Politica - 28 ottobre 2026, 15:05

Ericsson, lavoratori arrivano in Regione. Fronte comune tra politica e sindacati

Istituzioni liguri e rappresentanti dei lavoratori uniti per chiedere l'intervento diretto del Governo. Restano solo 30 giorni per evitare i licenziamenti e garantire il futuro della sede di Genova

Un documento condiviso tra politica e lavoratori per chiedere l’intervento del Governo e salvare i lavoratori Ericsson dal licenziamento.

Questa la decisione arrivata al termine dell’audizione che questo pomeriggio si è tenuta negli uffici della Regione Liguria in una conferenza capigruppo in cui il Consiglio Regionale della Liguria ha registrato l’adesione unanime di tutte le forze politiche alle rivendicazioni dei e delle dipendenti dell’azienda, decidendo di impegnare la Giunta a trasferire la vertenza al tavolo del ministero del Lavoro e delle Imprese. 

L’obiettivo è quello di far esercitare al Governo nazionale il massimo pressing sull’azienda prima della scadenza dei termini procedurali.

Il primo passaggio, come ribadito dai rappresentanti della Regione, è quello di presentarsi in maniera unitaria al tavolo nazionale, contestando le posizioni ufficiali sostenute dall’azienda.

“Oggi facciamo una cosa insolita - ha esordito il presidente del Consiglio Regionale Stefano Balleari - abbiamo trovato condivisione totale su quelle che sono le richieste dei lavoratori. Andremo a fare un documento, abbiamo già condiviso i punti in conferenza capigruppo durante l’audizione”.

Balleari ha poi continuato: “In Consiglio regionale abbiamo trovato una condivisione totale su quelle che sono le richieste dei lavoratori. Vedere una condivisione così a 360° su un argomento non capita spesso. È un argomento molto difficile e complesso. Faremo questo documento che verrà votato oggi stesso in aula per dare un segnale forte, coeso di tutta la politica genovese, ligure e di sostegno anche al Governo. Il tempo stringe”.

Gli fa eco Alessio Piana, assessore allo Sviluppo Economico di Regione Liguria: “Verrà approvato un documento auspicabilmente unitario in Consiglio regionale che ci darà ulteriore forza per presidiare insieme al collega Ripamonti il tavolo nazionale e nel quale tenteremo di riaprire il negoziato con l'azienda cercando di avere garanzie rispetto alle richieste dei lavoratori e all'impegno soprattutto di prospettiva degli investimenti di Ericsson su Genova e sulla Liguria. Non corrisponde alla verità che il 40% dei coinvolti si approssima alla pensione e le 25 posizioni che erano state ipotizzate come possibile soluzione rendono impossibile anche per la politica aziendale sullo smart working la possibilità di essere attenzionate dagli operatori genovesi”.

Dal canto loro, le rappresentanze sindacali chiedono un intervento vincolante del Governo centrale che richiami l'azienda al rispetto degli impegni occupazionali e all'utilizzo responsabile dei fondi pubblici già ricevuti.

Al termine dell’incontro, iniziato alle 13,45 e durato circa tre quarti d’ora, Massimo Della Giovanna, RSU CGIL Ericsson Genova, è intervenuto parlando ai colleghi e alle colleghe presenti: “Tutti i consiglieri hanno condiviso le nostre posizioni e hanno ben compreso che l'azienda fa ostruzionismo e cerca solamente il proprio interesse. Abbiamo chiesto a tutti di condividere un documento che chieda al Governo di intervenire in prima persona per stringere questa azienda alle sue responsabilità, sia rispetto ai fondi già presi, sia rispetto all'impegno che deve avere sul territorio, anche sul mantenimento dell'occupazione di Genova”.

Sonia Montaldo, Segretaria Generale SLC CGIL Genova, ha chiarito le condizioni indispensabili per un eventuale accordo e i rischi legati alle scadenze imminenti: “Noi riteniamo che soltanto il Governo abbia le armi e gli strumenti per poter fare pressione sull'azienda per ottenere quello che stiamo cercando di rivendicare già da tempo: la gestione del perimetro dei lavoratori che possono aderire alla procedura volontaria, la possibilità di ricorrere all'isopensione per chi è vicino alla pensione e garanzie sul futuro per chi rimane a lavorare a Genova. Il tempo stringe. Mancano soltanto 30 giorni per la fine della procedura del licenziamento collettivo e quindi se non riusciamo a fare l'accordo entro questi 30 giorni potrebbero arrivare le lettere di licenziamento”.

La palla passa ora al Governo in una corsa al salvataggio dei lavoratori dell’azienda e al mantenimento dei posti di lavoro. Il tutto mentre in piazza continua la mobilitazione.


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