Dopo lo sciopero nazionale proclamato da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm, che nella giornata di oggi, giovedì 29 ottobre, ha coinvolto anche i lavoratori dello stabilimento MermecSTE di via Bombrini, a Sampierdarena, arriva la replica di Mermec. Al centro della vertenza l'operazione societaria che prevede l'ingresso di Siemens e la mancata partecipazione dell'azienda al tavolo convocato lo scorso 20 ottobre dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
In una nota diffusa nel pomeriggio, la società respinge le preoccupazioni sulle possibili ricadute occupazionali e ribadisce che l'operazione ha una finalità esclusivamente industriale e strategica, senza conseguenze negative per i dipendenti.
"L'operazione societaria si inserisce in una strategia di sviluppo e consolidamento industriale", precisa Mermec, richiamando quanto già comunicato lo scorso 14 maggio.
Secondo l'azienda, l'ingresso di Siemens rappresenterebbe un'opportunità di crescita e di valorizzazione delle competenze già presenti nel gruppo. "L'ingresso del più grande player industriale d'Europa, della rilevanza e solidità di Siemens, potrà rappresentare un'importante prospettiva di crescita e valorizzazione delle competenze; l'operazione non prevede conseguenze negative sui livelli occupazionali, sulle condizioni di lavoro, sui trattamenti e sulle sedi".
Garanzie che, sottolinea la società, sarebbero già state illustrate sia ai dipendenti sia alle organizzazioni sindacali nel corso di precedenti incontri.
Mermec interviene anche sulla decisione di non partecipare all'incontro ministeriale, contestata duramente dai sindacati e indicata tra le ragioni della mobilitazione nazionale. La società motiva la propria scelta sostenendo di non trovarsi in una situazione di difficoltà economica o industriale tale da giustificare un confronto nell'ambito di un tavolo di crisi.
"La Mermec non ha mai fatto un'ora di cassa integrazione in 46 anni, neanche durante il Covid, non è un'azienda in crisi, al contrario è un'azienda che continua a crescere, ad assumere nuovo personale", evidenzia la società, spiegando di aver per questo rifiutato l'incontro del 20 ottobre richiesto dalle organizzazioni sindacali.
Una posizione che si contrappone alle critiche espresse dalla Fiom Cgil di Genova, che questa mattina aveva definito l'assenza al Ministero un comportamento "arrogante e irrispettoso" nei confronti dei lavoratori e delle istituzioni. Il sindacato aveva inoltre denunciato la mancanza di un confronto negoziale sul futuro industriale del gruppo, chiedendo maggiori certezze sulla salvaguardia dei posti di lavoro, delle condizioni contrattuali e delle sedi produttive.
La vertenza riguarda complessivamente oltre 1.700 lavoratori del gruppo, compresi quelli della sede genovese di Sampierdarena. Se da una parte le organizzazioni sindacali chiedono l'apertura di un confronto formale e garanzie sul futuro, dall'altra Mermec ribadisce la solidità della propria situazione industriale e conferma gli impegni sul mantenimento dell'occupazione e delle attuali condizioni di lavoro.