Dalle tensioni registrate nelle piazze di Genova, Milano, Bologna, Torino e della Val di Susa emerge, secondo la FSP Polizia di Stato, un quadro sempre più preoccupante per gli operatori impegnati nei servizi di ordine pubblico. Il sindacato denuncia infatti il ripetersi di episodi di violenza nei confronti delle forze dell’ordine, spesso verificatisi durante manifestazioni inizialmente pacifiche ma successivamente sfociate in scontri.
A sollevare l’allarme è la Segreteria provinciale FSP di Genova, che parla di una crescente esposizione dei poliziotti a rischi fisici, giudiziari e mediatici. Secondo il sindacato, gli agenti sarebbero chiamati ogni giorno a garantire la sicurezza pubblica in contesti complessi, senza percepire un adeguato sostegno istituzionale nei momenti più delicati.
"Emblematico quanto accaduto a Genova il 24 settembre", spiegano, "Al termine della pacifica passeggiata cittadina degli Angeli del centro storico per chiedere maggiore sicurezza, nei pressi di piazza del Principe, un anarchico ha improvvisamente colpito a tradimento con un pugno alla testa il funzionario dirigente del servizio di Ordine Pubblico. Non un attacco ai cittadini che partecipavano alla passeggiata, ma una violenta aggressione contro chi era impegnato a garantirne la sicurezza. La FSP Polizia di Stato denuncia il crescente disagio dei poliziotti, chiamati quotidianamente a rischiare la propria incolumita e successivamente esposti a pressioni giudiziarie, disciplinari e mediatiche, con conseguenze che possono compromettere la serenita familiare, la dignita professionale e persino il futuro lavorativo. Preoccupa la percezione, sempre piu diffusa tra gli operatori, di una disparita di trattamento tra il rigore riservato alle condotte dei poliziotti e le conseguenze giudiziarie per chi aggredisce le Forze dell’Ordine. Non chiediamo immunità per nessuno, ma pretendiamo che la legge e le responsabilità individuali siano valutate con identico rigore".
Secondo la FSP, in diverse occasioni sarebbe mancata una presa di posizione pubblica chiara a sostegno degli operatori coinvolti in episodi controversi o finiti al centro dell’attenzione mediatica. Il rischio è che aggressioni e tensioni vengano percepite come una normale componente del servizio, alimentando tra gli agenti un senso di solitudine. Il sindacato chiede quindi una comunicazione più tempestiva da parte delle istituzioni, la correzione di eventuali ricostruzioni ritenute non corrette e, quando consentito dalla normativa, la valorizzazione delle immagini raccolte dalla Polizia Scientifica per offrire una ricostruzione completa degli eventi.