Tre miliardi di parole, oltre dieci milioni di articoli, due milioni di pagine e circa 150mila fotografie. È il patrimonio storico custodito nell’archivio del Secolo XIX, che con la nascita della Fondazione dedicata al quotidiano genovese si prepara a diventare una risorsa digitale consultabile attraverso strumenti di intelligenza artificiale. Il progetto si chiama “Archivio Vivo” ed è stato presentato a Genova martedì 27 ottobre, a bordo di MSC Grandiosa, durante l’evento “Tre miliardi di parole. Una storia che continua”.
La Fondazione Il Secolo XIX, nata nel 2025, ha l’obiettivo di tutelare, conservare e rendere accessibile un patrimonio documentale che attraversa oltre 140 anni di storia italiana, con particolare attenzione alle trasformazioni economiche, industriali, politiche, sociali e culturali della Liguria e del Paese. Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, i ministri Paolo Zangrillo, Tommaso Foti e Gianmarco Mazzi, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e la sindaca di Genova Silvia Salis.
Il cuore dell’iniziativa è la possibilità di superare la semplice consultazione delle pagine digitalizzate. Grazie all’integrazione tra intelligenza artificiale, tecnologie semantiche e strumenti avanzati di ricerca, sviluppati con il partner tecnico Gruppo Panini Cultura, l’archivio punta a consentire di mettere in relazione articoli pubblicati in epoche diverse, ricostruire collegamenti tra persone, luoghi ed eventi e seguire l’evoluzione di fenomeni che hanno segnato Genova, la Liguria e l’Italia.
Dallo sviluppo del porto ai traffici marittimi nel Mediterraneo, dalla crescita industriale all’emigrazione, fino alle trasformazioni urbanistiche e ai grandi avvenimenti politici e sociali, le pagine del quotidiano costituiscono una fonte per studiosi, istituzioni, imprese, scuole e cittadini. L’intelligenza artificiale sarà utilizzata per facilitare l’esplorazione dei documenti e individuare connessioni, senza sostituirsi alle fonti originali e al loro valore documentale.
Secondo la presentazione della Fondazione, il progetto rappresenta un primato nel panorama editoriale italiano: il Secolo XIX sarà la prima testata a disporre di un archivio integralmente digitalizzato e consultabile attraverso questa tecnologia.
"La cultura ha valore quando è accessibile, condivisa e capace di dialogare con il presente", ha dichiarato Alberica Brivio Sforza, presidente della Fondazione. "Con la Fondazione Il Secolo XIX vogliamo preservare un patrimonio straordinario di memoria collettiva e, al tempo stesso, renderlo uno strumento vivo e fruibile attraverso le opportunità offerte dalla digitalizzazione".
Brivio Sforza ha definito "Archivio Vivo" una sfida culturale prima ancora che tecnologica, con l’ambizione di trasformare 140 anni di storia raccontati sulle pagine del quotidiano in una risorsa per la ricerca, la conoscenza e le nuove generazioni.
Il percorso di digitalizzazione ha già portato a completare le annate comprese tra il 1886 e il 1955, che saranno prossimamente accessibili attraverso una piattaforma dedicata. La fase successiva riguarderà il periodo dal 1956 al 2001, mentre gli ultimi 25 anni sono già archiviati in formato digitale.
Il progetto si avvale anche degli investimenti pubblici destinati alla trasformazione digitale del patrimonio culturale nazionale nell’ambito del PNRR. La collaborazione coinvolge il Ministero della Cultura, la Digital Library, le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze e la Fondazione, con il sostegno di istituzioni e aziende. Tra queste figurano Regione Liguria, Comune di Genova, Camera di Commercio di Genova e diverse realtà imprenditoriali.
L’investimento complessivo previsto è di circa un milione di euro, con una ripartizione del 50 per cento tra risorse pubbliche e private.
L’archivio potrà alimentare mostre, esposizioni, pubblicazioni, podcast e approfondimenti tematici. Sono inoltre previsti percorsi formativi e laboratoriali rivolti a scuole, università, studenti e docenti, con particolare attenzione alla storia contemporanea, all’educazione civica e alla conoscenza del mondo dell’informazione e dei media.
Un altro ambito di sviluppo riguarda la valorizzazione territoriale e il turismo culturale. La possibilità di collegare articoli, fotografie e testimonianze ai luoghi contemporanei potrà offrire nuovi strumenti per raccontare Genova e la Liguria, ricostruendo vicende e trasformazioni attraverso le fonti del giornale.
"Vogliamo restituire alla comunità un patrimonio che appartiene alla storia di tutti", ha affermato Barbara Grosso, direttrice generale della Fondazione. L’obiettivo, ha spiegato, è costruire una rete di collaborazioni con istituzioni culturali, università, enti territoriali, associazioni e imprese, mettendo in relazione archivi, competenze ed esperienze.