piccoli fori e tane, del controllo delle eventuali riaperture e del coordinamento degli interventi.
Il metodo scelto è quello della gestione integrata degli infestanti, che non si limita al trattamento diretto degli animali. Accanto alla derattizzazione sono previste la sostituzione dei contenitori dei rifiuti danneggiati, pulizie mirate, chiusura di varchi nelle aiuole e nei marciapiedi, manutenzione del verde, ripristino delle pavimentazioni e installazione di dispositivi anti-ratto nei tombini, quando compatibili con le condizioni tecniche e idrauliche.
"I ratti sono l'effetto di numerose cause", spiega l’assessora Silvia Pericu. "Ridurne la presenza significa quindi agire non soltanto sugli animali, ma anche sulla disponibilità di cibo, sui rifugi e sulle possibilità di accesso e spostamento". La novità, aggiunge, è soprattutto "la messa a sistema delle competenze": Amiu si occuperà della pulizia e delle postazioni di raccolta, Aster interverrà sul verde, sulle aiuole e sulle pavimentazioni, mentre la Cooperativa Il Rastrello contribuirà con monitoraggio, derattizzazione, valutazioni naturalistiche e interventi per impedire l’accesso dei roditori.
I dati raccolti negli ultimi cinque anni indicano che circa l’80% delle segnalazioni riguarda aree vicine alle postazioni dei rifiuti. Il Comune precisa che questo elemento non individua una responsabilità del servizio di raccolta, ma evidenzia il ruolo dei residui alimentari accessibili come fattore di attrazione. Pericu annuncia quindi una campagna di comunicazione e sensibilizzazione, affiancata da controlli mirati.
"Cittadini ed esercenti potranno offrire un contributo decisivo rispettando modalità e orari di conferimento, chiudendo correttamente i contenitori e non lasciando sacchetti, residui alimentari o altri materiali all'esterno", afferma l’assessora.
La Task Force si concentrerà sugli interventi più estesi e complessi, mentre proseguirà anche l’attività di SfRatto 2.0, con una squadra che interviene ogni quindici giorni sui casi più circoscritti per contrastare sul nascere nuove colonizzazioni. L’Ufficio Animali svolge inoltre circa 300 sopralluoghi all’anno con tecnici naturalisti esperti in Gestione della Fauna Urbana, anche sulla base delle segnalazioni di cittadini e Municipi.
La fase straordinaria terminerà alla fine di marzo 2027, ma l’obiettivo dichiarato è mantenere la Task Force anche in seguito, trasformando il coordinamento tra uffici, aziende e Municipi in un modello permanente. È prevista inoltre l’introduzione progressiva di sistemi tecnologici per il monitoraggio, la cattura o l’allontanamento dei ratti nei contesti in cui risulteranno tecnicamente appropriati.