Sport - 23 ottobre 2026, 15:34

Genoa ancora a caccia di punti “diretti”, De Rossi: “Partita pesante, serviranno coraggio e difesa preventiva”

Alla vigilia della sfida contro il Venezia dell'ex Nicola, il tecnico rossoblù traccia la rotta: “Puntiamo sulla continuità di prestazione. Con loro bisogna stare molto attenti: pensi di dominare e invece stai facendo la loro partita”

Archiviata la trasferta dell’Olimpico, per il Genoa è tempo di tornare al “Ferraris” nella prima delle due sfide consecutive tra le mura amiche nel giro di tre giorni. Primo snodo cruciale del proprio cammino, per il Grifone, sarà il Venezia appena rilanciato dalla vittoria sul Napoli dopo l'approdo sulla panchina dei lagunari di Davide Nicola.

Una partita che “vale tanto, così come valgono un po' tutte le gare in questo momento, e più si andrà avanti più saranno pesanti”. Non si è infatti nascosto mister Daniele De Rossi nella conferenza stampa di presentazione, indicando quello di domenica alle 15 uno degli appuntamenti da cercare di non sbagliare: “Questa partita conta molto perché affrontiamo una nostra avversaria diretta, una squadra che ha dei valori importanti. Nelle prime giornate ha fatto delle ottime partite ed è stato molto sfortunato. Mister Nicola gli ha portato una solidità diversa e hanno subito portato a casa punti. La loro vittoria forse ci fa un favore, perché ci fa capire quello che sono una squadra solida, in forma, con dei valori e dei giocatori interessantissimi”.

Nessun proclama da “ultima spiaggia” però nell'antivigilia del tecnico e del Vecchio Balordo, anche se in settimana, a complicare la preparazione del match, ci ha pensato un virus intestinale. Piuttosto De Rossi mette davanti a tutto la consapevolezza che i risultati (e l'obbiettivo stagionale della salvezza) passino dalla continuità di rendimento e la capacità di reggere l'urto psicologico degli episodi sfavorevoli.

“Io ho trovato continuità anche nella partita di Roma, dove ho visto una prestazione corretta, contro una squadra che ti trita, ti passa sopra e ha fatto risulti anche contro avversarie ben più blasonate di noi. Voglio continuare a vedere questa continuità di prestazione portando ovviamente a casa anche i punti, perché è quello che ci dà entusiasmo: approccio positivo, coraggio, ma nel coraggio grande attenzione alle armi migliori del Venezia”.

Un'analisi che per il mister, guardando anche all'ultima uscita romana, non può prescindere anche dall'avversario anche se, ribadisce, “la direzione resta quella di andarmela a giocare con tutti”, anche se “poi ci sono i valori in panchina e in campo”, perché “non sempre il coraggio basta per vincere la partita e non sempre l'approccio può essere sufficiente, le gare sono lunghe”.

“A volte può essere un errore mio su una lettura di gara, a volte semplicemente prendere gol contro una squadra molto forte ti fa perdere le distanze, e in quel disordine escono fuori le qualità superiori degli avversari. Quando non tutto va come avevamo previsto si possono creare delle incertezze, più mentali che fisiche: fare un primo tempo come il nostro contro una squadra che tre giorni prima aveva dominato il Real Madrid ti dà fiducia, ma prendere gol in quella maniera te la leva, e in quelle piccole crepe escono fuori i giocatori di grande qualità”, ha aggiunto.

Qualità che De Rossi potrà riavere ora sempre più a disposizione, dopo gli infortuni delle settimane passate. Dal fronte dell'infermeria le lesioni cliniche sono ormai quasi tutte superate e procede il lavoro di riatletizzazione per molti come Meichtry, Havel e Colombo. Al di là delle scelte di formazione, che tra un paio di settimane permetteranno di avere finalmente “più scelta nel mazzo” per variare assetto offensivo e difensivo, l'obiettivo immediato è dare seguito ai progressi mostrati contro Fiorentina e Roma, adattando però lo spartito alle caratteristiche dei lagunari.

“Sarebbe banale dire che vorrei vedere novanta minuti con la stessa padronanza che abbiamo avuto nelle ultime due partite” ha detto De Rossi, riassumendo lo spartito contro Fiorentina e Roma. “Vorrei vedere un'altra partita di dominio, entrando in campo per essere noi la squadra che fa la partita, sapendo però che contro le squadre di Nicola, mentre stai facendo la partita, loro stanno facendo la loro. Spesso ti attaccano proprio quando la palla ce l'hai tu: dovremo quindi essere molto pronti in difesa preventiva e nelle marcature anticipate su giocatori che sembrano dormire ma che poi partono e ti fanno male. Per dominare questa gara dobbiamo dominare molto bene la fase di copertura preventiva”.

E per questo, anche sul piano tattico, l'allenatore ha spiegato come ogni impegno richieda letture differenti. Motivo per cui i rossoblù ultimamente hanno oscillato tra linea a tre e a quattro. “Il Venezia è una squadra molto diversa dalla Fiorentina: ti aspetta un po' di più e ti aspetta coprendo meglio le ampiezze. Abbiamo rivisto anche la partita dell'anno scorso contro la Cremonese per valutare quello che la nostra squadra può fare in funzione di un avversario allenato dallo stesso tecnico - ha ammesso De Rossi - allora facemmo una partita solida, forse creando un pochino meno ma subendo solo una traversa su una palla persa in uscita al novantatreesimo. Contro queste squadre è un attimo: ti sembra di dominare la partita e invece la stai perdendo perché ti sono ripartiti una volta sola. Serviranno quindi grande intensità e grande controllo delle ampiezze”.

Infine, una difesa a spada tratta del gruppo e del lavoro svolto dal reparto offensivo: “Il mio lavoro è aspettare i giocatori, ma senza perdere tempo per rispetto della società. C'è però un dato di fatto oggettivo: parecchi di questi ragazzi erano qui anche l'anno scorso e mi hanno dato il 200%. Qui dentro io non sono un animatore di feste o un babysitter: se devo dire qualcosa a un giocatore la dico, e se devo mollarne uno e non puntarci più lo faccio perché è parte del mio lavoro - ha spiegato fermamente il mister - Ma a me questi giocatori, anche quelli che stanno giocando poco o sono più scontenti, hanno dato tutto sia l'anno scorso sia quest'anno: non c'è un giorno in cui io possa dire che qualcuno abbia tirato indietro la gamba, fatto il furbo o remato contro. Anche per gli attaccanti ci sono periodi in cui le cose girano e altri meno: l'importante è avere continuità di gioco e creare occasioni, mandando la palla lì dentro come abbiamo fatto con la Fiorentina. Un attaccante guarda spesso quanti gol ha fatto, io invece guardo quanti tiri riesce a fare: per me una punta che si crea occasioni ha già fatto una partita positiva”. 

Redazione


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