La scienza come strumento per leggere il presente e prepararsi al futuro, ma anche come occasione per rendere Genova una città più aperta, internazionale e capace di trattenere i talenti.
Con la rotta tracciata, ha preso il via questo pomeriggio la ventiquattresima edizione del Festival della Scienza, nel segno delle 'Prospettive'.
Una parola chiave che apre a declinazioni e contaminazioni di ambienti e discipline e che attraversa un ricco programma di eventi, appuntamenti e laboratori in cui accanto ai grandi nomi della divulgazione si affiancano momenti di partecipazione con un'attenzione maggiore verso i bambini e le bambine più piccole.
A raccontare i punti di forza dell’edizione è Carlo Ferdeghini, presidente del Consiglio scientifico del Festival della Scienza, che annuncia un calendario ricco di incontri e format rinnovati.
"I punti di forza di questa edizione saranno tantissimi. Abbiamo un parterre di ospiti straordinari, come al solito, ma anche qualche novità". Il programma si apre con Barbara Mazzolai e i suoi robot bioispirati, per proseguire con un appuntamento dedicato alla nuova stagione della riconquista della Luna, insieme a Emilio Cozzi e Andrea Patassa. Tra gli ospiti è attesa anche Fabiola Gianotti, protagonista di una conferenza-spettacolo che unirà musica e scienza con il maestro Ruben Jais e l’ensemble strumentale La Barocca, mentre il premio Nobel Arthur McDonald parlerà del proprio esperimento scientifico.
Accanto agli incontri con i protagonisti della ricerca, il Festival punta a rafforzare una delle sue formule più riconoscibili: i laboratori. "Quest’anno abbiamo rafforzato enormemente l’offerta per i più piccoli", spiega Ferdeghini. A Palazzo Ducale sarà allestito uno spazio dedicato ai bambini della scuola dell’infanzia, mentre per quelli più grandi le attività troveranno spazio alla Biblioteca De Amicis. Una scelta che risponde alla volontà di costruire un rapporto duraturo con il pubblico più giovane. "È una cosa molto importante per noi, perché il pubblico giovane è un pubblico che rimane affezionato al nostro Festival poi nel tempo".
Tornano inoltre le passeggiate tematiche, un format che nelle precedenti edizioni ha incontrato il favore del pubblico. Saranno quattro gli itinerari culturali proposti in città, dedicati alla botanica, alle prospettive urbane, al restauro e ai paesaggi sonori, e alla salute. L’obiettivo è portare la conoscenza fuori dalle sedi tradizionali e far dialogare la ricerca con gli spazi e le trasformazioni della città.
Tra le novità figura anche una serata dedicata ai giochi da tavolo scientifici al Blue District. "Avremo una game night per giochi di società, in cui tutti i nerd di Genova si riuniranno per giocare con i giochi scientifici prodotti e ideati dai nostri soci", racconta il direttore del Comitato scientifico. Un’iniziativa che punta a coniugare curiosità, socialità e divulgazione, attraverso un linguaggio informale e partecipativo.
Il programma guarda infine direttamente alle trasformazioni urbane. "Nell’anno delle trasformazioni urbane della città di Genova abbiamo fatto due giornate su come la scienza possa contribuire a queste trasformazioni, ovvero con 'La città in prospettiva', due giornate di incontri proprio su questo tema", annuncia Ferdeghini.
La finalità del Festival, in fondo, è proprio quella di tenere insieme rigore e coinvolgimento, senza rinunciare alla solidità dei contenuti. "Io vorrei che un ragazzo uscisse entusiasta, stupito e divertito. L’ambizione che abbiamo è di coniugare la solidità scientifica con il divertimento e con l’interesse".
Il programma del Festival attraversa un panorama ampio di discipline come raccontaDomenico Coviello, presidente dell'Associazione Festival della Scienza, che lega la parola di quest'anno, 'Prospettive' al percorso avviato nell’edizione precedente, dedicata agli 'Intrecci' e alla collaborazione tra competenze diverse.
La varietà del programma restituisce la dimensione cittadina della manifestazione. "Più sono coinvolto, più ho visto che ci sono tutte le discipline che concorrono in uno spettacolo cittadino su 35 sedi. E abbiamo più di 250 eventi", racconta Coviello, che segnala anche un’affluenza elevata, in particolare da parte degli studenti provenienti da altre regioni italiane. Il Festival accoglie inoltre partecipanti e ospiti dall’Albania e dalla Svizzera.
La prospettiva, però, non si esaurisce nella settimana della manifestazione. Coviello annuncia infatti un progetto destinato a prolungare la presenza della scienza in città durante tutto l’anno. "L’associazione Festival della Scienza ha vinto un bando europeo e quindi con questi fondi organizzeremo conferenze durante tutto l’anno". La settimana del Festival continuerà a mantenere una particolare attenzione alle scuole e ai bambini, un tratto che il componente del Comitato scientifico definisce caratteristico della manifestazione, mentre le iniziative annuali coinvolgeranno anche altri ambiti di ricerca.
Tra i temi indicati figurano la sanità, con un’attenzione particolare ai tumori, l’ambiente, gli oceani e il clima. Gli appuntamenti coinvolgeranno ricercatori genovesi e ospiti stranieri, facendo leva sulle competenze scientifiche presenti sul territorio e sulla possibilità di costruire occasioni di confronto internazionale.
Sul tema 'Prospettive' è intervenuta anche la sindaca di Genova Silvia Salis che ha voluto richiamare l'attenzione sulla necessità di investire nella ricerca e di costruire condizioni migliori per le giovani generazioni. Un obiettivo che passa dalla divulgazione scientifica, ma anche dalle politiche urbane, dai servizi universitari e dalla capacità di offrire opportunità a chi sceglie di studiare e lavorare in città.
"Credo che in questo momento il tema della scienza, il tema della ricerca debbano essere messi prepotentemente al centro del dibattito culturale italiano, perché c’è bisogno di più risorse, c’è bisogno soprattutto di trattenere il talento e in questo caso anche di ispirarlo", afferma Salis.
Il Festival, con i suoi ospiti e gli approfondimenti dedicati a discipline diverse, rappresenta secondo la sindaca un’occasione per avvicinare soprattutto i più giovani al mondo della conoscenza e della ricerca. "Sappiamo anche quanto sia rilevante il tema delle materie STEM per le giovani donne, perché deve aumentare sicuramente la percentuale di accesso", sottolinea, indicando nella scienza una possibile strada per ispirare nuove carriere e allargare le opportunità professionali.
L’appuntamento, prosegue Salis, è ormai un momento di condivisione che supera i confini cittadini: "Ogni anno questo è un momento di condivisione per la città che si apre non solo a tutto il Paese, ma si apre al mondo, perché la scienza è un linguaggio universale". Un linguaggio che permette di confrontarsi con le trasformazioni in corso e di guardare avanti. "Credo che questo sia il tema, un linguaggio universale che ci permette di prepararci al futuro. Per cui, insomma, sono solo elementi positivi: giovani, bambini, scienza, ricerca. Credo che sia uno degli eventi più positivi e propositivi che ci siano nella nostra città".
Ma la capacità di attrarre competenze e di valorizzare le eccellenze scientifiche non dipende soltanto dalla qualità dell’offerta universitaria. Interpellata sul ruolo di Genova nel panorama tecnologico e della ricerca e sulla necessità di rendere più accessibili i poli di innovazione, la sindaca individua una priorità precisa: trasformare il capoluogo ligure in una vera città universitaria.
"Quello che diciamo da tempo è che Genova, che è una grande università, deve strutturarsi come una città universitaria, prima di tutto nei servizi di accoglienza, quindi gli studentati, le mense scolastiche. Questo è sicuramente un primo tema", spiega Salis. Un percorso che si intreccia con il rilancio del trasporto pubblico, soprattutto per chi deve spostarsi ogni giorno per frequentare le lezioni o raggiungere il posto di lavoro. "Sapete che stiamo facendo un’importante opera di ristrutturazione di Amt, che vuole diventare un’azienda che, uscita dalla crisi, potrà rilanciare un trasporto pubblico che soprattutto per i giovani, soprattutto per i giovani che si spostano per studiare, per lavorare, dia proprio un sostegno a quello che è lo sviluppo che serve a una città".
Il punto, per la sindaca, è più ampio della sola disponibilità di servizi. Rendere Genova attrattiva significa anche saper intercettare le aspettative di chi si trova nella fase della formazione e dell’ingresso nel mondo del lavoro, evitando che la qualità dell’università venga penalizzata da un contesto urbano poco accogliente. "Ora c’è un tema fondamentale, di cui si tratta sempre troppo poco, che è il fatto di rendersi accogliente per le giovani generazioni. Questo non vuol dire solo servizi, ma vuol dire anche proposta culturale, vuol dire una città che sappia vedere quelli che sono i gusti dei giovani, le loro inclinazioni".
La sfida, dunque, è trattenere chi arriva a Genova per studiare e convincere altri giovani a sceglierla. "Molto spesso i giovani si spostano sicuramente per la proposta universitaria, la nostra è molto valida, ma anche per come una città sa accoglierli. Sicuramente una sfida di questo mandato è trasformare la città, collettore d’Europa, in una città accogliente per i giovani".