Cronaca - 24 ottobre 2026, 14:57

Addio al professor Andrea Marsan, il cordoglio di Federparchi: "La zoologia italiana perde una bussola sicura"

Zoologo e docente dell'Università di Genova, era tra i massimi esperti nazionali nella gestione della fauna selvatica. Il ricordo della Federazione: "Un biologo di campo, capace di unire rigore scientifico e conoscenza del territorio"

È morto il professor Andrea Marsan, zoologo, docente dell'Università degli Studi di Genova e tra i principali esperti italiani di conservazione e gestione della fauna selvatica. Figura conosciuta e stimata nel Levante ligure e nell'intera comunità scientifica nazionale, Marsan era componente del Comitato Tecnico Scientifico di Federparchi e collaborava con l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).

A esprimere profondo cordoglio per la sua scomparsa è Federparchi Liguria, attraverso una nota firmata dal coordinatore regionale Roberto Costa e dal consigliere nazionale Daniele Buschiazzo, che ne ricordano il contributo scientifico e umano, oltre all'impegno nella tutela della biodiversità e nella gestione degli equilibri ambientali.

"Un biologo di campo, di quelli con gli scarponi impolverati, capace di passare dalle aule del DISTAV ai boschi dell'Appennino, confrontandosi con la stessa naturalezza e rispetto con studenti, agricoltori, cacciatori e amministratori", scrive la Federazione nel ricordo del professore.

Marsan aveva dedicato gran parte della propria attività allo studio della fauna selvatica, con particolare attenzione agli ungulati e soprattutto al cinghiale, settore nel quale era considerato uno dei massimi esperti a livello nazionale. I suoi lavori scientifici, le linee guida ISPRA e i manuali di riferimento hanno rappresentato un importante contributo per affrontare le problematiche legate alla presenza degli animali selvatici e alla convivenza con le attività umane.

Una visione della tutela ambientale che, sottolinea Federparchi, non considerava le aree protette come territori isolati, ma come ecosistemi complessi, nei quali la conservazione della biodiversità deve convivere con la presenza dell'uomo e con la salvaguardia delle attività agricole tradizionali.

"Dei Parchi aveva una visione moderna, rigorosa e profondamente laica: non li intendeva come campane di vetro o recinti ideologici, ma come ecosistemi vivi e complessi", prosegue il ricordo, evidenziando come il professore cercasse sempre risposte concrete, fondate sulla prevenzione, sull'osservazione diretta e sul metodo scientifico, lontano da semplificazioni e contrapposizioni ideologiche.

Accanto alla competenza professionale, colleghi e collaboratori ne ricordano anche il carattere schietto, l'ironia e la capacità di trasmettere agli studenti una conoscenza della natura libera da sentimentalismi, ma profondamente rispettosa dei suoi equilibri. Amava ripetere che "la morte nel bosco è una festa", un'espressione con cui richiamava il ciclo naturale della materia e l'importanza di osservare i fenomeni biologici attraverso una prospettiva scientifica ed ecologica.

Tra le citazioni che era solito condividere anche un pensiero di Seneca: "Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare", a sottolineare l'importanza di avere obiettivi chiari e una direzione precisa.

"Oggi i nostri Parchi e la zoologia italiana sono più poveri perché perdono una bussola sicura", conclude Federparchi Liguria. "A noi resta l'impegno di non disperdere la sua lezione più grande: affrontare la complessità del territorio senza slogan, affidandosi alla scienza, alla conoscenza diretta e all'amore autentico per la nostra terra".

Redazione