"Se l’azienda ha fatto il suo massimo aprendo una procedura di licenziamento per 131 persone, figuriamoci cosa sarebbe successo se avesse fatto il minimo".
È la dura reazione della Camera del Lavoro di Genova e di Slc Cgil dopo l’audizione dell’amministratore delegato di Ericsson, Andrea Missori, che oggi è intervenuto in Commissione Attività produttive alla Camera sulla vertenza che coinvolge il sito degli Erzelli.
Al centro del confronto ci sono i 131 licenziamenti previsti su un organico di poco più di 300 dipendenti. Nel corso dell’audizione, secondo quanto riferiscono i sindacati, Missori ha sostenuto che l’azienda avrebbe fatto il massimo per lo stabilimento genovese, ribadendo inoltre che per chi non accetterà l’uscita volontaria non ci saranno ulteriori margini di trattativa né prospettive di permanenza in azienda.
Una posizione che Cgil e Slc contestano con fermezza e che, annunciano, non fermerà la mobilitazione. L’obiettivo resta proseguire il confronto per tutelare le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nella procedura, ma anche il resto del personale Ericsson.
"Nel corso dell’audizione di oggi l’amministratore ha ribadito che per chi non accetterà l’uscita volontaria non ci saranno ulteriori spazi di trattativa e nessun futuro in azienda", sottolineano le organizzazioni sindacali, che giudicano inaccettabile la prospettiva di una riduzione così consistente dell’organico.
La vertenza proseguirà nei prossimi giorni con due appuntamenti. Il 26 ottobre è previsto l’ultimo incontro sindacale previsto dalla procedura, mentre per il 28 ottobre Slc Cgil ha chiesto al presidente del Consiglio regionale di portare la situazione di Ericsson all’attenzione dei consiglieri.