Cultura e spettacoli - 27 ottobre 2026, 16:40

Esce la guida ‘Genova Adagio’: il gusto di visitare la città scegliendo la lentezza

Alessandra Gennaro parla del libro appena pubblicato da Enrico Damiani Editore: “In tempi di overtourism e di turismo mordi e fuggi, il dono più prezioso è quello di saper andare piano”

Via Garibaldi, una delle strade più iconiche di Genova

“Se vuoi vedere una città, scoprirla e capirla veramente a fondo, devi andare piano. Per questo ho scritto volentieri un libro che parla di Genova, la mia città, e che è rivolto ai turisti ‘lenti’, ovvero quelli che rifuggono dal turismo ‘mordi e fuggi’, ma che è rivolto anche ai genovesi stessi. Perché, molto spesso, i tesori che abbiamo in casa non li conosciamo neppure noi”.

Così Alessandra Gennaro, scrittrice e imprenditrice genovese, che da molti anni vive tra l’Inghilterra e Singapore per le sue attività lavorative, descrive il libro ‘Genova Adagio. Alla scoperta di una città che non vuole farsi scoprire’, pubblicato pochi giorni fa per i tipi di Enrico Damiani Editore e di prossima presentazione pubblica. 

‘Genova Adagio’ è l’undicesimo titolo della collana ‘Gli adagi’ curata da Teresa Monestiroli: guide d’autore dedicate a città da esplorare con lentezza, attraverso percorsi, luoghi, storie e sguardi personali (la prima città a essere raccontata è stata Milano, poi sono seguite Venezia, Napoli, Brescia, Palermo, Bergamo, Roma, Torino, Bologna e Lecce). 

“Se nelle città non si va piano, alla fine si rischia di non vedere nulla - racconta Alessandra Gennaro - ed ecco perché ho accettato volentieri l’offerta da parte dell’editore: perché sono sempre stata convinta di questo concetto. In tempi di overtourism e di toccate e fuga, riscoprire la lentezza, quando ce lo si può permettere, è un dono prezioso. Ho impiegato circa un anno a preparare questo libro e, alla fine, mi ha fatto molto piacere constatare che il libro dedicato a Genova ha moltissime pagine, anche di più rispetto ad altre guide, e una parte è stata pure pubblicata sul web e non sulla carta. Per questo parliamo di una città bellissima ma che non vuole farsi scoprire”. 

Alessandra Gennaro accompagna lettrici e lettori alla scoperta di una realtà complessa e stratificata, seguendone le trasformazioni attraverso la sua storia millenaria e mettendo in luce il rapporto tra vocazione commerciale, indipendenza politica e ferite che ne hanno plasmato il volto. 

Un’identità che si riflette anche nel tessuto urbano genovese, perfettamente in armonia con le scelte politiche di una città che mai volle padroni. Come gli altri volumi della collana ‘Gli adagi”, il libro non si rivolge soltanto a chi visita Genova per la prima volta. È anche un invito ai genovesi per cambiare passo, guardare la propria città con occhi nuovi e ritrovare storie, curiosità e angoli ancora da scoprire. 

“Una volta che si prende il ritmo giusto, è tutta una scoperta. Quindi mi sento di consigliare questo lavoro sia a chi viene a Genova più volte, perché magari ne è rimasto particolarmente affascinato, sia ai genovesi stessi, che possono scoprire la loro città, da Ponente a Levante passando per il centro, pezzo dopo pezzo”.

‘Genova Adagio’ si apre con una sezione storica che ripercorre le origini della città, dal colle di Castello alla nascita del Comune, l’espansione commerciale nel Mediterraneo e la fondazione della Repubblica. Il racconto attraversa il ‘Secolo dei genovesi’, quando la città diventa uno dei principali centri finanziari dell’impero di Carlo V, per arrivare all’età contemporanea: la nascita della Grande Genova, la Resistenza, lo sviluppo industriale fino ai decenni più recenti, segnati da momenti cruciali come il G8 del 2001 e la tragedia del Ponte Morandi. 

A questa panoramica seguono cinque itinerari per leggere la città: il primo attraversa il nucleo medievale, da Castello a Porta Soprana, tra caruggi e stratificazioni storiche; il secondo conduce nella Genova di Fabrizio De André, tra vicoli, osterie e angoli dimenticati; il terzo si snoda tra chiese, palazzi nobiliari, musei e mercati, dal Medioevo alla Genova contemporanea; il quarto porta alle Strade Nuove, dai tempi di Rubens ai Rolli Days e al riconoscimento Unesco; l’ultimo è dedicato alla ‘Grande Genova’, che nel Novecento ha assorbito centri un tempo indipendenti e oggi si estende da Levante a Ponente. 

“Io vivo fuori da parecchi anni - osserva l’autrice - ma a Genova torno sempre. Ho scritto un po’ con gli occhi di chi è nato in questa città e ne è innamorato e un po’ con quelli di chi la vive e la vede dall’estero. Vivo tra la campagna inglese e Singapore con la mia famiglia. L’azienda di famiglia si occupa di consulenze navali. Quindi, nel 2022, ho fondato ‘WebinARTE’, una realtà che si occupa di divulgazione della storia dell’arte attraverso seminari online, viaggi e visite guidate. Siamo noti e apprezzati a livello internazionale, basti pensare che siamo nella mailing list di Buckingham Palace. Continuo a impegnarmi per far conoscere Genova nel mondo e il libro è parte di questo percorso. Spero di raggiungere più persone possibili e confido che sappiano apprezzare, come me, questo modo di relazionarsi con le città”.