Attualità - 22 ottobre 2026, 08:28

Cimiteri, Malcotti (Socrem): "Staglieno vale più di come Genova lo tratta. Quattromila accessi all'anno sono ridicoli"

"Abbiamo tra le mani uno dei più straordinari cimiteri monumentali d'Europa, che potrebbe diventare una vera Casa della Memoria, un centro capace di unire editoria, ricerca, archivio digitale, biblioteca, didattica, design culturale e conservazione"

Non solo un progetto, ma un vero e proprio appello a cambiare e un j'accuse alla politica. È quello che lancia Ivano Malcotti, presidente di Socrem Genova, a proposito del cimitero di Staglieno: uno dei più straordinari cimiteri monumentali d'Europa, che potrebbe diventare un vero centro internazionale della memoria, della ricerca e della cultura. Genova ha già il patrimonio: ciò che manca è trasformarlo in progetto. "Oggi abbiamo accessi ridicoli in termini di visitatori turisti: 4mila all'anno quando una vera espansione culturale potrebbe averne almeno 10.000. Abbiamo un museo a cielo aperto e lo trascuriamo, lo ignoriamo, non ne sappiamo cogliere le opportunità. Eppure, gli esempi in Europa non mancano. Per questo vogliamo lanciare un progetto ma anche smuovere le acque".

E a proposito di esempi da seguire, A Roma il cimitero Acattolico ha un centro visite, un database digitale ed è inserito in molti tour. Oppure il cimitero monumentale di Stoccolma con visitor center in padiglione storico: caffè, shop, mostra introduttiva, libri su architettura e World Heritage. Il Montjuïc che Barcellona propone una collezione di carri funebri, attività educative, percorsi artistici/storici, agenda culturale. Mentre al Brompton di Londra funziona il caffè nel cimitero; una quota delle spese contribuisce alla cura del sito; contenuti biografici. Senza dimenticare il Père-Lachaise di Parigi e molti altri. "Genova ha tra le mani uno dei più straordinari cimiteri monumentali d'Europa, un luogo in cui la memoria privata diventa storia collettiva, la scultura si fa racconto sociale e il marmo restituisce, con una precisione quasi documentaria, il volto di una città intera. La domanda che ci dobbiamo fare non è quanto valga Staglieno perché lo sappiamo tutti, ma è quando Genova deciderà finalmente di trattarlo per ciò che vale".

Oggi il cimiero di Staglieno è conosciuto, studiato, fotografato, visitato, eppure continua a essere utilizzato al di sotto delle sue possibilità culturali. "Il punto è chiedersi se tutto questo sia ancora sufficiente – dice Malcotti - Staglieno non è soltanto un luogo da conservare. È un enorme archivio urbano. Nelle sue gallerie e nei suoi monumenti convivono la borghesia genovese e il lavoro, il mare e l'industria, le professioni e l'emigrazione, il Risorgimento e le trasformazioni del gusto. Ci sono migliaia di famiglie, migliaia di biografie, migliaia di dettagli che raccontano la città con una forza che pochi altri luoghi possiedono. Il paradosso è che una parte consistente di questa ricchezza resta silenziosa". È qui che Genova potrebbe cambiare passo. Non con un intervento spettacolare e neppure con un'operazione commerciale mascherata da valorizzazione, ma con una visione più ampia.

Staglieno potrebbe diventare una vera Casa della Memoria, un centro capace di unire editoria, ricerca, archivio digitale, biblioteca, didattica, design culturale e conservazione. Non un semplice bookshop, dunque, ma un luogo in cui il patrimonio smette di essere soltanto custodito e comincia anche a produrre nuova cultura. Da qui potrebbe nascere anche uno Staglieno Forum, un appuntamento internazionale capace di portare a Genova esperienze, competenze e progetti provenienti dai grandi cimiteri storici del mondo. Sarebbe un modo per spostare il baricentro della valorizzazione: non più soltanto far conoscere Staglieno, ma far sì che Staglieno diventi un luogo da cui partono idee, studi e relazioni. "Molti grandi cimiteri monumentali nel mondo hanno già sviluppato visitor centre, archivi, biblioteche, musei, programmi educativi, shop ed eventi. Genova non avrebbe bisogno di copiarli, ma potrebbe fare qualcosa di più interessante: prendere il meglio di quelle esperienze e integrarlo in un progetto proprio, costruito sulla specificità di Staglieno", conclude Malcotti.

Redazione